lunedì 1 febbraio 2010

Chi piangerà il povero innocente?



Ieri sera fidi un bellissimo film alla televisione: “Antwone Fisher”. Che ci fosse Denzel Washington (sia come attore che come regista) è stato un incentivo più, ma poi la trama si è fatta molto interessante e il commento finale che dò per il film è un 10+!

La storia, in parte vera, parla di un ragazzo nero che fu abbandonato dalla madre a due mesi. La signora che lo prese in affidamento lo maltrattava, mentre la tata lo violentava. Questi due eventi lo portano all’età di 25 anni con un profondo disagio a relazionarsi e, soprattutto, con il mondo femminile.

Durante il film una poesia mi ha colpito particolarmente. La trama l’ho accennata proprio per introdurre questa poesia.

“Chi piangerà il povero innocente
perduto e solo
Chi piangerà il povero innocente
quando spezzato avrà il volo
Chi piangerà il povero innocente
che pianse nel sogno del suo amico
Chi piangerà il povero innocente
col mondo dentro a sé nemico
Chi piangerà il povero innocente
che camminerà sulla sabbia rosso fuoco
Chi piangerà il povero innocente
il povero bambino dentro un uomo assente
Chi piangerà il povero innocente
che conobbe la pena e il dolore
Chi piangerà il povero innocente
che morì più volte, più volte ancora
Chi piangerà il povero innocente
il ragazzo che tentò di essere
Chi piangerà il povero innocente
che piange ancora dentro me.”
Spesso ai telegiornali sentiamo parlare di abusi e violenze su minori, pedofilia, pedopornografia, prostituzione minorile, bambini venduti per commercio nero di organi o per prostituirsi o per le adozioni illegali, ecc. Chi piangerà il povero innocente?

Nel film, il protagonista a quella domanda risponde “io lo farò”.  Ma che colpa hanno coloro che subiscono tali assurdità a portarsi traumi che li segneranno a vita? Purtroppo nessuna. Eppure dovranno portarsi il marchio della stupidità umana segnati in loro per sempre.

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