martedì 27 maggio 2008

Min**** se è difficile mantenere la fiducia! PS Voglio scappare di qui!

Oggi sono un po' triste: da poco stavo iniziando a considerare amico un mio compagno di classe (ed è un grande passo per me), quando oggi commetto un grave errore e lui si arrabbia con me.
Alla base di tutto c'è stato probabilmente un malinteso: il fatto è che io penso che le ragazze del paese in cui abito (Martina Franca) badano ai ragazzi solo se hanno vestiti firmati. Lui avrà capito chissà cosa... Va bè, domani chiarirò, ma so che ho compromesso seriamente la sua fiducia.
Il fatto è in realtà un pochino più complicato di come lo ho descritto io, ma è il succo che importa...
E per questo ora sono triste...
Vorrei scrivere qualcosa in più, aggiungere un testo che mi sovviene ma non so... Non vorrei che tutto si sdrammatizzasse in "nulla".
Anche se la canzone che mi viene ora non è affatto nulla: "La donna cannone" di Francesco de Gregori.
"Butterò questo
mio enorme cuore tra le stelle un giorno, / giuro che lo farò, / e oltre l'azzurro della tenda nell'azzurro io volerò. / Quando la donna cannone d'oro e d'argento diventerà, / senza passare dalla stazione l'ultimo treno prenderà. / E in faccia ai maligni e ai superbi il mio nome scintillerà, / dalle porte della notte il giorno si bloccherà, / un applauso del pubblico pagante lo sottolineerà / e dalla bocca del cannone una canzone suonerà. / E con le mani amore, per le mani ti prenderò / e senza dire parole nel mio cuore ti porterò / e non aver paura se non sarò come bella come dici tu / ma voleremo in cielo in carne ed ossa, non torneremo più, / E senza fame e senza sete / e senza aria e senza rete voleremo via. / Così la donna cannone, quell'enorme mistero volò, / sola verso un cielo nero s'incamminò. / Tutti chiusero gli occhi nell'attimo esatto in cui sparì, / altri giurarono e spergiurarono che non erano rimasti lì."
Il senso è quello...
Sconsolato, vi rimando al prossimo intervento.
A risentirci.

sabato 24 maggio 2008

Stasera boogie!

Stasera metto a nudo una parte di me: vi mostrerò il genere che più amo di tutta la musica fino ad oggi... Vi metto subito il video, poi passerò a commentare qualcosa:






L'avete sentita? Se dite che non vi piace, potete benissimo andarvene e non leggere più!
Adoro queste canzoni e ne sto cercando a volontà! Un po' devo dire che questa "riscoperta" del genere viene dal mio studio del '68 in Storia, di cui le "canne" sono la cosa più stupida che si possono citare di quel periodo.
Per quanto riguarda la traduzione di questa canzone: "Signore / I tuoi occhi sono pieni di esitazione / Sicuramente mi rendono incredulo / Se sai cosa stai cercando / Piccola / Voglio darmi una reputazione / Sono una sensazione / Mi provi una volta, chiederai qualcosa in più / Oh, si signore, posso fare il boogie / Ma ho bisogno di una canzone sicura / Posso fare il boogie / Boogie woogie / Per tutta la notte / Oh, si signore, posso fare il boogie / Se rimani, non potrai sbagliarti / Posso fare il boogie / Boogie woogie / Per tutta la notte / No signore / Io non mi sento molto adatto a parlare / No, nemmeno di camminare / Vuoi sapere se so ballare. / Si signore / Te l’ho già detto nel primo verso / E nel ritornello / Ma ti darò un'altra chance / Si signore, posso fare il boogie.". Come avrete potuto notare non è certo molto significativa... Ci possono essere persone che dicono che l'assenza di un tema è legato all'assenza di valori del periodo, ma a me piace pensare semplicemente che prima era la musica che trascinava e non le parole...
La musica sdolcinata è arrivata dopo e purrtoppo ancora esiste. Certo, ora esiste la tecno, l'elettronica, la house che pensano a farti muovere... Ma niente come il boogie ti può trascinare meglio su una pista da ballo all'impazzata...
Stasera, con questa canzone, sono molto esaltatto.
A risentirci!

venerdì 23 maggio 2008

Due poesie visto che stavo senza Internet


mercooledì, 21 marzo

Per questa settimana, visto che non ho Internet da cui scaricare i testi delle canzoni, ho deciso di dare spazio alla voce di grandi poeti del passato. In particolare, ho scelto una poesia di un poeta che mi piace molto: Charles Baudelaire. La poesie che segue è riportata in francese e in italiano: in francese perché, per chi lo sa ben pronunciare, queste parole hanno una Musica bellissima, e in italiano… così tutti le possiamo capire!

LE GOUFFRE
Pascal avait son gouffre , avec lui se mouvant.
-Héla! tout est abime, - action, désir, reve,
Parole! et sur mon poil qui tout droit se relève
Maintes fois de la Peure je sens passer le vent.

En haut, en bas, partout, la profondeur, la grève,
Le silence, l’espace affreux et captivant…
Sur le fond de mes nuits Dieu de son doigt savant
Dessine un cauchemar multiforme et sans treve.

J’ai peure du sommeil comme on a perure d’un grand trou,
Tout plein de vague horreur, menant on ne sait où;
Je ne vois qu’infini par toutes le fenetres,

Et mon espirit, toujours du vertige hanté,
Jalouse du néant l’insensibilité.
-Ah! ne jamais sortir des Nombres et des Etres!

Il baratro
Pascal aveva un baratro che con lui si moveva.
Tutto è baratro, ahimè, azione, sogno, amore,
parola! E sui capelli che dritti mi si levano
spesso sento passare il vento del Terrore.

In alto, in basso, ovunque, sponde e vuoto discerno,
e il silenzio, lo spazio atroce e seducente…
Sul muro dei miei sogni Dio con dito sapiente
traccia ogni notte un incubo multiforme ed eterno.

Il sonno m’impaura come un crepaccio, denso
di confusi spaventi, inesplorato ed immenso:
da tutte le finestre l’infinito mi appare.

In preda alla vertigine, il mio cuore noon sa
Che invidiare del Nulla l’insensibilità.
Ah, fra gli Esseri e i Numeri in eterno restare!

Non so quanto in effetti sia potuta piacere… A me piace! Comunque, non potevo non riportare il genio della poesia Novecentesca, Eugenio Montale, a me particolarmente caro.
Questa poesia non dovrebbe avere un titolo (o almeno sul libro che ho io non c’è).

Vedo un uccello fermo sulla grondaia,
può sembrare un piccione ma è più snello
e ha un po’ di ciuffo o forse è il vento,
chi può saperlo, i vetri sono chiusi.
Se lo vedi anche tu, quando ti svegliano
i fuoribordo, questo è tutto quanto
ci è dato di sapere sulla felicità.
ha un prezzo troppo alto, non fa per noi e chi l’ha
non sa che farsene.

E questa vi è piaciuta? Lo so, probabilmente, sono tutte e due tristi, ma il significato di ambedue è una cosa che non mi permetto neanche di commentare… Queste due poesie si commentano da sole! Mi inchinerei a questi due poeti se oggi fossero ancora in vita… Ma l’unica cosa per onorarli oggi è ricordarli. E io ci sto provando.
A risentirci.

martedì 20 maggio 2008

Ordinaria vita

Come piccola abitudine (non è che ne abbia tante), è da un bel po’ di mesi che il sabato pomeriggio vedo un film per staccarmi dai libri.
Ma oggi ne ho trovato uno che mi metterà in una crisi… che solo a pensarci riderò! Già, credo sia sintomo di pazzia! Il film è “Il diario di una tata”. Parla di una ragazza appena laureata in una materia che non ho capito preciso qual è e che, non sapendo cosa fare, conosce per sbaglio una ricca signora newyorkese che le offre il posto da tata. Lei, Annie, all’inizio è un po’scettica sull’iniziare quest’attività, ma poi ci prende gusto.
Da perfetto str*** non ho alcuna intenzione di dire cosa succede durante e dopo il film, ma fatto sta che questo film mi ha lasciato un senso di spaesamento senza precedenti! Almeno per ciò che riguarda cosa succederà dopo gli orrori di questa scuola.
Oggi ho parlato con un prof di diritto che a me sembra molto “L’attimo fuggente” e che è un bravissimo prof. Gli ho chiesto un po’ di delucidazioni sull’università, lauree quinquennali… E dopo questo film non posso che sentirmi ancora più scoraggiato: voglio staccare la spina, ne ho bisogno, proprio come fa Annie, che accetta il posto di tata temporaneamente finché non avrà capito cosa vuol davvero fare. Ma la vera differenza tra il film e la vita quotidiana nostra è questa è la realtà, dove perdendo un secondo hai perso non so quanti soldi…
Ora che ci penso, c’è anche un altro film “In to the wild”, diretto da Clint Eastwood, ma che racconta la vera storia di un ragazzo che, appena finito di laurearsi, dice alla sua facoltosa famiglia (altra differenza con la mia realtà vicina!) che partirà per un viaggio che non avrà fine…
È il film dell’eterno sognatore. Io non chiedo certo nessuna di queste due cose, ma semplicemente un mese di ozio completo! Pace, tranquillità, amici, libri e musica.
La cosa bella è che però anche questo per me è un sogno: il 14 luglio si va a Livorno, se tutto va bene (dubito, ma un po’ lo spero), a novembre andrò lì a studiare. In alternativa, dovrò iniziare a litigare coi miei perché a Taranto a studiare non  ci voglio andare, anche se loro solo lì mio mandano a studiare! A volte penso che sarebbe meglio se fossimo una famiglia ricca, così non ci sarebbero problemi su dove andare e forse sarei meno triste di come lo sono ora… Ma, si dice, che i soldi non fanno la felicità e allora preferirei essere un normale ragazzo senza voglia (e sarò sulla giusta via entro poco tempo, credo) che appena finita la scuola va ad aiutare suo padre nell’azienda di famiglia.
Due sogni! Perché poi ci penso e dico che tutto sommato va tutto bene così: non siamo divorati dall’oro, ma non abbiamo nemmeno debitori che ci inseguono: semplicemente facciamo una normale vita in una piccola cittadina dove, fino ad ora, non succede niente di pericoloso, ama neanche niente di troppo esaltante… La normale vita, però, troppo ordinaria da cui vorrei uscire. Essere magari uguali agli altri (non nel senso di seguire ogni secondo la moda, ma “a buon intenditore poche parole”) non è brutto, non bisogna mica essere tutti  “salmoni che vanno controcorrente” (parole non testuali della canzone di Alberto Sordi “Te c’hanno mai mannato a quel paese”). Però è anche vero che svolgere una vita troppo ordinaria diventa noioso.
Bene, sicuramente mi sarò addentrato eccessivamente negli angoli più bui e misteriosi di questa grande cantina chiamata “vita”…
Ok, ci basta, perché solo in Word ho riempito una pagina e non oso immaginare quanto sarà lungo l’interveto sullo space.
Sempre senza Internet e ancora un po’ sconsolato, non posso che salutarvi.
A risentirci!

sabato 17 maggio 2008

Un po' di tristezza in musica oggi


A causa di dannate e sfortunate coincidenze, mi ritroverò per una settimana senza Internet! Una sfortuna incredibile!
E come dico ogni tanto: “e che ci dobbiamo fare?!”.
Stasera sto scrivendo e, anche se è venerdì, so che questo intervento verrà pubblicato sabato. E in quanto sabato non può assolutamente mancare la canzone anni ’70.
Proviamo un tipo Indovina chi? Allora..
1. E’ una canzone famosissima
2. (Beh non diceva tanto l’altro indizio) E’ uscita in tre edizioni!
3. (Non sono mi sa bravo a fare questo gioco) L’ultimo remake è stato di Mariah Carey ed è un classico d’amore della nostra “età”
4. La prima volta è stata cantata dai Badfinger, ma io vi farò sentire come la canta Harry Nilsson. Niente? E se vi dicessi che
5. in italiano la canzone si chiamerebbe “Senza te”, vi avvicinate alla soluzione?
Va bene, se ancora non avete capito, la canzone è “Without you”. Ora vi ritornano alcune cose?
La prima versione dei Badfinger è indubbiamente bella, ma a mio parere, quella di Nilsson è più espressiva.
Sentirla ora mi lascia un po’ di amarezza… cioè nel senso che, siccome me la cavo un po’ in inglese, capisco un po’ che dice, ed è una canzone triste…
Triste come tutta questa settimana, per me: sempre sui libri a studiare, ripetere, lettere di convocazione che mi fanno pensare sempre al mio futuro, compagni che mi assillano a conciliar mi con una certa persona con cui non credo voglia più avere a che fare… Una settimana super, insomma… Anche se la tristezza della canzone non ha niente a che fare con la tristezza che sento ora. Ah, dimenticavo ecco il video
Ok
:




Se non vi piace, siete voi che non capite la bellezza di questa canzone. Comunque, potete sentire la versione originale e confrontarla magari.
A risentirci

sabato 10 maggio 2008

Surfin safari

In questi ultimi 3 giorni ho avuto problemi a scrivere sullo space... Il fatto è che giovedi è stato importantissimo. Ecco cosa è successo, appena ho visto ho scritto subito qui così.

Edizione straordinaria! E' in effetti un po' tardi per scrivere un intervento qualunque. E in fatti questo non è un intervento qualunque.
E' arrivata purtroppo la risposta che più temevo: il tema per il Concorso per l'accesso all'Accademia Navale di Livorno è andato bene: 21.6! Che non so bene che voto sia, tradotto in quelli che si prendono ora ai superiori...
Dovrei essere felice, e lo sono, tantissimo! Ma sono al contempo triste: so che probabilmente non lo passo e, quindi, questo non sarà altro che un pretesto per allungare la mia pena alla ricerca di cosa farò nel futuro.
Oggi ho parlato con la professoressa di Economia aziendale e le ho chiesta qualcosa circa l'Operatore giuridico d'impresa, un tipo di percorso di studi. Lei me l'ha sconsigliato e ha detto che oggi le imprese vogliono avvocati normali con un master speciale. E dovrebbe essere quello che voglio fare io.
Ma, probabilmente, fuori Taranto non mi mandano a studiare. E siccome Taranto non funziona bene come università, ritardare di 2 mesi la decisione dell'università sarà per me un problema...
Ecco perchè sono un po' triste...
E cosa dobbiamo fare? Niente, prendiamola comunque con felicità: quest'estate si va a Livorno! Spettacolo! Due - tre settimane nell'accademia! Divertimento puro!
Va be', era giusto questo. Anche perchè sto vedendo il film e, devo ammetterlo, la felicità è troppa per pensare ora.
A risentirci!

Avete capito qualcosa? Questo è tutto. E non è poco! Ora circa ogni giorno ci penso, purtroppo.
Passando, invece, alla giornata di oggi, stamattina ho studiato la seconda guerra mondiale e il dopoguerra e mi sono imbattutto nientepocodimenochè che nel rock and roll! Quelli erano gli anni '60 e quello era il periodo più bello!
Non potevo, quindi, oggi che proporre un po' di sano rock'n'roll. Niente Elvis, però. So che è un grande, ma volevo concentrarmi su un gruppo che forse è passato più in secondo piano: i Beach Boys.
A me piacciono un sacco e ho l'imbarazzo della scelta sulla canzone da proporre. Tra le tante ho, comunque voluto scegliere "Surfin' Safari". Un motivo preciso non ce l'ho. Cioè forse sì: in realtà, questà fu rilasciata nel giugno 1962, quindi in pieno periodo rock'n'roll!
Godetevela:





Come ho già detto anche altre volte, data la vecchia data della canzone, trovare il video originale e è impossibile (anche perchè probabilmente neanche era nata l'idea di accompagnare video assieme al singolo). Piaciuta? E' uno dei più bei generi...
A risentirci!

mercoledì 7 maggio 2008

Ascesa e caduta

Siamo in dirittura d'arrivo alla fine di quest'altra settimana... Il tempo scorre, fugge e non ho capito niente ancora di questa vita... L'altra sera diedero in Tv il film "Hitch - Lui sì che capisce le donne" : è bellissimo. Credo sia dedicato a tutti quegli uomini che amano in segreto una persona ma hanno troppa paura di confessarsi perchè lei è la loro visione di angelo sceso in terra.
Ma ritornando a ciò che la vita ci riserva sempre, voglio postare oggi questa traduzione del percorso che ho iniziato circa un mese fa. E' una canzone che ho sempre amato tanto: "Rise and fall" di Craig David feat Sting.
"Ci sono momenti nella vita in cui senti di dover / smetteredi combattere / ed è come se lo leggessi a chiare lettere sui muri / Sei una
superstar, finalmente ce l'hai fatta / Ma non appena la tua immagine viene
diffamata / si parla di ascesa e caduta. / Mi sono sempre detto che ce l'avrei
fatta / Ormai è chiaro agli occhi di tutti / Ma il gioco a cui prendo parte non
fa prigionieri / Fa solo feriti / Credo che tutto cambierà / Anche gli amici
che avevo prima magari se ne andranno / Ma questo sogno è la vita che ho sempre
voluto / Ho cominciato a credere di essere il migliore / La mia vita non
sarebbe mai più stata la stessa / Visto che con i soldi ho cambiato posizione
sociale / Ecco quando tutto ha cominciato ad essere diverso / Ora penso sempre
a tutte le cose che ho / Rimango abbagliato dal numero delle belle ragazze che incontro
/ Incomincio a perdere la mia integrità. / Non sono mai stato uno che alza
casini / In realtà non mi interessa nemmeno assecondare i fan / Niente
autografi, niente interviste, niente foto / Richieste infinite / Ho smesso con
i vizi che erano chiaramente sbagliati / Quelli che mi sembrava mi facessero
stare così bene / Ma ci sono cose che scopri che potrebbero / impossessarsi
della tua vita / Ho tagliato i ponti con il passato non vado più in nessun posto / E non ho più un posto dove andare / Mi hanno trovato in
situazioni compromettenti / Avrei dovuto imparare la lezione / Per tutte quelle volte in cui non sono
andato via / Quando sapevo che era meglio andarmene / E' troppo tardi per
mostrarvi che forma ha il mio cuore? / Adesso so di aver commesso degli errori /
Credete che non me ne importi? / Ma non avete idea di ciò che questo significhi
per me / Quindi concedetemi solo un'altra possibilità / Sono cambiato / Cambiato."
Quando lessi in primo superiore il testo alla classe per un compito, quasi mi stavo commuovendo... E oggi questo testo lo sento mio, soprattutto nella seconda parte... E poi sarà quel che sarà...
A risentirci.

lunedì 5 maggio 2008

Nel mezzo del cammin di nostra vita... ma la via com'era?

Se la prossima volta sentirò dire da una ragazza: "I ragazzi sono stupidi", prometto che mi starò zitto! E' un pagina triste questa per l'orgoglio di un ragazzo!
Spiegare la storia è difficile e non so proprio da dove iniziare!
Diciamo così: uno che litiga per una cacchiata, un giorno parlando con un ragazzo qualunque dice: "Dai, fai pace con quell'altra persona" e sapendo che quell'altra persona l'ha insultato... Ecco, lo sapevo, non si capisce una mazza! Mettiamo così: X litiga per una cacchiata con G (lettera poco casuale...). Dopo X, parlando con Y, dice a Y di fare pace con Z, dopo che Z aveva offeso seriamente Y. Ora, il G che ascolta le parole da X non si dovrebbe sentire una vera m***a?
Ma G gli dice semplicemente (tanto o legge o non legge X, a me non cambia niente): "X , ma vaff*****o!".
X, come è intuibile capire, è un ragazzo! Ok, voi non capirete la dinamica dei fatti, ma avete giusto saputo un fatto molto semplificato di ciò che è una realtà un po' assurda! Siamo tutti burattini di un destino beffardo che si diverte a manipolarci secondo regole/non regole decise da lui, o ci trovciamo in un mondo che non ha più nè capo nè coda e nè una sostanza?
Questo intervento mi serve più che altro come sfogo...
Non mi aspetto una risposta perchè manco i più grandi filosofi o scienziati hanno capito bene come funzioni questa cosa del destino.
Un grande yogin (che dovrebbe essere uno che fa yoga, se non ho capito male, ma no yoga quello delle palestre!) indiano scrisse un piccolo componimento, ispirandosi ad un detto indiano antico:

La potenza del pensiero
muta il destino.

L'uomo semina un pensiero
e raccoglie un'azione;
semina un'azione
e raccoglie un'abitudine;
semina un'abitudine
e raccoglie un carattere;
semina un carattere
e raccoglie un destino.
L'uomo costruisce il suo avvenire
con il proprio pensare ed agire.
Egli può cambiarlo
perché ne è il vero padrone.

Questo ci dice che ognuno il suo destino se lo costruisce da sè... Bo, io queste cose non le capisco assai. Ci sono vole in cui credo che ci sia un piano che noi riusciamo a seguire senza accorgercene, e altre in cui penso che ogni azione nostra è frutto di idee nostre e che agni azione consgue una contro-azione che determina il nostro futuro. La frase che più mi piacque circa questo argomento è che per noi è fissato una traccia minima di strada da percorrere, ma la vera strada asfaltata ce la dobbiamo fare noi... Posso leggere, comunque, quanti libri voglio, ma nessuno prende posizioni decise su cui riflettere e controbattere...
E' un argomento affascinante, però... Ma non quello dei ragazzi stupidi, quello del destino!
A risentirci.

sabato 3 maggio 2008

Forza ragazzi... "Do the hustle"!

Aiuto! Siamo già al 3 maggio! Tra due mesi circa, starò con la testa spiaccicata sui libri a studiare tutti i programmi... Uffi...  Oggi, ad esempio, mi volevo mettere d'impegno a fare italiano, ma è andato a finire che ho fatto poco di tutto ciò che intendevo fare!
Menomale che gli anni '80 mi tengono su il morale! Oggi voglio farvi sentire questa canzone, di cui non credo sia questo il video, ma è comunque bello perchè mi piace come ballano quelle persone:





Ah, già, scusate la maleducazione. La canzone si chiama "The hustle" di Van McCoy. Fu una hit del 1975!
A risentirci.

venerdì 2 maggio 2008

Voglio una vita... di quelle belle proprio!



E' da non ricordo più quanti giorni che dico il problema che
mi attanaglia... Un giorno una cosa, un giorno l'altra... Ieri, per esempio,
sono andato in campagna, e quando mi sono ritirato, mi sentivo a pezzi!
Oggi, invece, finalmente, ce la sto facendo. Ora, gambe in spalla (è un modo di
dire un po’ strano!)...
In pratica è da un po' di tempo che mi sto seccando di tutto. Ma il vero
problema è che mi sto seccando di studiare. E questo è un bel problema.
Avevo intenzione di studiare giurisprudenza a qualche università, non so dove
(speravo non Taranto o Bari)... Ma poi? A me, hanno detto che l'avvocato in
proprio per realizzare grandi guadagni ha bisogno di almeno 15 anni di lavoro!
E io, allora potrò iniziarmi a godere la vita dai 40 anni? E' una cosa brutta...
Ma il problema nuovo è che non mi va più di studiare... Non ce la faccio più...
E' come se il mio cervello fosse pieno, la mia memoria è piena. E siccome non
sono riscrivibile... ora rimarrò scemo a vita! No, esagerato... Però è vero che
non mi va più di studiare.
E allora che farò? Mia idea sarebbe entrare magari come Vfp1 in qualche Arma,
poi fare qualche concorso interno e salire... Ma non ne sono convinto manco
io...
E allora? E' tutto un casino. E poi devo anche pensare alla vita sociale che
voglio fare. A me sarebbe piaciuto entrare in qualche università e respirare
aria nuova, serate in discoteca, bevute alla grande, amici, amori... Bo non lo
so... La immagino così l'università... Magari i film americani la accentuano
troppo?
E il problema sorgerebbe di nuovo lì: se lavoro, sicuramente il lavoro è qui a
Martina (quale non si sa!). Ma io a Martina non ci voglio stare più.
Ecco, è tutto un casino generale!
Come dico io, ho bisogno davvero di staccare la spina da tutto, starmene un po'
da solo, e capire cosa voglio e come comportarmi.
Ieri, addirittura, ho pensato che se continuo a pensare così, la mia vita sarà
uno schifo. Ho bisogno di dare una grande sterzata! E per farla... Come farla?
Rimangono i grandi misteri di questa vita!
Continuando, poi, con i testi che parlano di vita, oggi ce n'è uno che si
addice particolarmente a me: "Vita spericolata" di Vasco Rossi.
"Voglio una vita maleducata / Di quelle vite fatte, fatte così / Voglio
una vita che se ne frega / Che se ne frega di tutto sì. / Voglio una vita che
non è mai tardi / Di quelle che non dormono mai / Voglio una vita / Di quelle
che non si sa mai. / E poi ci troveremo come le Star / A bere del whisky al
Roxy Bar  / Forse non c'incontreremo mai / Ognuno a rincorrere i suoi guai
/ Ognuno col suo viaggio ognuno diverso / Ognuno in fondo perso dentro i fatti
suoi. / Voglio una vita spericolata / Voglio una vita come quelle dei film /
Voglio una vita esagerata / Voglio una vita come Steve Mc Queen. /Voglio una
vita che non è mai tardi / Di quelle che non dormi mai / Voglio una vita / La
voglio piena di guai. / Voglio una vita maleducata / Di quelle vite fatte così
/ Voglio una vita che sene frega / Che se ne frega di tutto sì. /E poi ci
troveremo come le Star / A bere del whisky al Roxy Bar / Oppure non
c'incontreremo mai /Ognuno a rincorrere i suoi guai."
A me piacerebbe credo avere una vita così, ma bisogna crearsela...
E bisogna arrivarci là!
Va be', non ho risolto molto a scrivere qui, ma so che se un giorno prenderò
una decisione (e spero sia quella giusta!), quando rileggerò qui dirò:
"Che brutti quegli anni di forte dubbio!".
A risentirci.