sabato 30 gennaio 2010

La ragazza dei quartiei alti



Quante volte avete mai visto un esame o una lezione che si
svolge all’università il sabato? Eppure, io ho fatto oggi l’esame di francese. Che
mi è andato anche bene se vogliamo dirla tutta! Sentirsi 30 è sempre
gratificante.

Ma andiamo ora alla canzone di oggi. Stasera sentiamo “Uptown
girl” di Billy Joel, che è stata poi cantata anche da altri. Non  conosco le cover, ma l’originale sarà
sicuramente la migliore! Partiamo dalla traduzione.

“La ragazza dei quartieri alti / Vive
nel suo mondo di quartieri alti / Scommetto che non ha mai avuto un ragazzo di
periferia / Scommetto che sua madre non le ha mai spiegato il perché / Mi metto
in lista per una ragazza dei quartieri alti . / Lei è vissuta nel suo mondo di
pane bianco / Fintanto che ha potuto, come chiunque dal sangue caldo / E adesso
sta cercando un uomo del centro città / Come sono io. / Quando saprà cosa vuole
/ Ci vorrà del tempo / Ma quando si sveglierà / e carburerà il suo cervello / si
accorgerà che non sono così volgare. / Proprio perché / Sono innamorato di una
ragazza dei quartieri alti / Sai l'ho vista nel suo mondo di quartieri alti / Si
sta stufando dei suoi giocattoli di alta classe / E di tutti i regali dei suoi
ragazzi dei quartieri alti / Deve prendere una decisione. / Ragazza dei
quartieri alti / Sai che non posso permettermi di comprare le sue perle / Ma
forse un giorno quando farò fortuna / Lei capirà che ragazzo sono stato / E
allora vincerò. / E quando camminerà / Sarà cosi bella / E quando parlerà / Lei
dirà che è mia / Dirà che non sono mai volgare.”

Non un testo eccezionale, ma
sentite un po’ la canzone:







Energica! E, allora, tanta energia
a voi per affrontare questo fine settimana!

Umore del girono: felice!

E il tempo va…

giovedì 28 gennaio 2010

La gente di cuore



Domani ho l’esame di francese, ma davvero oggi non ho le
forze e, soprattutto, la voglia di ripetere. E nel frattempo faccio un’opera
buona scrivendo sullo space.

Ho trovato un testo che credvo di aver già postato, ma non è
così. Quindi ecco per stasera “La gente di cuore” di Enrico Ruggeri cantata con
Marco Masini.

“La gente di cuore si muove nel mondo, / segnata da un solco
gentile e profondo./ Non vuole apparire agli sguardi; / è tardi per farla
parlare. / La gente di cuore è tra noi. / La gente di cuore con l'alba già in
piedi, / la senti passare, ma spesso non vedi / che dentro a quel freddo
mattino / c'è tanto cammino da fare. / La gente di cuore è con noi. / Oh oh
na na na, / E' la gente di cuore / che scalda la vita / nel freddo che c'è.
/ La
gente di cuore nascosta in città, / non chiede clamore nè pubblicità. / Sorride
vicino al dolore, / ma un nuovo calore fa entrare. / La gente di cuore è con
noi. / La gente di cuore dà il meglio di sè, / non chiede mai niente, non
chiede perchè. / Ma tutto si illumina e prende colore / se c'è ancora gente, la
gente di cuore. / E c'è ancora luce che accende / il buio che è dentro di noi.
/ La gente di cuore è nel mondo / e lascia quel segno profondo, / ma tutto si
illumina e trovi il colore / dipinto da tutta la gente di cuore. / La gente di
cuore si accende, / la gente di cuore è con noi.”

Questa canzone non è riferita a nessun particolare da quanto
mi risulta, ma penso che si possa benissimo abbinare a qualunque evento che
richieda una raccolta fondi. E per oggi potremmo associarla al terremoto di
Haiti.

La “gente di cuore” è quell’insieme di persone che si mette
a disposizione del mondo e che con spirito di solidarietà parte per aiutare la
gente sfortunata. Ma “gente di cuore” è anche l’insieme di persone che contribuisce
economicamente alla ricostruzione.

Dato che mi piace tanto da non voler rovinare il significato
del testo, mi limiterò a precisare che i versi sottolineati nel testo sono
quelli del ritornello.

Umore del giorno: aspettando domani

E il tempo va…

sabato 23 gennaio 2010

La mia ragazza



Sono arrivati i giorni più freddi dell’anno qui a Martina. Ieri
sera nevicò e il tempo minaccia ancora altra neve.

Inoltre, oggi non mi va di fare quasi niente… Non salto di
certo, però, la canzone di oggi. Un po’ anzianotta, eccovi “My girl” dei The
Temptation. Partiamo dalla traduzione:

“In una giornata nuvolosa / Io vedo il sole / Quando fuori
fa freddo / Per me è il mese di maggio / Credo che tu ti chiederai / Cosa
riesce a farmi sentire così? / E' la mia ragazza /
Sto parlando della mia ragazza. / E' la mia ragazza / Sto parlando della mia
ragazza. / Non ho bisogno di soldi, fortuna o fama / Ho tutte le ricchezze che /
Un uomo potrebbe desiderare, tesoro / Credo che tu ti chiederai / Cosa riesce a
farmi sentire così? / E' la mia ragazza / Sto parlando della mia ragazza”

Niente di eccezionale, ma mi piaceva comunque metterlo.







Eh sì, siamo addirittura negli anni ’60! Buon week-end!

Umore del giorno: un po’ annoiato…

E il tempo va…

venerdì 22 gennaio 2010

Per sempre giovani


Ieri ho fatto l’esame di informatica. Ci speravo davvero in un voto alto. E l’impegno una volta tanto è stato ripagato con un bellissimo 30. Oggi, invece, ho iniziato a studiare francese.


Nel pomeriggio, però, mi sentivo stanco (no perché avevo studiato, ma perché sono andato a Taranto e mi sono stancato). Volevo dormire, ma ho lasciato perdere perché se no stanotte sarebbe passata in bianco per molto tempo. Per cui ho deciso di rimanere steso sul letto a pensare. E, mandando sms, il discorso è caduto su come sarei stato tra 7 anni.


Be’ non è uscito un granchè da me. In realtà, non ne è uscita una figura molto chiara, tranne che per qualche carattere: mi vedo solo. Sì con gli amici e magari anche con un lavoro. Ma mi vedo insoddisfatto. Un’insoddisfazione generale e non motivata. Quel qualcosa che non va e che non so come aggiustare, se si può fare.


A riguardo, penso che la canzone che avevo previsto per oggi vada un po’ a pennello. Infatti, voglio far leggere “Young forever” di Jay-Z feat Mr Hudson. La base della canzone è su “Forever young” degli Alphaville.


“Balliamo con stile, balliamo ancora un po’ / Il paradiso può attendere, stiamo solo guardando il cielo / Speriamo il meglio ma ci aspettiamo il peggio / Hai intenzione di sganciare la bomba o no ? / Moriamo giovani o viviamo per sempre / Non abbiamo il potere ma mai dire mai / Seduto nel recinto, la vita è un breve viaggio / La musica serve agli uomini tristi. / Giovane per sempre, io voglio essere giovane per sempre / Vuoi davvero vivere per sempre, nei secoli dei secoli. / Viviamo la vita come se fossimo in un video / dove il sole splende sempre e non si invecchia mai / e lo champagne è sempre freddo e la musica è sempre buona / e le belle ragazze si fermano sempre da noi / e fanno sobbalzare il loro culetto sulle nostre macchine / Nemmeno una preoccupazione perchè non esiste domani, / solo un giorno perfetto che dura una vita intera / e non finisce mai perché tutto quello che dobbiamo fare è premere rewind / Allora viviamoci il momento, fumiamoci un pò d’erba e beviamo un po’ di vino / pensiamo ai bei tempi, spariamo un po' di cazzate, "per sempre giovani" è nella tua testa  / lascia un segno che non si possa cancellare né lo spazio né il tempo / Così, quando il regista urlerà fine io mi sentirò bene / Sarò per sempre giovane io mi sentirò bene. / Non avere paura di quando, del perché / non aver paura di niente mentre siamo vivi / la vita è per vivere non per vivere spaventati / guarda, è da qualche parte su nel cielo / non aver paura di morire, sarò vivo per milioni di anni, addio, / non sono fatto per le leggende, io sono giovane per sempre / possa il mio nome sopravvivere / fra i quartieri più oscuri, sui fornelli delle cucine / fra le pentole di Pyrex, il mio nome potrà essere trasmesso fra le generazioni mentre dibattono / nei negozi da barbiere, / quel "giovane scapestrato", che passava di qua / quel tipo bassino, il negro di qua / con un po' di ambizione, per quanta se ne possa avere qua / e quando il padre tramandò la storia alle orecchie di suo figlio, / diventerò più giovane, più giovane ogni giorno / quindi se mi ami, baby, questo è il modo di farmelo sapere / non lasciarmi mai andare, questo è il modo di farmelo sapere, baby. / Sbattendo le porte della Bentley, / scendendo dalla Porsche / Entriamo nella classifica di Forbes / Figo, aspetta, i miei amici pensano che io li abbia abbandonati / Loro dicono stronzate, io compongo più versi, sono nauseanti, io sarò qui per sempre e non me ne andrò mai, / il Guru adesso ripete il ritornello, ti sto dipingendo il ritratto della gioventù”.


Avviso che quello che sto per scrivere contiene la mia vena pessimista! Partiamo: voi come vi vedete tra sette anni? Credo che tutti ci immaginiamo “forever young”, eterni giovani che vivono non pensando al domani perché premendo il tasto rewind ecco la giornata di ieri: il lavoro e poi il divertimento e domani si ricomincia. Un figura, insomma, limitata perché non tiene conto del fatto che mentre noi viviamo in un posto dove “il sole splende” sempre, in altri posti c’è povertà e miseria e fame e diritti fondamentali non rispettati. Ma, soprattutto, non ci rendiamo conto che noi sfruttiamo le risorse della Terra non preoccupandoci delle generazioni future. Manca, cioè, il cosiddetto “sviluppo sostenibile”. (Piccola curiosità, sperando di non allontanarci troppo dall’argomento principale: il 24 settembre abbiamo “finito” le risorse che la Terra poteva rinnovare e metterci a disposizione per l’anno 2009. Se vi interessa, cercate cos’è l’Earth overshoot day).


È anche vero che al giorno d’oggi siamo una gioventù allo sbando, senza veri e propri punti di riferimento. La tv ci trasmette violenza, lo Stato è pressoché assente, la politica - be’ i politici forse saranno “per sempre giovani”! – seppure fa qualcosa, è più che insufficiente (oltre che, a mio parere, dà cattivi insegnamenti), la scuola ci trasmette il minimo, quindi la famiglia dovrebbe essere l’istituto che dovrebbe essere preso per riferimento. Eppure si dimostra insufficiente anche quella.


Ecco, che viviamo spaventati. Da tutto e da tutti. La paura del futuro è più che normale. Ma non penso sia normale che
non si sappia a quali modelli riferirci. A meno che il “Grande Fratello” o “Uomini e donne” (avrò anche preso i peggiori, ma il livello generale non è di molto più alto) non si possano considerare tali!


Soluzioni? Non ce ne sono. O meglio, deve cambiare la mentalità. Una mia amica mi diceva che se ci pensa a 20 anni i suoi genitori si sono sposati e dopo 2 anni hanno avuto il primo figlio. Non è più pensabile una cosa del genere oggi (e chi lo fa viene considerato pazzo o “all’antica”).
Ma dobbiamo ritrovare un modello, uno stile di vita, che ci permetta di recuperare il contatto con noi stessi e con la dimensione in cui ci troviamo.


Ultima piccola divagazione. Il terremoto ad Haiti ha spostato l’attenzione del mondo su una realtà difficilissima e che ha
bisogno di aiuto. Obama, presidente degli Stati Uniti, si sta battendo per estendere la sanità a tutto il Paese, senza la necessità di una assicurazione. E, dato che ci troviamo a una settimana dalle primarie del Pd in Puglia, non parlo della situazione nella regione, ma anche l’Unione Europea si sta muovendo per sfruttare le energie rinnovabili al posto di quelle fossili.


Insomma, il cambiamento c’è se lo si vuole. Io ci credo. Voi?


Umore del giorno: stanco, ma sereno.


E il tempo va…



sabato 16 gennaio 2010

Non ti amo più - R.I.P. Teddy Pendergrass



Un’importante scomparsa è avvenuta questa settimana per la
musica r’n’b. Soprattutto per quella americana, visto che probabilmente il nome
che vi pronuncerò sarà sconosciuto ai molti: Teddy Pendergrass. Era più che
altro compositore, ma ha fatto anche belle canzoni, per la maggior parte lente
e d’amore. Non ho trovato traduzioni delle canzoni, quindi per oggi eccovi una
canzone un po’ più movimentata. Mentre lascio alla settimana prossima una
canzone che volevo comunque farvi sentire.

E allora eccovi per oggi: “I don’t love you anymore”:







In realtà non ho capito come mettere il video, ma solo che, non sapendo usare l'html per scrivere l'intervento, ho inserito il codice "sulla fiducia" ed ecco il video! Buon week-end!

Umore: in attesa di stasera che si esce!

E il tempo va...

venerdì 15 gennaio 2010

Galera in modica quantità



Per oggi avevo programmato una traduzione, ma ho letto una
storia che mi ha un po’ fatto pensare e voglio un po’ commentarla qui. Magari ricevendo
anche confronti.


La notizia è apparsa sul quotidiano “Il manifesto”, giornale
schierato col partito comunista. Questo inciso in realtà non ha molta
rilevanza, ma dice qualcosa sul perché la storia sia stata pubblicata e difesa.
Per avere maggiore efficacia, copio direttamente l’articolo, prendendolo però
da un altro sito, non riuscendo ad avere accesso all’articolo de “Il manifesto”.

GALERA IN MODICA QUANTITà


“Stiamo tornando a casa. Abbiamo
passato una bellissima giornata, tutto procede con fatica ma per il meglio.
Vale e Gianluca sono andati a vedere una casetta e il prezzo accessibile.
Gaietta ha esibito le nuove parole appena imparate, Jaco ha a trovato un appartamentino
da condividere per frequentare l’università a Roma. Un cliente ci ha appena
commissionato alcune vetrate, lo stipendio di novembre. Appena svoltato per una
strada di collegamento per la Cassia, veniamo fermati da una pattuglia dei
carabinieri.
Cintura allacciata, velocità 50 km/h. Lucidi: quando lavoriamo o viaggiamo ci
teniamo. «Buonasera, è un trasloco?» «Buonasera, le scatole che vede sono i
depliant per promuovere il nostro lavoro». «Patente e libretto». È sempre
difficile dare una buona impressione se si ha una treccia, un orecchino.
L’agente prende i documenti, sale sulla vettura dell’arma. Il precedente per
coltivazione di marijuana ad uso personale, che ci ha visto assolti in fase
processuale, è una miccia lenta. «Signora, favorisca i documenti anche lei».
«Trasportate qualcosa di illecito?» «No, non siamo mica spacciatori, come avrà
avuto modo di sapere, siamo solo consumatori di marjuane». «Procediamo con il
test». Spiego all’agente che noi amiamo fumare uno spinello la sera, ci rilassiamo
davanti alla tv. Il test risulterebbe comunque positivo, avendo fumato la sera
prima. «Se rifiuta di fare il test ci deve seguire in caserma». «Io non vorrei
rifiutare, ma se mi dite che il rischio è il ritiro della patente ed il
sequestro della macchina, non vedo altra scelta». E così, io nell’auto dei
carabinieri e Marisa nella nostra condotta dall’altro agente, arriviamo nella
caserma di Barbarano Romano. Domande di rito, finta amichevolezza. «Si spogli…
anche gli slip…si giri e si fletta». Mi sento umiliato. Chiaramente non ho
niente, niente in macchina, ma… dalla borsa di Marisa esce fuori 1 (una)
cannetta. Da lì a decidere di fare 100 chilometri per venire a perquisire la
nostra abitazione è un attimo. «A casa cosa avete?» Non mi sento un criminale.
«Poche piante in coltivazione artificiale». Risultato della perquisizione: 2
piante in fioritura alte 1 metro, altre 4 di 30 centimetri e 12 piantine di 3
centimetri.
Dopo 7 ore di via crucis, ci arrestano. Mari ed io ci abbracciamo. Verbali,
foto segnaletiche, impronte «Ma come potete trattarci come se fossimo
criminali? Non beviamo superalcolici, piantiamo un po’ di marijuana per non
dover mischiare la nostra correttezza con i mercati illeciti»
Mari viene trasferita a Civitavecchia, io a Grosseto. E il lavoro? La casa, i
figli, i cani? «Potevate pensarci prima». Ma prima di cosa? Non eravamo
alterati alla guida e avevamo solo una cannetta dispersa, non siamo né
assassini, né ladri, né trafficanti.
A Grosseto le guardie carcerarie mi accolgono con gentilezza. Arrivo in
isolamento, cella n.7. Non riesco neanche ad essere preoccupato, tanto è
assurda tutta la storia, soffro solo per Marisa. La cella: una branda attaccata
al muro con le lenzuola bicolori e non a causa del naturale ingiallimento del
cotone. Un bugliolo screziato di marrone, un lavabo spartano, un comodino, un
tavolo e una sedia. Sono stremato, ho un freddo cane. Mi butto sulla branda,
penso a Mari, sperando che non subisca inutili umiliazioni. Non si dorme,
sembra di subire in continuazione piccole scosse elettriche. Ce la farà
l’avvocato a tirarci fuori domani? Ma domani è già oggi. Il cielo dalla
finestra a più di due metri di altezza è un triangolino di 10 per 5.
Provo a rimanere sdraiato ancora un po’ per rubare un po’ di tempo. Sento dei
passi, una guardia penitenziaria si affaccia dalle sbarre, mi guarda e poi mi
chiede se ho bisogno del Sert. Mi sento sporco, cerco di rassettarmi come
posso, una pettinata, una lavata sotto le ascelle, non ho dentifricio e di
sapone neanche a parlarne.
Sento rumore di stoviglie e un un ragazzo detenuto si affaccia e mi chiede se
voglio un po’ di caffè. È da ieri che non metto in bocca niente. Dopo un po’
arriva un’altra guardia e mi chiede se tutto va bene. È possibile avere un
libro? «Penso di sì». Incredibile, mi porta è Arcipelago Gulag” di Solzenicyn:
primo capitolo: l’arresto.
Passa lo spesino, ma io non ho ancora disponibilità di spesa, gli chiedo una
sigaretta e mi regala un paio di Marlboro, un secondino me ne regala un altro
paio e i detenuti che non ho ancora conosciuto, quando la guardia chiede se
hanno qualche sigaretta per me, me ne fanno arrivare cinque rollate a mano.
Non so che ore sono, forse le 16, dal triangolino vedo che si fa buio.Devo
prepararmi al momento peggiore, quando l’unica luce sarà quella lassù in alto,
al neon. Mi hanno appena detto che l’interrogatorio del Gip ci sarà domani
mattina. «Mari, amore mio, come stai?» Guardo la cella un’altra volta, le
misure sono 4×2, una parete è piena di scritte. Una elenca 54 modi di chiamare
la vagina. Un’altra dice di evitare il Frignone perché è un infame. Sopra il
letto c’è una scritta molto grossa, è marrone, fatta con un dito sporco di
sangue o …merda e dice: «mi ano arestato – marco 15 eroina. E io che c’entro
con questa gente? Provo a leggere un altro po’, forse un’ora la freghiamo.
Sento da una cella la sigla del Tg1, la giornata è passata.
È strano parlare da cella a cella: «Ehi tu laggiù, ciao, io sono Giordano, te
le ho mandate io le sigarette. Stai tranquillo per tua moglie, Civitavecchia è
un buon carcere. Stasera ti porto io la cena». Gli dico che non ce la faccio a
mangiare, almeno non dovrò usare il bugliolo. Mi bastano due clementine.
Neanche 5 minuti e sul tavolo ne ho un piatto pieno.
La luce è troppo forte e non ho sonno. Mi sdraio comunque. Forse mi assopisco.
Con il chiaro, i rumori dei chiavistelli, e i passi pesanti nel corridoio.
Arriva una guardia: «Cecconi alle 9 in tribunale». Passi nel corridoio, rumori
di chiavi, aprono la cella, andiamo verso il destino. Dopo un breve parcheggio
in una cella all’aperto tipo zoo, vengo perquisito, ammanettato e condotto sul
furgone che mi porterà in tribunale.
Nessuno dei tre agenti penitenziari mi rivolge la parola. Arriviamo, il
tribunale è deserto, è sabato. Ci sono le mie splendide sorelle, i miei
straordinari cognati, i nostri insuperabili figli e il mio simpaticissimo
genero, hanno tutti l’aria preoccupata, d’altronde con la barba incolta e
trasportato come un barboncino al guinzaglio non faccio una buona impressione.
Sorrido a tutti, e strizzo l’occhio «mi dispiace avervi creato questa
preoccupazione per una cosa così idiota, ma credetemi non è colpa mia». Mando
il messaggio telepatico, spero che qualcuno lo riceva, ma già lo sanno, nessuno
di loro fuma, ma sanno chi siamo.
Intravvedo Mari già nell’aula in attesa di essere interrogata, gli sguardi si
incorciano un sorriso mesto. Mi ritrovo di nuovo parcheggiato in una stanzetta,
sento che Marisa viene interrogata. Tocca a me. Portano via Marisa. Io e Marisa
non abbiamo nulla da nascondere e le risposte concordano. Fanno rientrare Mari.
Il nostro avvocato motiva il nostro modo di vivere e la nostra lealtà. Tutti in
piedi, la sentenza: «Il processo si farà, ma gli imputati sono liberi fin da
ora». Gli agenti ci permettono di abbracciarci e per due secondi sembra più una
festa di matrimonio che un processo.


Giancarlo Cecconi”



Il signore in questione punta sul
fatto che si commettono reati gravi e non si passano i guai, mentre se fumi una
canna vai in galera. Il presupposto è sbagliato! Fumare una canna è reato? Sì, perché
droga leggera. E allora. In quanto reato, devi pagare.


È certamente vero che persone come
Marrazzo o Lapo Elkann hanno ugualmente assunto cocaina e non hanno “pagato”. Ok,
purtroppo la legge italiana non è uguale per tutti. Ma tutti partono dal
confronto degli errori della giustizia tra persone comuni e politici o uomini
influenti, quando invece il punto è che si è andati incontro la legge!


Ragioniamo all’inverso: porto il
cane a passeggio e gli lascio fare la cacca ovunque senza raccoglierla. Mi fermano
le persone e mi dicono di raccoglierla. Io che dovrei fare? Rispondere: “Dai,
tanto ci sono ubriachi che uccidono persone e non vengono puniti”?


E mettiamo il caso che non raccogliere
la cacca dei cani non è reato (in effetti, non lo so e non me ne interesso
molto non avendo un cane)… Altro esempio banale: parcheggio la macchina in
doppia fila e i vigili mi mettono la multa. È giusto che io abbia la multa! O non
paghiamo dicendo che tanto i falliti fraudolenti hanno fato perdere migliaia di
risparmi e i risparmiatori non sono stati risarciti?


Ultima “provocazione”: evado le
tasse “per qualche migliaia di euro” tanto chi vuoi che se ne accorga. E poi,
se ci sono mafiosi e magnaccia e riciclatori di denaro sporco a piede libero, che
saranno mai 12-13mila euro all’anno?


Secondo me, mi ripeto, sono i presupposti
ad essere sbagliati. O sbaglio?


Su Internet, su due siti che hanno
mostrato la notizia, solo una persona ha detto quello che penso anche io. E una
su una sessantina non è buon segno. O magari siamo io e quest’altra persona “fuori
posto”.


Umore del giorno: sereno come
sempre.


E il tempo va…



mercoledì 13 gennaio 2010

Far from over (Sabato)

Sparito? No. La rete purtroppo in questi giorni "si è persa" e lasciamo perdere quante parole sono volate. Posto l'intervento di sabato scorso, mentre domani riprenderò un po di attività di scrittura.



Internet mi ha lasciato, ma ciò non mi impedisce di scrivere
in ogni caso. L’unica cosa che voglio lasciar perdere è quanto sia
arrabbiato.  Perché una volta tanto che
Internet mi serviva davvero per capire un esercizio non funziona. Insomma…
lasciamo perdere! L’anno è iniziato bene, tenendo conto anche che ieri mi
dimenticai di fare gli auguri di compleanno a un amico.


Ma ora che siamo qui, sentiamo la canzone anni ’80 preparata
per oggi: “Far from over” di Frank Stallone. Godiamocela!

http://www.youtube.com/watch?v=neNtMX-v2eY


Notate, è probabile che epr aprire il link dovrete fare tasto sinistro e premere contemporaneamente Ctrl dalla tastiera.


E a tutti buon week-end!

Umore del giorno:arrabbiato!


E il tempo va...


martedì 5 gennaio 2010

Cambiamenti



Mai dire mai! Infatti, il primo gennaio ero malato! Da ieri, ho iniziato a sentirmi menomale meglio. E visto che non si è mai in ritardo per fare questi auguri, BUON ANNO A TUTTI I MIEI LETTORI E A TUTTO IL MONDO UN ANNO DI PACE (è chiedere troppo? Probabilmente)!

L’appuntamento del sabato è passato, quindi andiamo a un testo. Magari di un testo “anzianotto”…

Ed ecco trovato un testo perfetto per il nuovo anno. Nel 1972, David Bowie canatava “Changes”. Leggiamolo.

“Oh si / Mm / Ancora non so cosa stavo aspettando / E il mio tempo stava correndo selvaggio / Un milione di vicoli ciechi e / Ogni volta ho pensato di avercela fatta / Sembrava che il sapore non fosse così dolce / Così sono diventato me stesso per affrontarmi / Ma non ho mai catturato un barlume / Di come gli altri devono vedere l’impostore / Sono troppo veloce per fare quel test. / Ca-ca-ca-ca-cambiamenti / Girati e affronta lo straniero / (Ca-ca-cambiamenti) / Non voglio essere un uomo ricchissimo / Ca-ca-ca-ca-cambiamenti / Girati e affronta lo straniero / (Ca-ca-cambiamenti) / Devo solamente essere un uomo diverso / Il tempo forse mi cambierà / Ma non posso tracciare il tempo. / Osservo le ondulazioni cambiare la loro misura / Ma mai lasciare la corrente / Di caldo instabile / Così i giorni galleggiano dentro i miei occhi / Ma i giorni ancora sembrano gli stessi / E questi bambini che disprezzi / Mentre provano a cambiare i loro mondi / Sono immuni alle tue consultazioni / Sono abbastanza consapevoli di ciò che stanno superando. / Ca-ca-ca-ca-cambiamenti / Girati e affronta lo straniero / (Ca-ca-cambiamenti) / Non dirgli di crescere e spuntare fuori da esso / Ca-ca-ca-ca- cambiamenti /Girati e affronta lo straniero / (Ca-ca-cambiamenti) / Dov’è la tua vergogna / Ci hai lasciati in un mare di guai / Il tempo forse mi cambierà / Ma non posso tracciare il tempo. / Un fascino strano, mi affascina / Ah i cambiamenti stanno prendendo velocità ce la sto facendo. / Ca-ca-ca-ca-cambiamenti/ Girati e affronta lo straniero / (Ca-ca-cambiamenti) / Oh, state attenti amanti del rock ‘n’ roll / Ca-ca-ca-ca-cambiamenti / Girati e affronta lo straniero / Ca-ca-cambiamenti / Abbastanza presto adesso diventerai più vecchio / Il tempo forse mi cambierà / Ma non posso tracciare il tempo”

Qualcuno col nuovo anno si è ripromesso di cambiare? A parte gli accessori della casa (non so se qualcuno col nuovo anno ha lanciato dal balcone gli oggetti “obsoleti”), cambiamenti interni prima che “il tempo FORSE mi cambierà” e magari sarà tardi? Io vorrei provare ad aprirmi un po’ di più. Spero nell’impresa!


Piccola innovazione di quest’anno aggiungerò l’umore a fine di ogni intevento.


Umore del giorno: tranquillo.


E il tempo va!