giovedì 24 marzo 2011

L'alieno

Ieri, tra le tante notizie, si è sentito di un altro ragazzo che, perseguitato dai propri sensi di colpa, si è suicidato.

Brevemente, la storia è questa: un ragazzo di 21 anni palermitano crede di aver investito un bambino di 4 anni. Subito, decide di suicidarsi buttandosi dal ponte.

Gli psicologi parlano di “raptus di colpa”, quasi che avere una coscienza sia una malattia!

Una vicenda simile si è sentita circa un mese fa, quando un altro ragazzo, credendo di aver ucciso 4 persone, si è lasciato morire in un bosco.

Ok, sono stati in parte irresponsabili perché si sarebbero potuti fermare come vuole la legge e constatare se i malcapitati avessero subito danni. Ma suicidarsi per i sensi di colpa è proprio un segnale forte. Davvero, non credevo ci fossero ancora persone che provano forti sensi di colpa da privarsi della propria vita.

Uno dei miei libri preferiti è “Delitto e castigo” e queste storie mi fanno davvero rabbrividire per la somiglianza al libro.

All’ultimo Festival di Sanremo, si è presentata una canzone davvero bellissima, che speravo raggiungesse il podio. La canzone è “L’alieno” di Luca Madonia e Franco Battiato.

“Vago per la strada / in cerca di occasioni nuove / ma non mi basta mai quello che vedo / passo tra gli odori / e tra gli umori della gente / che mi sfiora indifferente / colgo l’occasione / di una estate al mare / dell’aria un po’ confusa per colpa del calore / io seguivo con lo sguardo / l’onda sulla spiaggia / che arriva sempre uguale e tutto si ripete. / E tu, tu non mi basti più / io sono solo in questa vita / e forse come te mi sento. / Io vivo nei panni di un alieno che non vola / che non mi assomiglia ma / io vivo ai margini di una vita vera / e non mi riconosco / Ho speso la mia vita / assecondando le mie voglie / che spesso mi han tradito volate come foglie / ma al cuor non si comanda / e allora apriamo il nostro mondo / convinti che ogni storia si chiuda con un punto."

La canzone è stata scritta da Madonia, anche se l'influenza di Battiato sembra forte. Il testo racconta del senso di alienazione che prova l'autore nella sua vita vuota, o non vissuta al massimo.

Il fatto è che, a volte, non possiamo vivere davvero al massimo come noi vogliamo a causa di limiti imposti dall'esterno. E da qui nasce il senso di alienazione. Nel caso dei ragazzi di prima, tuttavia, il senso di alienazione veniva dalla coscienza dei ragazzi.

Ma penso che sia un bene che ci sia una coscienza a farci riflettere. Ero tentato da parlare di casi in cui le persone non si fanno scrupoli e vanno contro ogni qualunque principio morale riconosciuto generalmente, ma preferisco lasciare più spazio al gesto coraggioso (ma non certamente eroico, sia chiaro) di quei ragazzi.

Umore del giorno: forse qualche frase non è pienamente significativa perchè oggi pomeriggio sono stato a seguire un'ora di diritto del lavoro che mi ha mentalmente debilitato

Restate in linea!

 

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