sabato 11 ottobre 2008

Non è che vi vizio con questa canzone?

E arrivato piuttosto in fretta questo sabato. Stasera mi sento abbastanza stanco per scrivere, però è vero che il lavoro fa sentire meglio!
Per questo scoppiettante sabato propongo una canzone che ascoltai ieri sera ad un programma di cui non so affatto il nome: vi porto "Nothing's gonna stop me" della cantante Samantha Fox!

Piaciuta? Dai, che è una meraviglia!
A risentirci!

giovedì 9 ottobre 2008

Questi sono e resteranno per sempre...

E' da ieri che stavo iniziando a scrivere, ma il pc mi ha voluto male. In verità, già domenica volevo scrivere,  ma ero stanco. Tra lunedì e martedì la volontà mi è mancata, visto che mi sono ritirato stanco morto dalle lezioni (e mi sono anche appisolato durante la lezione!). Ed eccomi qui oggi a scrivere (se il pc non si inventa un nuovo errore che mi impedisce di scrivere!).
Il fatto è che domenica sfogliai gli album di quando ero piccolo e mi sentii come più responsabile: la realtà è che mi sono reso conto di essere cresciuto è che ormai i tempi belli dei giochi (non che ancora gioco con le macchinine!) sono passati ed è ora di cominciare a farsi una vita... Le idee, però, che ho circa quest'ultima parola sono piuttosto confuse: da una parte sento un bisogno irrazionale di amore, l'amore puro, magari folle, quello che ti basta avere la ragazza affianco e può crollare il mondo e tu e lei sarete sempre insieme; e dall'altra parte ci sono in mille dubbi su cosa fare (studiare o lavorare), la stanchezza di fare avanti e dietro e sopportare questa esistenza che sembra un inferno già qui, mentre sarebbe bello goderseli questi attimi!
E' una guerra dentro di me... Mi è venuta anche ora la (stupida) idea di sentire musica zen mentre scrivevo e posso dimostrarvi che sono pronto ad allattare! No, scherzavo... Comunque, se anche c'è una guerra in me, voelvo riportare questo testo oggi, che può anceh stonare... ma in fondo sono o non sono questi "I migliori anni della nostra vita"?!
"Penso che ogni giorno sia come una pesca miracolosa / e che bello pescare sospesi su di una soffice nuvola rosa / tu come un gentiluomo / ed io come una sposa / mentre fuori dalla finestra / si alza in volo soltanto la polvere, / c'è aria di tempesta. / Sarà che noi due / siamo di un altro lontanissimo pianeta / ma il mondo da qui sembra soltanto una botola segreta / tutti vogliono tutto per poi accorgersi / che è niente, / noi non faremo come l'altra gente / questi sono e resteranno per sempre / i migliori anni della nostra vita / i migliori anni della nostra vita, / stringimi forte che nessuna notte è infinita, / i migliori anni della nostra vita / Penso che è stupendo restare al buio abbracciati e nudi / come pugili dopo un incontro / come gli ultimi sopravvissuti, / forse un giorno scopriremo / che non ci siamo mai perduti / e che tutta quella tristezza / in realtà non è mai esistita."
Per quanto sia una canzone d'amore, è un bellissimo testo! C'è una mia amica che ogni volta che dico che questa è una bella canzone pensa che io sia  depresso! Non lo pensate anche voi vero? Doh!
A risentirci!

sabato 4 ottobre 2008

L'amore della gente comune

Rieccoci con il sabato all'insegna dalla musica anni '80. Scrivo a quest'ora dopo essere stato dalle 11 di stamattina a pensare che canzone mettere. Alla fine stasera mi sono deciso con questa canzone di Paul Young : "Love of the common people".
Partiamo dalla traduzione.
"Vivendo di buoni-pasto
/ acqua nel latte, cadeva da un buco nel tetto
/ da cui entra la pioggia
/ che cosa puoi fare?
/ Le lacrime della sorellina
/ che piange perchè non ha un vestito
/ senza una toppa per andare alla festa
/ ma, sai, le passerà. / Perchè lei vive nell’amore delle persone comuni
/ sorrisi dal cuore di un uomo di casa
/ il papà ti comprerà un sogno a cui aggrapparti
/ la mamma ti amerà quanto può, e lei può. / E' bene che tu non abbia il biglietto per l’autobus
/ cadrebbe dal buco nella tua tasca
/ e lo perderesti nella neve per terra
/ devi andare fino in città per trovare un lavoro,
/ cosa c'è adesso? prova a riscaldarti le mani, fa così freddo
/ mentre il buco nella tua scarpa lascia entrare la neve
/ e ti fa avere brividi fino alle ossa
/ in qualche modo faresti meglio
/ ad andare a casa dove c'è un po' di calore. / Non è facile vivere di sogni
/ ma maggiori sono le difficoltà, meglio se ne esce fuori
/ e i brividi stanno lontani

semplicemente continuando ad essere l'orgoglio della famiglia
/ sai che la fede è la tua base
/ un bel pò di amore, di chiacchiere affettuose
/ senza dimenticare di pregare
/ ti renderanno forte, è a questo che tu appartieni."
Insomma, racconta una situazione abbastanza difficile questa canzone...
E molto difficile, tra l'altro, è stato trovare il video di questa canzone:

Piaciuta? Non si capisce molto, in effetti. E consiglierei di scaricarla. Inoltre, non ero tanto convinto neanche io, in realtà... Può essere che scomparirà anche questo appuntamento? Spero di no... Al massimo proponete voi!
A risentirci.

venerdì 3 ottobre 2008

E se Dio fosse uno di noi

In questi giorni, sarà perchè ho questi sms gratis o perchè aspetto per molto tempo i pullman, mi vengono tante idee per la testa, tante riflessioni... E questo upò essere uno dei famosi motivi per cui chi sta sul pullman (o treno) poi scrive tutto.
Ma quello che volevo dire è che già da ieri volevo scrivere altre cose, che però non ho scritto per essere troppo "assiduo" nello scrivere.
Oggi voglio lasciare un commento molto leggero perchè mi sento abbastanza stanco...
Da tempo mi ha colpito una canzone di un cantante poco conosciuto da noi giovani: Eugenio Finardi. Quando lui ebbe un figlio con la sondrome di Down (se ricordo bene), dedicò questa canzone al figlio appena nato: "Uno di noi".
"E se Dio fosse uno di noi /Solo e perso come noi. / E se Lui fosse qui / Seduto in fronte a te / Diresti sempre sì / O chiederesti: / "Perché mai ci hai messo qui / Con tutte queste illusioni / E tentazioni e delusioni. / E, e, poi perché / E, se, se Dio c'é / E, se, e se c'é. / E se Dio fosse uno di noi /Solo e perso come noi /Anche Lui con i Suoi guai / Nessuno che Lo chiama mai... / Io so cosa farei / Lo guarderei dritto negli occhi / E chiederei / Se c'era almeno una ragione / O se é una punizione / Oppure é stato solo un caso / O una disattenzione. / E dai, se ci sei / E dai, come mai / E dai, se lo sai. / E se Dio fosse Uno di noi / Solo e perso come noi / Anche Lui con i Suoi guai /
Nessuno che Lo chiama mai / Solo per dire:"Come stai?" / E invece chiedono attenzioni / Di far miracoli e perdoni
Oppure dare assoluzioni / Nessuno che Lo chiama mai / Solo per dire:"Come stai?" ".

Di bello è bello, il testo! C'è da dire, inoltre, che la canzone originaria dovrebbe essere quella di Joan Osbourne, di cui però non conosco la canzone, ma solo le parole (queste circa!).

A domani con l'appuntamento con la musica anni '70 - '80...

A risentirci!

martedì 30 settembre 2008

Essere Boccadoro ai giorni nostri?

Oggi non avevo intenzione di essere pesante, tuttavia la combinazione di due fattori... mi hanno portato a pensare!Innanzitutto, oggi sono passato è avvenuta la portabilità del mio numero su un nuovo gestore, potendo così usufruire di una promozione che mi permette di tenere stretto il contatto con le due persone con cui più parlo e sono affiatato in questo momento!Il secondo elemento è stata una puntata di un cartone animato "I Simpson" che, raccontando della vincita di una moto da parte del protagonista Homer e delle sue "conseguenze", mi ha fatto riflettere su un tipo di vita che oggi forse qualcuno invidierebbe.

Volendo, mi posso riallacciare all'argomento di ieri, quando dicevo del "De monarchia" e dell'idea di Dante... Ma non lo faccio. Scrivo semplicemente ciò che volevo dire, e, se qualcuno, dopo, vuole fare le sue considerazioni anche alla luce di ciò che ho scritto ieri, ben vengano queste opinioni (e non mi dispiacerebbe che ogni tanto rimanessero anche impresse su questo space!).

L'"evento" scatenante dell'intervento di oggi è la vita da girovago. Nella puntata de "I Simpson" ci sono dei bikers che partecipano a mostre e raduni e fanno una vita da "dissoluti": è questa la vita che piacerebbe fare a me. Prendere una moto e cominciare a viaggiare: Francia, Germania, Spagna, Svezia... Il giorno aiutare la gente in qualche lavoretto (magari di campagna, poi vi dico perchè) e la sera, all’aria aperta, contare le stelle e prendere sonno (visto che sono insonne e mi
piacciono le stelle… unisco l’utile al dilettevole!). La mattina svegliarsi alla buon’ora e ripartire nuovamente per il mistero! E poi, chi mi vuole seguire, mi segua!

Parte dell’ispirazione mi viene anche dalla lettura di “Narciso e Boccadoro” di Nietzsche, che racconta la storia di due ragazzi del Medioevo con caratteri completamente diversi: l’uno, Narciso, molto spirituale, orgoglioso e sicuro di sé (non troppo arrogante, però), e l’altro, Boccadoro, piuttosto interessato ai piaceri terreni, ma non meno acuto di Narciso. Questi due, che studiano in un monastero (Narciso contemporaneamente, per la sua brillantezza e acutezza d’intelletto, insegnava anche), un giorno si separano, quando Boccadoro, in una proibita uscita dal convento, rimane affascinata da una ragazza. Inizia così il viaggio di Boccadoro, figlio di un cavaliere (oggi l’equivalente di essere figlio di un ricco imprenditore), al continuo inseguimento di piaceri carnali: il giorno aiutava i contadini, la sera… aiutava le contadine insoddisfatte! Ho cercato di alleggerire un po’ il discorso, ma il concetto è quello: la sera aveva rapporti sessuali con le contadine. Solo a un certo punto, quando entra in un convento, rimanendo “abbagliato” da una scultura della Vergine Maria, decide di voler imparare l’arte della scultura. Durante il praticantato rimane “sedentario” per qualche annetto (gli era successo solo per l’inverno precedente), anche se discontinuamente, poi ricomincia a girovagare per la Germania, ove è ambientata la storia. Arriva la peste, conosce una ragazza e, volendo sfuggire alla peste, costruisce una casa con lei e con un amico che ha conosciuto nel viaggio, e vivono lì finchè… Poi se lo leggete è meglio! Non vi racconto cosa succede dopo perché al fine di ciò che voglio raccontarvi è poco influente. Se volete leggere il libro, vedrete che non ne rimanete delusi!

Ritornando al mio discorso, ecco la vita che voglio fare io: essere un Boccadoro, dal punto di vista della libertà: viaggiare, aiutare qua e là per guadagnarmi il pane e poi di nuovo in viaggio.

I limiti a ciò, comunque, esistono: chi si fiderebbe più di uno sconosciuto che un giorno viene e dice “voglio aiutarti, ma solo fino a mezzogiorno”. Capitasse a me, lo ignorerei subito questo “pazzoide”, lo scambierei per uno a cui manca qualche rotella! In tal modo nessuno darebbe una tale fiducia… magari, forse, qualche convento… Altro inconveniente sarebbe la(forse brutta) abitudine che abbiamo noi ad essere dipendenti da certe tecnologie (pc, Internet, tv, ecc). E poi c’è una caratteristica che ha determinato in meglio la vita di noi umani: la sedentarietà, l’averci, cioè, creato delle case
e aver sottomesso la natura a noi, e non più il contrario. La civiltà, in fondo, è iniziata quando l’uomo ha cominciato a coltivare e praticare l’agricoltura e ha costruito delle case. Cambiare questa “abitudine” sarebbe la cosa più difficile!

Connessi, infine, ci sarebbero altri bisogni poco alienabili: l’amore, l’affetto, l’amicizia, la famiglia, l’istruzione, la salute… Cose cui difficilmente potremmo rifiutare.

Ecco, quindi, che alla fine la mia voglia di evasione nonpuò trovare “accoglimento” nella realtà odierna. Non mi resta, quindi, che continuare a studiare o trovarmi un lavoro… Che tristezza…

Ed ecco che anche oggi ho scritto tante parole affiancate ma senza che una soluzione ne sia derivata e né abbia detto qualcosa di nuovo a chi mi legge (tranne forse la storia di “Narciso e Boccadoro”).

A risentirci.

lunedì 29 settembre 2008

Sono in vena di impegnarmi a scrivere... ma, alla fine, mi sa che...




L'altro giorno ho sfogliato un po' i titoli degli interventi più vecchi del mio space e, man mano che gli interventi si avvicinano a oggi, ho notato che questi assumono una periodicità e un contenuto sempre più rigidi, anche privi di qualche fantasia... Vorrei portare una ventata di freschezza, insomma!
... Non ho tante idee su come ricominciare, però vorrei ritornare alle origini. Riconosco che quello era un periodo piuttosto infelice (e gli interventi tristi sono circa il 90%!), però c'è anche da dire che non è che la fortuna mi abbia mai favorito tanto... Certo, a parte il fatto che fino ad ora, grazie a Dio, sono vivo e di questo non mi posso lamentare!
Tanto per cominciare, però, ora che ci penso.... Oggi, nel pullman, mentre tornavo a casa ho pensato: perchè le persone nel pullman o in treno scrivono? Che cosa scrivono? Non ci sono certo grandi fonti di ispirazione in un posto così scarno? Forse ripensano alla giornata avuta e poi riportano tutto su un diario (o sullo space). Ma che significato assume questo? Che senso ha?
Sorge, allora, la questione: tu perchè scrivi? Scrivo perchè mi va, perchè voglio scrivere, perchè c'è una vocina in me che si vuole far sentire. Da chi? Non lo so, forse da me stesso! E' questo un posto in cui io, mettendomi davanti a una tastiera e un pc, lontano da distrazioni, scrivo ciò che la vocina mi farfuglia. E poi, non mi importa se qualcuno legge (anche se dubito che quel qualcuno esista! Sì, esistono i modi per saperlo se c'è... ma non mi importa, anche perchè non so come farlo).
Perchè quindi scrivono? Per le stesse mie ragioni? O c'è qualcosa più interiormente che gli chiede di fermarsi da questi quotidiani ritmi frenetici e riprendere il contato con se stessi? Leggevo che il nostro cervello, in effetti, ancora no riesce a capacitarsi e capacitarci che, per quanto lo si possa stimolare, non può andare oltre certi limiti. Non vorrei, sicuramente, cominciare a parlare dell’inizio del linguaggio, ma ammetto che è strano come molte persone, in pullman o in treno, possano, dal nulla, iniziare a scrivere e… forse lo fanno per passare il tempo? Sì, ma perché non un Sudoku o un giochino d’enigmistica? Volete sapere io che faccio nel pullman? Niente! Penso a come vorrei vivere, a come vorrei che fosse questa (relativamente) breve esistenza che oggi è condizionata da troppe cose, quando, invece,  potremmo vivere in una sorta di Giardino dell’Eden. Dante Alighieri in una sua opera, il “De Monarchia”, disse che ci vorrebbe una monarchia con un re che possiede tutte le cose del mondo, in modo tale che il popolo non abbia cupidigia e non ci siano guerre e sia garantita, così, la pace e la giustizia. Effettivamente, oggi, viviamo in un mondo con molte più problematiche di allora: esauribilità dei combustibili, religioni in contrasto, idee politiche in contrasto, persone (troppe) che muoiono di fame e sete, ecc. E l’idea di Dante allora potrebbe rivelarsi un po’ fuori luogo, utopica, addirittura! Ma lo spunto iniziale, l’idea di separaci del superfluo, almeno, non sarebbe tanto irrealizzabile… Anche se, io stesso, “parlo bene e razzolo male, perchè sarei al primo a non voler rinunciare al pc, ad esempio, o ad Internet. Le persone del ‘300 ce la facevano… Io no! Io sono diverso (hehe)! Ed ecco, che alla fine mi rendo conto di aver scritto anche oggi una fesseria, invece di scrivere qualcosa di costruttivo E dire che ce la volevo mettere tutta! Orami ho scritto, ed è peccato cancellare, anche perchè non ledo nessuno (… a buon intenditore poche parole!).
A risentirci!


sabato 27 settembre 2008

Ballando nell'oscurità

Rieccoci (finalmente!) a sabato e non potevo dimenticarmi l'appuntamento con le canzoni anni '70 - '80.
Devo essere sincero, non ho tante idee su cosa pubblicare oggi. Avevo una canzone che mi piaceva, ma non è così "vecchia"... Ma, ora (dopo 15 minuti abbondanti) ho scelto dal mio repertorio una canzone che mi sembra carina da proporre. Non dovrei aver mai pubblicato niente di quest'autore anche perchè lo seguo poco (tranne che per una canzone che faceva parte della colonna sonora del film "Philadelhia", con Tom Hanks e Denzel Washington e si chiamava "Streets of Philadelphia"). Avrete orami capito di chi si tratta, immagino! Già, è Bruce Springsteen.
La canzone di oggi è un grande successo, forse oggi poco ricordato: "Dancing in the dark". Il video che ho trovato su Youtube mi è piciuto moltissimo (vedete come ballava!), solo che ha come inconveniente quello di non poter essere incorporato, perciò vi riporto il link:
http://it.youtube.com/watch?v=Pk8VZgJkpeg
Ne vale la pena! O sbaglio?
Dopo questo grandissimo video, non posso che augurarvi un buon fine settimana e...
A risentirci!