Oggi è stata una faticosa giornata di lavoro in campagna e ora raccimolo un altro po' di forze per farvi sentire una canzone frizzante e che compensi questo mio post più "distaccato".
La band è inglese e probabilmente abbastanza sconosciuta. Sui chiamano "The Look", mentre la loro canzone più famosa è "I am the beat, che sentiremo stasera.
Frizzante, no? Spero proprio vi dia l'energia che io non riesco più a trovare stasera!
Umore del giorno: stanco (troppo ripetitivo? Mi farò perdonare la prossima volta!)
Restate in linea!
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sabato 1 ottobre 2011
sabato 24 settembre 2011
Radio Free Europe
Mercoledì sera fu una serata spiacevole per me per due motivi: uno potrebbe non interessare ai più, dato che si tratta della sconfitta dell'Inter (non sono ammesse battute di genere!), ma soprattutto arrivò la notizia che i R.E.M. avevano deciso di sciogliersi. E' stato un gruppo che mi è sempre quasi sempre piaciuto per lo stile delle canzoni!
Nati come la maggior parte dei gruppi e uniti dalla passione per il rock, nel 1981 i R.E.M. pubblicarono il loro primo singolo "Radio Free Europe", un singolo che sicuramente pochi conoscono, me compreso fino a pochi giorni fa. Ed è da questo che voglio partire stasera.
Il testo non fu progettato per avere un significato particolare, ma voglio comunque riportare qui la traduzione.
"Fuori di sè se la radio rimane / Ragione: potrebbe ravvivare il grigiore / Mettilo, mettilo mettilo sul tuo muro / Quella non è certo una nazione. / Stazione da delirio, fuori di sè / Tienimi fuori dalla nazione nel patto mondiale / Il portico ci rende assurdi / Spingilo, spingilo, spingilo fino allo scafo / Non è proprio nulla di importante. / Appena scesi dalla barca, dove andare? / Chiamando in transito, chiamando in transito / Radio Free Europe. / Oltre a sfidare i media troppo in fretta / Invece di far crollare i palazzi, / Ricordatelo, ricordatelo, ricordatelo prima di tutto /Non è di sicuro una fortuna. / Stazione da delirio, fuori di sé. / Chiamando in transito, chiamando in transito / Radio Free Europe / Deciditi, chiamando tutti i media troppo in fretta / Tienimi fuori dal paese nel mondo / Tra di noi la delusione è assurda / Appena scesi dalla barca, dove andare? / Chiamando in transito, chiamando in transito / Radio Free Europe."
Della canzone esistono, poi, due versioni: la prima pubblicata sotto una etichetta indipendente e molto più rock, e la seconda pubblicata sotto la I.R.S. e che fece da trampolino per il primo album. Nonostante esista un video ufficiale di questa seconda versione, io preferisco la prima, la "versione della Hib-tone".
Che ne pensate? E' un peccato che si siano sciolti, vero?
Umore del giorno: allegro, anche se per niente in particolare
Restate in linea!
Nati come la maggior parte dei gruppi e uniti dalla passione per il rock, nel 1981 i R.E.M. pubblicarono il loro primo singolo "Radio Free Europe", un singolo che sicuramente pochi conoscono, me compreso fino a pochi giorni fa. Ed è da questo che voglio partire stasera.
Il testo non fu progettato per avere un significato particolare, ma voglio comunque riportare qui la traduzione.
"Fuori di sè se la radio rimane / Ragione: potrebbe ravvivare il grigiore / Mettilo, mettilo mettilo sul tuo muro / Quella non è certo una nazione. / Stazione da delirio, fuori di sè / Tienimi fuori dalla nazione nel patto mondiale / Il portico ci rende assurdi / Spingilo, spingilo, spingilo fino allo scafo / Non è proprio nulla di importante. / Appena scesi dalla barca, dove andare? / Chiamando in transito, chiamando in transito / Radio Free Europe. / Oltre a sfidare i media troppo in fretta / Invece di far crollare i palazzi, / Ricordatelo, ricordatelo, ricordatelo prima di tutto /Non è di sicuro una fortuna. / Stazione da delirio, fuori di sé. / Chiamando in transito, chiamando in transito / Radio Free Europe / Deciditi, chiamando tutti i media troppo in fretta / Tienimi fuori dal paese nel mondo / Tra di noi la delusione è assurda / Appena scesi dalla barca, dove andare? / Chiamando in transito, chiamando in transito / Radio Free Europe."
Della canzone esistono, poi, due versioni: la prima pubblicata sotto una etichetta indipendente e molto più rock, e la seconda pubblicata sotto la I.R.S. e che fece da trampolino per il primo album. Nonostante esista un video ufficiale di questa seconda versione, io preferisco la prima, la "versione della Hib-tone".
Che ne pensate? E' un peccato che si siano sciolti, vero?
Umore del giorno: allegro, anche se per niente in particolare
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sabato 17 settembre 2011
La storia infinita
Finalmente questa settimana sta finendo! Non sono riuscito neanche a scrivere un po' sul blog. Giovedì e ieri avevo due esami e la preparazione è stata piuttosto complessa. Per non parlare del risultato complessivo che non è stato dei migliori. Ma almeno ho imparato che non devo mai più provare a preparare 3 esami con materie eterogenee che sono a distanza di una settimana tra loro! Venerdì prossimo vedremo come andrà l'ultimo, nonchè penultimo di questi primi tre anni di università.
Per oggi voglio farvi sentire una canzone tranquilla e, purtroppo d'amore. Ribadisco che non ce l'ho con le canzoni d'amore, ma spesso hanno testi troppo scontati e smielati, che non posso sopportare. La canzone di oggi è di Lmahl e la canzone si chiama "The NeverEnding story". Sicuramente la conoscerete se avete visto il film "La storia infinta".
Carina, no? Lui ha anche un taglio di capelli alla David Bowie, maestro della musica e icona della moda negli anni '70 - '80.
Umore del giorno: un po' di mal di testa, ma bisogna studiare, sono gli ultimi sforzi!
Restate in linea!
Per oggi voglio farvi sentire una canzone tranquilla e, purtroppo d'amore. Ribadisco che non ce l'ho con le canzoni d'amore, ma spesso hanno testi troppo scontati e smielati, che non posso sopportare. La canzone di oggi è di Lmahl e la canzone si chiama "The NeverEnding story". Sicuramente la conoscerete se avete visto il film "La storia infinta".
Carina, no? Lui ha anche un taglio di capelli alla David Bowie, maestro della musica e icona della moda negli anni '70 - '80.
Umore del giorno: un po' di mal di testa, ma bisogna studiare, sono gli ultimi sforzi!
Restate in linea!
sabato 10 settembre 2011
Birthday
Per oggi faccio un po' auto celebrazione (ci vuole anche quella) e, dato che è il mio compleanno mi regalo una canzone dei Beatles di buon compleanno. Insomma, senza troppe pretese! :)
Dopo l'intervento un po' più pesantuccio dell'ultima volta ci vuole qualcosa di molto leggero, un fresco rock 'n' roll. E direi che fresco è anche un parola troppo forte per me, visto che ho ancora un po' di raffreddore.
Questa è la traduzione di "Birthday", niente di eccezionale.
"Dici che è il tuo compleanno / E' anche il mio compleanno, sì / Dicono che è il tuo compleanno / Buon compleanno a te / Sono felice che sia il tuo compleanno / Buon compleanno a te. / Sì andiamo a una festa festa / Sì andiamo a una festa festa / Sì andiamo a una festa festa. / Vorrei che ballassi (Compleanno) / Buttati (Compleanno) / Vorrei che ballassi (Compleanno). / Dici che è il tuo compleanno / E' anche il mio compleanno, sì / Dicono che è il tuo compleanno / Vedrai ci divertiremo / Sono felice che sia il tuo compleanno / Buon compleanno a te / Buon compleanno a te"
Non sarà il massimo passarla sui libri, ma non dò tanta importanza a questo giorno. In fondo è uno come tanti altri e l'età avanzerà a prescindere sempre!
Umore del giorno: con tanto sonno
Restate in linea!
Dopo l'intervento un po' più pesantuccio dell'ultima volta ci vuole qualcosa di molto leggero, un fresco rock 'n' roll. E direi che fresco è anche un parola troppo forte per me, visto che ho ancora un po' di raffreddore.
Questa è la traduzione di "Birthday", niente di eccezionale.
"Dici che è il tuo compleanno / E' anche il mio compleanno, sì / Dicono che è il tuo compleanno / Buon compleanno a te / Sono felice che sia il tuo compleanno / Buon compleanno a te. / Sì andiamo a una festa festa / Sì andiamo a una festa festa / Sì andiamo a una festa festa. / Vorrei che ballassi (Compleanno) / Buttati (Compleanno) / Vorrei che ballassi (Compleanno). / Dici che è il tuo compleanno / E' anche il mio compleanno, sì / Dicono che è il tuo compleanno / Vedrai ci divertiremo / Sono felice che sia il tuo compleanno / Buon compleanno a te / Buon compleanno a te"
Non sarà il massimo passarla sui libri, ma non dò tanta importanza a questo giorno. In fondo è uno come tanti altri e l'età avanzerà a prescindere sempre!
Umore del giorno: con tanto sonno
Restate in linea!
sabato 3 settembre 2011
Wishing well
Oggi non mi sento molto ispirato a scrivere. Un po' è colpa del caldo e un po' è perchè da una settimana mi interrogo su di me, scavo dentro me, cercandomi, cercando un'identità. Certo, sono quello che sono. Ma cosa precisamente? Cosa porto in me? Cosa rappresento per gli altri?
Non mi perderò in queste crisi oggi, però. Oggi ci abbandoniamo ai piaceri della bella musica degli anni '80 e scopriamo un cantante che la memoria della Musica ha perso. Lui è Terence Trent D'Arby è nel 1982, come secondo singolo, scelse la canzone d'amore "Wishing well". Come si sa, non mi dilungherò sulla traduzione di una canzone scontata e smielata e salto subito alla canzone.
http://www.youtube.com/watch?v=ynIHsHYaig0&ob=av2e
Una bella voce, non trovate?
Umore del giorno: incerto...
Restate in linea!
Non mi perderò in queste crisi oggi, però. Oggi ci abbandoniamo ai piaceri della bella musica degli anni '80 e scopriamo un cantante che la memoria della Musica ha perso. Lui è Terence Trent D'Arby è nel 1982, come secondo singolo, scelse la canzone d'amore "Wishing well". Come si sa, non mi dilungherò sulla traduzione di una canzone scontata e smielata e salto subito alla canzone.
http://www.youtube.com/watch?v=ynIHsHYaig0&ob=av2e
Una bella voce, non trovate?
Umore del giorno: incerto...
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sabato 27 agosto 2011
Boxerbeat
Questa settimana, oltre a studiare, ho cercato "nuovi" successi degli anni '80 e una piacevole sorpresa è venuta da un gruppo inglese che tra il 18983 e il 1985 ha pubblicato cinque singoli con un successo via via decrescente. Loro sono i JoBoxers. Mai sentiti, vero?
La prima canzone, "Boxerbeat", fu quella che in assoluto ebbe successo più di tutte e che voglio farvi sentire stasera. E' un rock and roll piacevole e, dato che la traduzione non ha niente di eccezionale, passiamo subito al video:
Una canzone spensierata e niente male. Chene pensate?
Umore del giorno: normale, con niente in particolare per la testa...
Restate in linea!
La prima canzone, "Boxerbeat", fu quella che in assoluto ebbe successo più di tutte e che voglio farvi sentire stasera. E' un rock and roll piacevole e, dato che la traduzione non ha niente di eccezionale, passiamo subito al video:
Una canzone spensierata e niente male. Chene pensate?
Umore del giorno: normale, con niente in particolare per la testa...
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sabato 20 agosto 2011
Amami stanotte
Mercoledì scorso partecipai a una festa a tema hippy. Nonostante fino a 3 ore prima ancora non sapevo se partecipare, arrivato alla festa mi divertii tantissimo. E' stata un'esperienza bellissima: vedere altri giovani vestiti nello stile fine anni '60 e poi sentire tantissimi capolavori musicali e farsi trascinare dal ritmo... Da giovedì mattina non faccio che pensare agli anni '60 e mi sento quasi in astinenza da essi. In quest'estate, fatta soprattutto di studio e nient'altro, questa festa mi ha dato una carica particolare. E questo sabato non posso che tornare in quegli anni.
Ritorno alla fine degli anni '60, però, proponendovi non un rock'n'roll o una canzone folk, bensì una canzone d'amore pop. Niente a che vedere con la musica americana, dunque, ma sentiremo un noto cantante gallese che ha sfondato ovunque: Tom Jones! Stamattina, quasi in una vena di insensato romanticismo rivolto verso nessuno, ho voluto sentire quali successi ha composto questo noto cantante, di cui conoscevo solo i successi più recenti (come Black Betty e Sex bomb). E ne ho trovato delle carine!
Una su tutte, fino al 1969, mi ha colpito più delle altre ed è "Love me tonight", che vi faccio sentire oggi. La traduzione su internet non l'ho trovata, ma essendo un testo d'amore non ho una grandissima voglia di farla. Se qualcuno vuole, può, poi, aggiungerla nei commenti!
Canzone affascinante, eh? Non si possono non amare gli anni '60! Buon weekend!
Umore del giorno: allegro, ma ancora una volta senza un motivo preciso
Restate in linea!
Ritorno alla fine degli anni '60, però, proponendovi non un rock'n'roll o una canzone folk, bensì una canzone d'amore pop. Niente a che vedere con la musica americana, dunque, ma sentiremo un noto cantante gallese che ha sfondato ovunque: Tom Jones! Stamattina, quasi in una vena di insensato romanticismo rivolto verso nessuno, ho voluto sentire quali successi ha composto questo noto cantante, di cui conoscevo solo i successi più recenti (come Black Betty e Sex bomb). E ne ho trovato delle carine!
Una su tutte, fino al 1969, mi ha colpito più delle altre ed è "Love me tonight", che vi faccio sentire oggi. La traduzione su internet non l'ho trovata, ma essendo un testo d'amore non ho una grandissima voglia di farla. Se qualcuno vuole, può, poi, aggiungerla nei commenti!
Canzone affascinante, eh? Non si possono non amare gli anni '60! Buon weekend!
Umore del giorno: allegro, ma ancora una volta senza un motivo preciso
Restate in linea!
sabato 13 agosto 2011
Tu appartieni alla città
In questo periodo, stiamo sentendo delle rivolte a Londra, dove il disagio giovanile si sta manifestando nella maniera più brutale. Su un quotidiano si è accennato ai Clash, che nella loro "London Calling" (già proposta su questo blog), avevano parole quasi profetiche sulla rivolta di questi giorni. E il rock è pieno di altre canzoni che parlano di rivolte.
Mentre oggi pomeriggio ascoltavo canzoni anni '80 che mi hanno dato, ho trovato una canzone bellissima che in parte già conoscevo, grazie a Jay-Z che ha incluso il ritornello di "You belong to the city" nel suo ritornello. La canzone la cantava Glenn Frey (già fondatore degli Eagles) e faceva parte della colona sonora del telefilm Miami Vice del 1985.
La traduzione, purtroppo, non l'ho trovata, ma non mi è dispiaciuto farla. Come leggerete, anche qui si parla del disagio, sebbene questo sia il disagio della grande città.
"Il sole tramonta, la notte avanza / Puoi sentirla iniziare ovunque di nuovo / La luna si leva e la musica chiama / Tu stai ti stai stancando di startene nelle solite quattro mura. / Sei fuori dalla stanza e giù nella strada /Muovendoti nella folla e nel caldo di mezzanotte / Il traffico procede lentamente, le sirene gridano / Guardi le facce, come in un sogno / Nessuno sa dove stai andando /A nessuno importa dove sei stato. / Perchè tu appartieni alla città / Tu appartieni alla notte / Abitando in un fiume di oscurità /Sotto le luci al neon. / Tu sei nato nella città / Di calcestruzzo sotto i tuoi piedi / È nei tuoi movimenti, è nel tuo sangue / Tu sei un uomo della strada. / Quando hai detto addio, eri in fuga / Cercando di scappare dalle cose che hai fatto / Ore sei tornato di nuovo indietro, e ti senti strano / Come se fossero successe molte cose, ma niente è cambiato / Tu non sai ancora dove stai andando / Sei ancora una faccia nella folla. / Puoi sentirlo, puoi provarlo/ Puoi vederlo, puoi guardarlo in faccia / Puoi sentirlo, hey, ci stai andando vicino, hey / Vuoi farlo, perché puoi prenderlo / Tu appartieni alla città."
Ricordo ancora quando qualche anno fa parlavo di lasciare il paese in cui vivo per trasferirmi in una grande città. Alla fine, si può confrontare come può starti stretto un piccolo paesino che non ha più molto da offrirti, mentre può spersonalizzarti una grande città, accettando di viverci.. perchè "sei nato nella città di calcestruzzo sotto i tuoi piedi".
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=j4ueaD22hg8?rel=0&w=425&h=349]
Amo quel sax contralto di base e il video mi piace molto! Sarà anche che la magica ambientazione di New York abbia un fascino non invidiabile...
Beh, stasera scendete nelle strade del vostro paese o della vostra città e respirate l'aria (magari per quelli di Taranto o Brindisi sarebbe meglio indossare una mascherina prima!) e l'atmosfera di un sabato sera che sta arrivando!
Umore del giorno: innamorato di quel sax... Niente da fare!
Restate in linea!
Mentre oggi pomeriggio ascoltavo canzoni anni '80 che mi hanno dato, ho trovato una canzone bellissima che in parte già conoscevo, grazie a Jay-Z che ha incluso il ritornello di "You belong to the city" nel suo ritornello. La canzone la cantava Glenn Frey (già fondatore degli Eagles) e faceva parte della colona sonora del telefilm Miami Vice del 1985.
La traduzione, purtroppo, non l'ho trovata, ma non mi è dispiaciuto farla. Come leggerete, anche qui si parla del disagio, sebbene questo sia il disagio della grande città.
"Il sole tramonta, la notte avanza / Puoi sentirla iniziare ovunque di nuovo / La luna si leva e la musica chiama / Tu stai ti stai stancando di startene nelle solite quattro mura. / Sei fuori dalla stanza e giù nella strada /Muovendoti nella folla e nel caldo di mezzanotte / Il traffico procede lentamente, le sirene gridano / Guardi le facce, come in un sogno / Nessuno sa dove stai andando /A nessuno importa dove sei stato. / Perchè tu appartieni alla città / Tu appartieni alla notte / Abitando in un fiume di oscurità /Sotto le luci al neon. / Tu sei nato nella città / Di calcestruzzo sotto i tuoi piedi / È nei tuoi movimenti, è nel tuo sangue / Tu sei un uomo della strada. / Quando hai detto addio, eri in fuga / Cercando di scappare dalle cose che hai fatto / Ore sei tornato di nuovo indietro, e ti senti strano / Come se fossero successe molte cose, ma niente è cambiato / Tu non sai ancora dove stai andando / Sei ancora una faccia nella folla. / Puoi sentirlo, puoi provarlo/ Puoi vederlo, puoi guardarlo in faccia / Puoi sentirlo, hey, ci stai andando vicino, hey / Vuoi farlo, perché puoi prenderlo / Tu appartieni alla città."
Ricordo ancora quando qualche anno fa parlavo di lasciare il paese in cui vivo per trasferirmi in una grande città. Alla fine, si può confrontare come può starti stretto un piccolo paesino che non ha più molto da offrirti, mentre può spersonalizzarti una grande città, accettando di viverci.. perchè "sei nato nella città di calcestruzzo sotto i tuoi piedi".
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=j4ueaD22hg8?rel=0&w=425&h=349]
Amo quel sax contralto di base e il video mi piace molto! Sarà anche che la magica ambientazione di New York abbia un fascino non invidiabile...
Beh, stasera scendete nelle strade del vostro paese o della vostra città e respirate l'aria (magari per quelli di Taranto o Brindisi sarebbe meglio indossare una mascherina prima!) e l'atmosfera di un sabato sera che sta arrivando!
Umore del giorno: innamorato di quel sax... Niente da fare!
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sabato 6 agosto 2011
Who'll stop the rain?
Deluso dal risultato della finale di Supercoppa italiana, torniamo a parlare di beat generation. Volendo momentaneamente chiudere questa (quasi) lunga parentesi che ho iniziato sulla beat generation, meritano un accenno gli hippie. Come dissi il primo giorno in cui vi parlai della beat generation, il movimento hippy (o hippie) nasce da quello degli hipster.
La musica hippie è ricchissima di grandi autori, i quali credevano nella decadenza della società eccessivamente conformista e consumistica e nella rivoluzione sessuale, facevano largo uso di droghe e acidi e condannavano la guerra (la cultura hippie, tra l'altro si inserisce nel delicato periodo della guerra del Vietnam).
Sicuramente, la manifestazione che più ci fa ricordare gli hippie è il Festival di Woostock, uo dei più grandi concerti della storia. Trai vari artisti che si presentarono, c'erano i Creedence Clearwater Revival, o CCR. In realtà, credevo di avere già messo la celeberrima "Proud Mary", ma mi sono reso conto che non abbiamo mai sentito niente di questo gruppo.
Ecco allora che, ricordando anche che oggi si celebra il 66° anniversario dallo sgancio della prima bomba atomica, vi propongo una canzone contro la guerra, tema di cui trattarono più volte questo gruppo. La canzone è "Who'll stop the rain".
"Da quando ricordo cadere la pioggia / e misteriose nuvole gettare confusione sul terreno / I buoni uomini cercare il sole attraverso il tempo / Mi chiedo, ancora mi domando chi fermerà la pioggia. / Attraversai la Virginia, cercando un riparo dalla tempesta / Catturato nella favola, vidi la torre crescere / i piani di cinque anni e nuovi affari avvolti in catene dorate / e mi chiedo, ancora mi domando chi fermerà la pioggia. / Sentivo i cantanti suonare, e come chiedevamo insistenti per sentirli suonare ancora / La folla si era assembrata assieme, cercando di farsi caldo / e ancora la pioggia scrosciava, colandomi lungo le orecchie / e mi chiedo, ancora mi domando chi fermerà la pioggia."
Chi fermerà la pioggia in Libia? E chi fermerà la pioggia in Siria? E chi fermerà la pioggia negli Stati africani, di cui orma non sentiamo più nemmeno parlare? Quando queste guerre finiranno? Quando la Guerra finirà? Chi fermerà i business delle armi e quando si capirà che occorre mettere da parte i propri egoismi e i propri interessi per farla finita con inutili stragi? La gente ha paura perchè la violenza non si termina con la violenza, anzi ne genera altra ancora. E genera odio, che si tramanda. Tutto ciò di cui il mondo ha bisogno è calore, è amore, è dialogo! Le parole dei cantanti e di tutti gli operatori di pace in generale che cercano di promuovere il dialogo per realizzare la pace non sono parole al vento: sono parole che cercano di entrare nei cuori di chi li ascolta e "riscaldano" quelli delle persone che hanno paura.
Un'altro po' di folk, misto a rock. Se non vi è piaciuto, da sabato prossimo provo a fare un balzo più verso gli anni '80!
Umore del giorno: con un brutto mal di testa :(
Restate in linea!
La musica hippie è ricchissima di grandi autori, i quali credevano nella decadenza della società eccessivamente conformista e consumistica e nella rivoluzione sessuale, facevano largo uso di droghe e acidi e condannavano la guerra (la cultura hippie, tra l'altro si inserisce nel delicato periodo della guerra del Vietnam).
Sicuramente, la manifestazione che più ci fa ricordare gli hippie è il Festival di Woostock, uo dei più grandi concerti della storia. Trai vari artisti che si presentarono, c'erano i Creedence Clearwater Revival, o CCR. In realtà, credevo di avere già messo la celeberrima "Proud Mary", ma mi sono reso conto che non abbiamo mai sentito niente di questo gruppo.
Ecco allora che, ricordando anche che oggi si celebra il 66° anniversario dallo sgancio della prima bomba atomica, vi propongo una canzone contro la guerra, tema di cui trattarono più volte questo gruppo. La canzone è "Who'll stop the rain".
"Da quando ricordo cadere la pioggia / e misteriose nuvole gettare confusione sul terreno / I buoni uomini cercare il sole attraverso il tempo / Mi chiedo, ancora mi domando chi fermerà la pioggia. / Attraversai la Virginia, cercando un riparo dalla tempesta / Catturato nella favola, vidi la torre crescere / i piani di cinque anni e nuovi affari avvolti in catene dorate / e mi chiedo, ancora mi domando chi fermerà la pioggia. / Sentivo i cantanti suonare, e come chiedevamo insistenti per sentirli suonare ancora / La folla si era assembrata assieme, cercando di farsi caldo / e ancora la pioggia scrosciava, colandomi lungo le orecchie / e mi chiedo, ancora mi domando chi fermerà la pioggia."
Chi fermerà la pioggia in Libia? E chi fermerà la pioggia in Siria? E chi fermerà la pioggia negli Stati africani, di cui orma non sentiamo più nemmeno parlare? Quando queste guerre finiranno? Quando la Guerra finirà? Chi fermerà i business delle armi e quando si capirà che occorre mettere da parte i propri egoismi e i propri interessi per farla finita con inutili stragi? La gente ha paura perchè la violenza non si termina con la violenza, anzi ne genera altra ancora. E genera odio, che si tramanda. Tutto ciò di cui il mondo ha bisogno è calore, è amore, è dialogo! Le parole dei cantanti e di tutti gli operatori di pace in generale che cercano di promuovere il dialogo per realizzare la pace non sono parole al vento: sono parole che cercano di entrare nei cuori di chi li ascolta e "riscaldano" quelli delle persone che hanno paura.
Un'altro po' di folk, misto a rock. Se non vi è piaciuto, da sabato prossimo provo a fare un balzo più verso gli anni '80!
Umore del giorno: con un brutto mal di testa :(
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sabato 30 luglio 2011
Subterranean Homesick Blues
Anche oggi continuo sul tema della beat generation che, come si sarà capito, mi è particolarmente caro. E per esprimere musicalmente quel periodo non si può non citare Bob Dylan, al secolo Robert Allen Zimmerman.
Egli aveva sempre sognato la vita da hobo, quella descritta da Jack Kerouac. Gli hobo sono, praticamente, i vagabondi che si muovono tramite autostop. Presto, lascia l'università per andare a trovare il cantante folk Woody Guthrie, uno dei suoi miti e da cui prenderà la sua influenza. Nonostante Bob amasse il rock ' n' roll, questo genere ormai stava diventando troppo commerciale, mentre il folk stava diventando il vero genere con cui esprimere la ribellione del momento. E il folk di quel momento era quasi ai massimi livelli con il già citato Guthrie (che però era in fin di vita quando si incontrò con Dylan) e Pete Seeger.
Dopo l'incontro con Guthrie, Bob produce dei successi come "Blowin' in the wind" e "The times they are a-changin'". Successivamente, incontra i poeti beat, come Ferlinghetti e Ginsberg, e, ritornando alla sua passione per il rock and roll, fonde le basi di questo genere musicale con i testi più impegnativi del folk. Da ciò, emergerà il successo che voglio farvi ascoltare oggi: "Subterranean homesick blues".
Partiamo dal leggere il testo (tradotto).
"Johnny è in cantina / a mescolare la medicina / io sono sul pavimento / e penso al governo / L'uomo con l'impermeabile / mostra il distintivo / e dice di avere una brutta tosse / Vuole essere pagato / Fà attenzione ragazzo / è qualcosa che hai fatto / Dio sa quando / ma lo stai rifacendo / meglio che svicoli nel vicolo / per cercare un nuovo amico / Il tizio con il cappello di pelle di procione / nel grande recinto / vuole banconote da undici dollari / tu ne hai soltanto da dieci. / Maggie arriva con pie' veloce / la faccia piena di fuliggine nera / dice che il calore ha messo / piante nel letto ma / comunque il telefono è intercettato / Maggie dice che molti dicono / che devono cacciare ai primi di maggio / ordini del magistrato / Fà attenzione ragazzo / non importa quello che hai fatto / cammina in punta di piedi / non provare "No doz" / meglio stare lontano da quelli / che portano in giro una manichetta antincendio / tieni il naso pulito / attento ai vestiti comuni / non hai bisogno di un meteorologo / per sapere da che parte soffia il vento. / Ammàlati, guarisci / gira intorno ad un calamaio / Suona il campanello, difficile da dire / se qualcosa sarà venduta / sfòrzati, èscine, / ritorna, scrivi in braille, / và in prigione, salta la cauzione / arruòlati se fallisci, / fà attenzione ragazzo / sarai colpito / Ma consumatori, imbroglioni / sei volte perdenti / gironzolano fuori dai teatri / La ragazza del vortice / cerca un nuovo pazzo / Non seguire i leaders / attento ai parchimetri. / Ah nasci, stai al caldo, / pantaloncini, avventura, impara a ballare / Vèstiti, benediciti / cerca di ottenere successo / compiacila, compiacilo, compra regali / non rubare, non sgraffignare, / vent'anni di studio / e ti mettono al turno di giorno / Fà attenzione ragazzo / che insabbiano tutto / Meglio saltare in un tombino / accenditi una candela / non indossare sandali / evita gli scandali / non vorrai essere un fannullone / meglio masticare gomma / la pompa non funziona / perchè i vandali hanno preso la manovella."
Testo strano? Il flusso con cui racconta queste storie richiama molto lo stile poetico di Ginsberg (non a caso questa canzone nasce dopo l'incontro con lui), ma si rifà anche al flusso cui era solito Jack Kerouac (stile che non riusciamo a percepire in pieno noi in Italia se leggiamo le opere tradotte) e allo stile socialmente impegnato di Seeger e Guthrie. Tuttavia, a ben vedere, qui Dylan si limita a illustrare come "il mondo va a rotoli", ma non dice come reagire. Infatti, se ricordate "Masters of the war" (che leggemmo tempo fa), Dylan condanna duramente i "signori della guerra". In questo testo, invece, ricorre spesso l'espressione "fa attenzione ragazzo", ma niente più.
Musicalmente, poi, la canzone si ispira a Chuck Berry, ed è stato questo l'elemento determinante per la scelta di questa canzone oggi!
Non è una canzone magnifica? Personalmente, la amo!
Un po' di curiosità adesso... Questo può essere definito il primo video musicale della storia musicale, sebbene faccia parte di un documentario che riguardava il cantante. I cartelli, inoltre, furono scritti la sera prima di girare il video da Dylan, Ginsberg e i due cantanti Donovan (Leicht) e Bob Neuwith. Infine, si riconduce questa canzone a una delle basi per la nascita del rap e dell'hip-hop, data la velocità con cui sono cantatate le parole.
Umore del giorno: caricato da questa canzone!
Restate in linea!
Egli aveva sempre sognato la vita da hobo, quella descritta da Jack Kerouac. Gli hobo sono, praticamente, i vagabondi che si muovono tramite autostop. Presto, lascia l'università per andare a trovare il cantante folk Woody Guthrie, uno dei suoi miti e da cui prenderà la sua influenza. Nonostante Bob amasse il rock ' n' roll, questo genere ormai stava diventando troppo commerciale, mentre il folk stava diventando il vero genere con cui esprimere la ribellione del momento. E il folk di quel momento era quasi ai massimi livelli con il già citato Guthrie (che però era in fin di vita quando si incontrò con Dylan) e Pete Seeger.
Dopo l'incontro con Guthrie, Bob produce dei successi come "Blowin' in the wind" e "The times they are a-changin'". Successivamente, incontra i poeti beat, come Ferlinghetti e Ginsberg, e, ritornando alla sua passione per il rock and roll, fonde le basi di questo genere musicale con i testi più impegnativi del folk. Da ciò, emergerà il successo che voglio farvi ascoltare oggi: "Subterranean homesick blues".
Partiamo dal leggere il testo (tradotto).
"Johnny è in cantina / a mescolare la medicina / io sono sul pavimento / e penso al governo / L'uomo con l'impermeabile / mostra il distintivo / e dice di avere una brutta tosse / Vuole essere pagato / Fà attenzione ragazzo / è qualcosa che hai fatto / Dio sa quando / ma lo stai rifacendo / meglio che svicoli nel vicolo / per cercare un nuovo amico / Il tizio con il cappello di pelle di procione / nel grande recinto / vuole banconote da undici dollari / tu ne hai soltanto da dieci. / Maggie arriva con pie' veloce / la faccia piena di fuliggine nera / dice che il calore ha messo / piante nel letto ma / comunque il telefono è intercettato / Maggie dice che molti dicono / che devono cacciare ai primi di maggio / ordini del magistrato / Fà attenzione ragazzo / non importa quello che hai fatto / cammina in punta di piedi / non provare "No doz" / meglio stare lontano da quelli / che portano in giro una manichetta antincendio / tieni il naso pulito / attento ai vestiti comuni / non hai bisogno di un meteorologo / per sapere da che parte soffia il vento. / Ammàlati, guarisci / gira intorno ad un calamaio / Suona il campanello, difficile da dire / se qualcosa sarà venduta / sfòrzati, èscine, / ritorna, scrivi in braille, / và in prigione, salta la cauzione / arruòlati se fallisci, / fà attenzione ragazzo / sarai colpito / Ma consumatori, imbroglioni / sei volte perdenti / gironzolano fuori dai teatri / La ragazza del vortice / cerca un nuovo pazzo / Non seguire i leaders / attento ai parchimetri. / Ah nasci, stai al caldo, / pantaloncini, avventura, impara a ballare / Vèstiti, benediciti / cerca di ottenere successo / compiacila, compiacilo, compra regali / non rubare, non sgraffignare, / vent'anni di studio / e ti mettono al turno di giorno / Fà attenzione ragazzo / che insabbiano tutto / Meglio saltare in un tombino / accenditi una candela / non indossare sandali / evita gli scandali / non vorrai essere un fannullone / meglio masticare gomma / la pompa non funziona / perchè i vandali hanno preso la manovella."
Testo strano? Il flusso con cui racconta queste storie richiama molto lo stile poetico di Ginsberg (non a caso questa canzone nasce dopo l'incontro con lui), ma si rifà anche al flusso cui era solito Jack Kerouac (stile che non riusciamo a percepire in pieno noi in Italia se leggiamo le opere tradotte) e allo stile socialmente impegnato di Seeger e Guthrie. Tuttavia, a ben vedere, qui Dylan si limita a illustrare come "il mondo va a rotoli", ma non dice come reagire. Infatti, se ricordate "Masters of the war" (che leggemmo tempo fa), Dylan condanna duramente i "signori della guerra". In questo testo, invece, ricorre spesso l'espressione "fa attenzione ragazzo", ma niente più.
Musicalmente, poi, la canzone si ispira a Chuck Berry, ed è stato questo l'elemento determinante per la scelta di questa canzone oggi!
Non è una canzone magnifica? Personalmente, la amo!
Un po' di curiosità adesso... Questo può essere definito il primo video musicale della storia musicale, sebbene faccia parte di un documentario che riguardava il cantante. I cartelli, inoltre, furono scritti la sera prima di girare il video da Dylan, Ginsberg e i due cantanti Donovan (Leicht) e Bob Neuwith. Infine, si riconduce questa canzone a una delle basi per la nascita del rap e dell'hip-hop, data la velocità con cui sono cantatate le parole.
Umore del giorno: caricato da questa canzone!
Restate in linea!
sabato 23 luglio 2011
These boots are made for walkin'
Anche per questo sabato restiamo nella musica degli anni '60 e riscopriamo una canzone di Nancy Sinatra, prima figlia del grande Frank.
Nancy ha sfornato qualche bel successo, tra cui "Bang bang (My baby shot me down)" e "Sugar town" (entrambe sigle di pubblicità) e la favolosa "Somethin' stupid" col padre Frank e ripresa successivamente dal duo Robbie Williams / Nicole Kidman. Ma la canzone di oggi è la hit "These boots are made for walkin'". Esso si può definire il suo primo singolo ad avere avuto un maxi successo negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.
La canzone, trovata grazie al film comico-demenziale "Austin Powers: il controspione", parla di un amore idilliaco con un uomo infedele e che mente. Insomma, questa cose accadono ora ma sono sempre esistite (e vale per gli uomini quanto per le donne, sia ben chiaro!)
"Tu continui a dire che hai qualcosa per me / Qualcosa che chiami amore, ma confessa / Hai fatto confusione quando non avresti dovuto fare confusione / È ora qualcun’altra si sta prendendo tutto il tuo meglio / E continui a non mantenere le promesse quando dovresti dare fiducia. / Questi stivali sono fatti per camminare, ed è proprio quello che faranno / Un giorno di questi, questi stivali ti calpesteranno. / Tu continui a mentire, quando dovresti dire la verità / E continui a giocare, quando non dovresti scommettere / E continui a essere lo stesso, quando dovresti cambiare / Ora, ciò che va bene, va bene, ma tu non vai ancora bene. / Tu continui a giocare quando non dovresti giocare / Continui a pensare che non ti brucerai mai / Ah! Ho appena trovato una scatola di fiammiferi nuova di zecca. / E lui sa quanto tu non avresti avuto tempo di imparare / Siete pronti stivali? Camminate!"
Inizalmente, nelle apparizioni ai programmi, Nancy fece molto scalpore indossando degli stivali. Oggi non potremmo certo biasimarla, anzi sembrerebbe addirittura troppo coperta!
Dall'alta della mia totale incompetenza in fatto di moda, direi che forse lo scandalo è più che altro nella bruttezza degli stivali! ;)
Umore del giorno: alle ultime pagine del libro, quindi il pensiero è tutto lì!
Restate n linea!
Nancy ha sfornato qualche bel successo, tra cui "Bang bang (My baby shot me down)" e "Sugar town" (entrambe sigle di pubblicità) e la favolosa "Somethin' stupid" col padre Frank e ripresa successivamente dal duo Robbie Williams / Nicole Kidman. Ma la canzone di oggi è la hit "These boots are made for walkin'". Esso si può definire il suo primo singolo ad avere avuto un maxi successo negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.
La canzone, trovata grazie al film comico-demenziale "Austin Powers: il controspione", parla di un amore idilliaco con un uomo infedele e che mente. Insomma, questa cose accadono ora ma sono sempre esistite (e vale per gli uomini quanto per le donne, sia ben chiaro!)
"Tu continui a dire che hai qualcosa per me / Qualcosa che chiami amore, ma confessa / Hai fatto confusione quando non avresti dovuto fare confusione / È ora qualcun’altra si sta prendendo tutto il tuo meglio / E continui a non mantenere le promesse quando dovresti dare fiducia. / Questi stivali sono fatti per camminare, ed è proprio quello che faranno / Un giorno di questi, questi stivali ti calpesteranno. / Tu continui a mentire, quando dovresti dire la verità / E continui a giocare, quando non dovresti scommettere / E continui a essere lo stesso, quando dovresti cambiare / Ora, ciò che va bene, va bene, ma tu non vai ancora bene. / Tu continui a giocare quando non dovresti giocare / Continui a pensare che non ti brucerai mai / Ah! Ho appena trovato una scatola di fiammiferi nuova di zecca. / E lui sa quanto tu non avresti avuto tempo di imparare / Siete pronti stivali? Camminate!"
Inizalmente, nelle apparizioni ai programmi, Nancy fece molto scalpore indossando degli stivali. Oggi non potremmo certo biasimarla, anzi sembrerebbe addirittura troppo coperta!
Dall'alta della mia totale incompetenza in fatto di moda, direi che forse lo scandalo è più che altro nella bruttezza degli stivali! ;)
Umore del giorno: alle ultime pagine del libro, quindi il pensiero è tutto lì!
Restate n linea!
sabato 16 luglio 2011
C'mon get happy!
Finalmente ho iniziato le tanto sospirate vacanze di due settimane, ma soprattutto ho passato l'esame di economia politica che da tre ani era diventato più che altro una persecuzione!
Per festeggiare questi due eventi serve una canzone assolutamente allegra. E dato che era da assai che volevo farvela sentire, ecco una canzone che già dal titolo lascia ben pensare: "Get happy". La canzone è cantata da Judy Garland nel film "L'allegra fattoria".
Nonostante tutto, però, il testo ha uno sfondo quasi religioso. Spero, quindi, che questo non turbi gli atei! A me non importa sinceramente che il testo, come vedremo, richiami a concetti cristiani di salvezza e peccato. Questa canzone mi colpì, infatti, in una puntata del telefilm "Dottor House", per la bellezza e l'allegria che metteva nel ritmo.
Vediamo la traduzione, piuttosto breve. Mi sono cimentato io, ma non credo sia fatta male.
"Dimentica i tuoi problemi, su, sii felice! / Faresti meglio a cacciare tutte le tue preoccupazioni / Grida alleluia, su, sii felice! / Il sole splende, su, sii felice / Dio sta aspettando per prendere la tua mano / Grida alleluia, su, sii felice! / Stiamo andando nella terra promessa. / Ci stiamo dirigendo verso il fiume per / lavare i tuoi peccati nella corrente: / è così calmo dall'altra parte."
Un po' ripetitiva, vero? Ma la cosa che stupisce è quella mossa al minuto due circa in cui il ballerino si alza con un movimento strano.Mi piace tantissimo!
Umore del giorno: felice! :)
Restate in linea!
Per festeggiare questi due eventi serve una canzone assolutamente allegra. E dato che era da assai che volevo farvela sentire, ecco una canzone che già dal titolo lascia ben pensare: "Get happy". La canzone è cantata da Judy Garland nel film "L'allegra fattoria".
Nonostante tutto, però, il testo ha uno sfondo quasi religioso. Spero, quindi, che questo non turbi gli atei! A me non importa sinceramente che il testo, come vedremo, richiami a concetti cristiani di salvezza e peccato. Questa canzone mi colpì, infatti, in una puntata del telefilm "Dottor House", per la bellezza e l'allegria che metteva nel ritmo.
Vediamo la traduzione, piuttosto breve. Mi sono cimentato io, ma non credo sia fatta male.
"Dimentica i tuoi problemi, su, sii felice! / Faresti meglio a cacciare tutte le tue preoccupazioni / Grida alleluia, su, sii felice! / Il sole splende, su, sii felice / Dio sta aspettando per prendere la tua mano / Grida alleluia, su, sii felice! / Stiamo andando nella terra promessa. / Ci stiamo dirigendo verso il fiume per / lavare i tuoi peccati nella corrente: / è così calmo dall'altra parte."
Un po' ripetitiva, vero? Ma la cosa che stupisce è quella mossa al minuto due circa in cui il ballerino si alza con un movimento strano.Mi piace tantissimo!
Umore del giorno: felice! :)
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domenica 10 luglio 2011
New attitude
In pausa dallo studio, voglio subito scrivere questo appuntamento del sabato con la musica anni '80. In pochi conoscono a Patti Labelle eppure vi assicuro che tutti avete sentito almeno una volta una cover di una delle sue canzoni: "Lady Marmelade"! Eheh, ebbene sì vi ho stupiti, eh?! Quella canzone prima di essere incisa da Christina Aguilera, Pink, Lil Kim e Mya, fu uno dei successi della leggenda del soul e dell'R&B, Patti Labelle.
Le canzoni di Patti sono soprattutto lente, nello stile soul, ma ci sono anche pezzi movimentati come quello citato prima e la canzone che voglio farvi sentire oggi: "New attitude". La traduzione non l'ho trovata e, poichè gli esami sono molto vicini, non h tantissimo tempo per farla. Brevemente, però, posso dirvi che in questa canzone si parla della cantante che, per il fidanzato, adotta uno nuovo stile, sia interiormente che esteticamente. Nel ritornello, infatti, dice: "mi sento bene dal cappello alle scarpe [come per dire dalla testa ai piedi, NdT] / so dove sto andando e so cosa faccio, / ho cambiato il mio punto di vista, / ho un nuovo assetto".
http://www.youtube.com/watch?v=QWfZ5SZZ4xE
Una curiosità: Patti ancora canta! Nel 2006 è uscito un suo album (non l'ultimo) e tra le varie tracce ne appare anche una registrata con i rapper Kanye West e Consequence. Una bellissima tracccia!
Umore del giorno: mi serviva una voce del genere per caricarmi e continuare a studiare!
Restate in linea!
(post scritto ieri mattina prima che il caldo forte mi abbattesse e prima che anche la linea di Internet si bloccasse per tutto il giorno)
Le canzoni di Patti sono soprattutto lente, nello stile soul, ma ci sono anche pezzi movimentati come quello citato prima e la canzone che voglio farvi sentire oggi: "New attitude". La traduzione non l'ho trovata e, poichè gli esami sono molto vicini, non h tantissimo tempo per farla. Brevemente, però, posso dirvi che in questa canzone si parla della cantante che, per il fidanzato, adotta uno nuovo stile, sia interiormente che esteticamente. Nel ritornello, infatti, dice: "mi sento bene dal cappello alle scarpe [come per dire dalla testa ai piedi, NdT] / so dove sto andando e so cosa faccio, / ho cambiato il mio punto di vista, / ho un nuovo assetto".
http://www.youtube.com/watch?v=QWfZ5SZZ4xE
Una curiosità: Patti ancora canta! Nel 2006 è uscito un suo album (non l'ultimo) e tra le varie tracce ne appare anche una registrata con i rapper Kanye West e Consequence. Una bellissima tracccia!
Umore del giorno: mi serviva una voce del genere per caricarmi e continuare a studiare!
Restate in linea!
(post scritto ieri mattina prima che il caldo forte mi abbattesse e prima che anche la linea di Internet si bloccasse per tutto il giorno)
sabato 2 luglio 2011
Vivo e vegeto
Devo un attimo riprendere da un mezzo shock... Ho visto l'ultimo film che girò Pier Paolo Pasolini, "Salò o le 120 giornate di Sodoma". Il mio parere è che è stata ripresa tanta inutile violenza in una non-storia. Alcuni parlano di capolavoro, riferendosi più che altro al messaggio implicito del film: la mercificazione e mortificazione del corpo nell'era consumistica e del potere capitalistico. Be', se posso dire la mia, non che mi sostituirei mai a Pasolini o qualunque altro artista o regista, si può benissimo lanciare lo stesso messaggio in altri modi. Ma evidentemente l'arte è proprio questa!
Giusto per dovere di cronaca, dato che ho iniziato il discorso, il film "Salò e le 120 giornate di Sodoma" racconta di quattro persone fasciste che nella repubblica di Salò prendono dei ragazzi e delle ragazze e li usano per le loro perversioni. Se pensate che sia un film erotico, ne siete ben lontani! A meno che non si voglia vedere l'erotismo da un punto di vista un po' più fetish... (effettivamente Pasolini si ispira ai libri del marchese de Sade, da cui la parola sadismo)
Magari io non riesco ad apprezzare fino in fondo il film perchè non conosco lo stile di Pasolini... Al massimo proverò a vedere qualche altro film ritenuto un suo capolavoro e potrei entrare nella sua ottica. Però, se mi chiedete se vi consiglio il film appena visto vi rispondo con un secco no. E non è solo questione di violenza, perchè sono un amante dell'horror e del sottogenere splatter, ma qui si parla di violenza che non ha un bilanciamento adeguato. Ossia, in un film horror la violenza è giustificata dal voler spaventare lo spettatore. In questo film, invece, il messaggio di fondo non è così esplicito e, quindi, la violenza è facilmente definibile come "gratuita". Nella peggiore dei casi, definitemi pure uno che si scandalizza troppo per poco!
Uscendo da questo argomento, passiamo a un argomento più felice e parliamo di musica anni '80. Cambiamo sicuramente genere perchè ci vuole qualcosa di allegro. La canzone che volevo farvi sentire è "Alive and kicking" della band scozzese Simple Minds. Buona visione!
http://www.youtube.com/watch?v=ljIQo1OHkTI
Un video allegro e colorato. Sì, mi serviva. E spero anche a voi per divertirvi in questo week-end!
Umore del giorno: bah, continuo a ripensare a quel film...
Restate in linea!
Giusto per dovere di cronaca, dato che ho iniziato il discorso, il film "Salò e le 120 giornate di Sodoma" racconta di quattro persone fasciste che nella repubblica di Salò prendono dei ragazzi e delle ragazze e li usano per le loro perversioni. Se pensate che sia un film erotico, ne siete ben lontani! A meno che non si voglia vedere l'erotismo da un punto di vista un po' più fetish... (effettivamente Pasolini si ispira ai libri del marchese de Sade, da cui la parola sadismo)
Magari io non riesco ad apprezzare fino in fondo il film perchè non conosco lo stile di Pasolini... Al massimo proverò a vedere qualche altro film ritenuto un suo capolavoro e potrei entrare nella sua ottica. Però, se mi chiedete se vi consiglio il film appena visto vi rispondo con un secco no. E non è solo questione di violenza, perchè sono un amante dell'horror e del sottogenere splatter, ma qui si parla di violenza che non ha un bilanciamento adeguato. Ossia, in un film horror la violenza è giustificata dal voler spaventare lo spettatore. In questo film, invece, il messaggio di fondo non è così esplicito e, quindi, la violenza è facilmente definibile come "gratuita". Nella peggiore dei casi, definitemi pure uno che si scandalizza troppo per poco!
Uscendo da questo argomento, passiamo a un argomento più felice e parliamo di musica anni '80. Cambiamo sicuramente genere perchè ci vuole qualcosa di allegro. La canzone che volevo farvi sentire è "Alive and kicking" della band scozzese Simple Minds. Buona visione!
http://www.youtube.com/watch?v=ljIQo1OHkTI
Un video allegro e colorato. Sì, mi serviva. E spero anche a voi per divertirvi in questo week-end!
Umore del giorno: bah, continuo a ripensare a quel film...
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sabato 25 giugno 2011
Sparisci!
So che in settimana dovevo continuare il discorso lascito a metà mercoledì, ma da giovedì è iniziata una brutta continuazione di settimana. Inizialmente, scoraggiato, avevo deciso di lasciar perdere un esame per il momento, ma giovedì mattina ho deciso di mettermi seriamente sotto e almeno di tentarlo. Sono iniziate così, e continueranno fino a domani, giornate dove esistono solo gli esercizi di microeconomia da imparare. Adesso ho deciso un attimo di riposami perchè ero arrivato al punto da mettere in dubbio che 15 diviso 2 facesse 7,5: ho persino fatto 7,5 + 7,5 (non in colonna, almeno)!
E leggendo un po' che cosa sta succedendo nel frattempo, scopro che i carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) hanno chiesto il sequestro delll'ILVA di Taranto. Questi, infatti, indagando sul reato di inquinamento a carico dell'industria e dei suoi massimi dirigenti, dopo 45 giorni di controlli ambientali sulle emissioni dell'acciaieria, hanno riscontrato dati pericolosi per la salute dei tarantini e, probabilmente, anche degli abitanti della provincia e hanno fatto richiesta al Tribunale di Taranto un sequestro cautelare per evitare che l'infrazione continui.
Ma oggi è anche il secondo anniversario della morte di Michael Jackson. E per ricordarlo stasera sentiamo "beat it", una delle mie canzoni preferite del "re del pop".
Ne sono sempre più convinto: questa è una delle sue canzoni più belle!
Umore del giorno: abbastanza sotto stress!
Restate in linea!
E leggendo un po' che cosa sta succedendo nel frattempo, scopro che i carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) hanno chiesto il sequestro delll'ILVA di Taranto. Questi, infatti, indagando sul reato di inquinamento a carico dell'industria e dei suoi massimi dirigenti, dopo 45 giorni di controlli ambientali sulle emissioni dell'acciaieria, hanno riscontrato dati pericolosi per la salute dei tarantini e, probabilmente, anche degli abitanti della provincia e hanno fatto richiesta al Tribunale di Taranto un sequestro cautelare per evitare che l'infrazione continui.
Ma oggi è anche il secondo anniversario della morte di Michael Jackson. E per ricordarlo stasera sentiamo "beat it", una delle mie canzoni preferite del "re del pop".
Ne sono sempre più convinto: questa è una delle sue canzoni più belle!
Umore del giorno: abbastanza sotto stress!
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sabato 18 giugno 2011
No, niente di niente
Se vogliamo considerare “Italia’s got talent” un reality, posso dire che è stato l’unico reality che abbia mai visto. E non me ne pento! Tuttavia, lo considero più un programma di intrattenimento come qualunque altro (badate bene che intendo tipo di “Chi vuol essere milionario” o “Paperissima” o “Zelig” o “Da da da”, non certo come i salotti della D’Urso o della Venier). Anche perché se vogliamo confrontare “Italia’s got talent” con “Il grande fratello” o “L’isola dei famosi” o l’ultimo “Tamarreide” (al quale occorreva la prima puntata in onda per etichettarlo come programma diseducativo?!) le distanze sono abissali!
In ogni caso, oggi non voglio parlare di reality show e talent show e se siano educativi o consigliati. Parlavo di “Italia’s got talent” perché una signora mi colpito con una bellissima canzone francese degli anni ‘60. La canzone è di Edith Piaff e si chiama “Non, je ne regrette rien”.
La canzone si riferisce alla nuova vita che la cantante vuole iniziare senza l’uso di droghe. La traduzione, dato il testo breve, l’ho fatta io e non dovrebbe essere venuta male perché nel francese me la cavo un po’ meglio che nell’inglese, pieno di quei verbi frasali che tanto odio!
“No, niente di niente / no, non rimpiango niente / nè il bene che mi è stato fatto, / nè il male, tutto questo per me va bene lo stesso. / No, niente di niente / no, non rimpiango niente. È stato pagato tutto, spazzato via, dimenticato, / me ne frego del passato. / Con i miei ricordi / ho acceso il fuoco / le mie delusioni, i miei piaceri, / non ho più bisogno di loro! / Spazzati via gli amori, / e tutti i loro tremolii, / spazzati via per sempre, / riparto da zero. / No, niente di niente, / io non rimpiango niente, / perchè la mia vita, perchè le mie gioie / oggi, / cominciano con te.”
Se avete anche voi conti in sospeso col passato, fate come Edith: cancellateli, passateci sopra, prendete gli errori, fateli vostri e ricominciate da capo con una nuova consapevolezza in più. Non è facile, ma dopo potrete ripartire più forti di prima!
No, "rien de rien": questa canzone e la voce della cantante sono stupende!
Umore del giorno: con un bel mal di testa, cercando di capire cosa sia l'equilibrio di Nash prima che la follia di Nash prenda pure me (e stiamo già sulla buona strada!)
Restate in linea!
In ogni caso, oggi non voglio parlare di reality show e talent show e se siano educativi o consigliati. Parlavo di “Italia’s got talent” perché una signora mi colpito con una bellissima canzone francese degli anni ‘60. La canzone è di Edith Piaff e si chiama “Non, je ne regrette rien”.
La canzone si riferisce alla nuova vita che la cantante vuole iniziare senza l’uso di droghe. La traduzione, dato il testo breve, l’ho fatta io e non dovrebbe essere venuta male perché nel francese me la cavo un po’ meglio che nell’inglese, pieno di quei verbi frasali che tanto odio!
“No, niente di niente / no, non rimpiango niente / nè il bene che mi è stato fatto, / nè il male, tutto questo per me va bene lo stesso. / No, niente di niente / no, non rimpiango niente. È stato pagato tutto, spazzato via, dimenticato, / me ne frego del passato. / Con i miei ricordi / ho acceso il fuoco / le mie delusioni, i miei piaceri, / non ho più bisogno di loro! / Spazzati via gli amori, / e tutti i loro tremolii, / spazzati via per sempre, / riparto da zero. / No, niente di niente, / io non rimpiango niente, / perchè la mia vita, perchè le mie gioie / oggi, / cominciano con te.”
Se avete anche voi conti in sospeso col passato, fate come Edith: cancellateli, passateci sopra, prendete gli errori, fateli vostri e ricominciate da capo con una nuova consapevolezza in più. Non è facile, ma dopo potrete ripartire più forti di prima!
No, "rien de rien": questa canzone e la voce della cantante sono stupende!
Umore del giorno: con un bel mal di testa, cercando di capire cosa sia l'equilibrio di Nash prima che la follia di Nash prenda pure me (e stiamo già sulla buona strada!)
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sabato 11 giugno 2011
She's lost control again
Stamattina, anche se avrei dovuto studiare (ma lo farò appena finisco di scrivere qui, promesso!) ho visto il film "Control". Esso è liberamente ispirato alla biografia di Ian Curtis. E molto probabilmente la domanda vi sorgerà spontanea: chi è Ian Curtis?
Beh a meno che non abbiate almeno 35 - 40 o non siate appassionati di post-punk, la risposta ve la dò io. Nel 1976, tre ragazzi accomunati dalla passione per la musica e per i Sex Pistols costituiscono una band, ma sono alla ricerca di un cantante, dopo che un loro amico va a lavorare in un industria locale. Un giovane ragazzo, tale Ian Curtis, appassionato di musica e letteratura, accetta di cantare per loro. E' la nascita dei Stiff Kittens.
Ma i Joy Division? Il gruppo cambia definitivamente nome non appena pubblica il primo EP nel 1978. Da allora inizia il successo nel Regno Unito, ma sorgono anche problemi per Ian, che ha problemi di epilessia e depressione e che si sente in colpa per i tradimenti alla moglie. Nel 1980, a 23 anni, dopo un litigio con la moglie e prima di partire per la tournée negli Stati Uniti, Ian si suicida.
Questa è la storia detta molto sinteticamente. Il film è molto curioso e lo consiglierei. Tuttavia, sarebbe interessante leggere il libro biografico di Ian Curtis "Touching from a Distance", scritto dalla moglie e dal quale il film in parte si distacca.
Sentiamo ora qualcosa di questo gruppo. Sono ancora indeciso tra 3 canzoni: Trasmission, Love will tear us apart e She's lost control. Il primo è anche il primo singolo ufficiale del gruppo, la seconda è la canzone che più di tutte ha avuto successo e il cui titolo è inciso sulla tomba del cantante e l'ultima è quella che musicalmente più mi ha colpito ed è un brano registrato nel 1980 ma che fu pubblicato dopo la morte di Ian Curtis.
Dunque... Vada per "She's lost control". Se poi vi piacerà questa, sentite tutte le altre! I testi (scritti di Ian) sono, comunque, tutti interessanti e nient'affatto insulsi. Questo, per esempio, parla di un attacco di epilessia che ha colpito una ragazza sotto gli occhi di Ian Curtis.
"La confusione nei suoi occhi dice tutto. / Ha di nuovo perso il controllo. / E si aggrappa al primo passante, / Ha perso il controllo. / E ha diffuso i segreti del suo passato / E ha detto ho di nuovo perso il controllo, / E una voce che le diceva dove e quando agire, / Ha detto ho di nuovo perso il controllo. / E si è girata verso di me e mi ha preso per mano e mi ha detto, / Ho di nuovo perso il controllo. / E in ostaggio sul pavimento, credevo che sarebbe morta. / Ha detto ho perso il controllo. / Ha di nuovo perso il controllo. / Ha perso il controllo. / Ha di nuovo perso il controllo. / Ha perso il controllo. / Beh, ho dovuto telefonare alla sua amica per esporre le mie ragioni / E dire che aveva di nuovo perso il controllo. / E lei ha mostrato tutti gli errori e gli sbagli, / E ha detto ho perso di nuovo il controllo. / Ma si è espressa in molti modi diversi / Finché non ha di nuovo perso il controllo. / E ha camminato sull’orlo di una strada senza via d’uscita / E ha riso, ho di nuovo perso il controllo. / Ha di nuovo perso il controllo. / Ha perso il controllo. / Ha di nuovo perso il controllo. / Ha perso il controllo."
Ultima curiosità. Dopo la morte di Ian Curtis la band continuò a suonare sotto il nome di New Order, di cui abbiamo già sentito una canzone. Abbandonarono, però, il genere gothic che li aveva caratterizzati nei Joy Division e si lanciarono più nella dance, nella new wave e nel synth pop.
Umore del giorno: finisco di sentire qualche altra canzone e devo assolutamente iniziare a prendere in mano i libri
Restate in linea!
Beh a meno che non abbiate almeno 35 - 40 o non siate appassionati di post-punk, la risposta ve la dò io. Nel 1976, tre ragazzi accomunati dalla passione per la musica e per i Sex Pistols costituiscono una band, ma sono alla ricerca di un cantante, dopo che un loro amico va a lavorare in un industria locale. Un giovane ragazzo, tale Ian Curtis, appassionato di musica e letteratura, accetta di cantare per loro. E' la nascita dei Stiff Kittens.
Ma i Joy Division? Il gruppo cambia definitivamente nome non appena pubblica il primo EP nel 1978. Da allora inizia il successo nel Regno Unito, ma sorgono anche problemi per Ian, che ha problemi di epilessia e depressione e che si sente in colpa per i tradimenti alla moglie. Nel 1980, a 23 anni, dopo un litigio con la moglie e prima di partire per la tournée negli Stati Uniti, Ian si suicida.
Questa è la storia detta molto sinteticamente. Il film è molto curioso e lo consiglierei. Tuttavia, sarebbe interessante leggere il libro biografico di Ian Curtis "Touching from a Distance", scritto dalla moglie e dal quale il film in parte si distacca.
Sentiamo ora qualcosa di questo gruppo. Sono ancora indeciso tra 3 canzoni: Trasmission, Love will tear us apart e She's lost control. Il primo è anche il primo singolo ufficiale del gruppo, la seconda è la canzone che più di tutte ha avuto successo e il cui titolo è inciso sulla tomba del cantante e l'ultima è quella che musicalmente più mi ha colpito ed è un brano registrato nel 1980 ma che fu pubblicato dopo la morte di Ian Curtis.
Dunque... Vada per "She's lost control". Se poi vi piacerà questa, sentite tutte le altre! I testi (scritti di Ian) sono, comunque, tutti interessanti e nient'affatto insulsi. Questo, per esempio, parla di un attacco di epilessia che ha colpito una ragazza sotto gli occhi di Ian Curtis.
"La confusione nei suoi occhi dice tutto. / Ha di nuovo perso il controllo. / E si aggrappa al primo passante, / Ha perso il controllo. / E ha diffuso i segreti del suo passato / E ha detto ho di nuovo perso il controllo, / E una voce che le diceva dove e quando agire, / Ha detto ho di nuovo perso il controllo. / E si è girata verso di me e mi ha preso per mano e mi ha detto, / Ho di nuovo perso il controllo. / E in ostaggio sul pavimento, credevo che sarebbe morta. / Ha detto ho perso il controllo. / Ha di nuovo perso il controllo. / Ha perso il controllo. / Ha di nuovo perso il controllo. / Ha perso il controllo. / Beh, ho dovuto telefonare alla sua amica per esporre le mie ragioni / E dire che aveva di nuovo perso il controllo. / E lei ha mostrato tutti gli errori e gli sbagli, / E ha detto ho perso di nuovo il controllo. / Ma si è espressa in molti modi diversi / Finché non ha di nuovo perso il controllo. / E ha camminato sull’orlo di una strada senza via d’uscita / E ha riso, ho di nuovo perso il controllo. / Ha di nuovo perso il controllo. / Ha perso il controllo. / Ha di nuovo perso il controllo. / Ha perso il controllo."
Ultima curiosità. Dopo la morte di Ian Curtis la band continuò a suonare sotto il nome di New Order, di cui abbiamo già sentito una canzone. Abbandonarono, però, il genere gothic che li aveva caratterizzati nei Joy Division e si lanciarono più nella dance, nella new wave e nel synth pop.
Umore del giorno: finisco di sentire qualche altra canzone e devo assolutamente iniziare a prendere in mano i libri
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sabato 4 giugno 2011
Azzurro
A volte mi sembra che quel "pessimismo cosmico", che credevo di aver abbandonato tempo fa, ritorni. E oggi mi sembra addirittura di essere tornato a 4 anni fa. Ma per fortuna, ciò che non mi ha ucciso mi ha reso più forte e mi ha fatto fronteggiare meglio la situazione.
Andando alla nostra settimana dedicata all'Italia, eccezionalmente per questo sabato ci sarà una canzone italiana. Ma con una caratteristica particolare: è una delle canzoni più apprezzate all'estero, addirittura più di "O sole mio" e "nel blu dipinto di blu". La statistica naturalmente non l'ho fatta io, ma l'ho trovata navigando su internet.
Insomma, rompiamo gli indugi e annunciamo questa interessante canzone: "Azzurro" di Adriano Celentano! Ebbene sì! La cosa che mi ha meravigliato è che oltre i nostri confini piacciono molto Celentano e Albano. E a questo punto non mi meraviglierei se la nostra musica non ha tanto successo! No, suvvia scherzo! A me, Adriano piace molto.
E per non dare tutto scontato, leggiamo il testo, abbastanza estivo tra l'altro.
"Cerco l'estate tutto l'anno / e all'improvviso eccola qua. / Lei è partita per le spiagge / e sono solo quassù in città, / sento fischiare sopra i tetti / un aeroplano che se ne va. / Azzurro, / il pomeriggio è troppo azzurro / e lungo per me. / Mi accorgo / di non avere più risorse, / senza di te, / e allora / io quasi quasi prendo il treno / e vengo, vengo da te, / ma il treno dei desideri / nei miei pensieri all'incontrario va. / Sembra quand'ero all'oratorio, / con tanto sole, tanti anni fa. / Quelle domeniche da solo / in un cortile, a passeggiar... / ora mi annoio più di allora, / neanche un prete per chiacchierar... / Cerco un po' d'Africa in giardino, / tra l'oleandro e il baobab, / come facevo da bambino, / ma qui c'è gente, non si può più, / stanno innaffiando le tue rose, / non c'è il leone, chissà dov'è..."
E, poichè parliamo di una canzone dell'appuntamento del sabato, non può mancare il video (non originale, perchè non l'ho trovato!)
E' sabato, è estate, è la settimana che dedico all'Italia!
Umore del giorno: con quella punta di amaro in bocca (che poi magari potrebbe non essere niente), ho comunque tanta voglia di svagarmi!
Restate in linea!
Andando alla nostra settimana dedicata all'Italia, eccezionalmente per questo sabato ci sarà una canzone italiana. Ma con una caratteristica particolare: è una delle canzoni più apprezzate all'estero, addirittura più di "O sole mio" e "nel blu dipinto di blu". La statistica naturalmente non l'ho fatta io, ma l'ho trovata navigando su internet.
Insomma, rompiamo gli indugi e annunciamo questa interessante canzone: "Azzurro" di Adriano Celentano! Ebbene sì! La cosa che mi ha meravigliato è che oltre i nostri confini piacciono molto Celentano e Albano. E a questo punto non mi meraviglierei se la nostra musica non ha tanto successo! No, suvvia scherzo! A me, Adriano piace molto.
E per non dare tutto scontato, leggiamo il testo, abbastanza estivo tra l'altro.
"Cerco l'estate tutto l'anno / e all'improvviso eccola qua. / Lei è partita per le spiagge / e sono solo quassù in città, / sento fischiare sopra i tetti / un aeroplano che se ne va. / Azzurro, / il pomeriggio è troppo azzurro / e lungo per me. / Mi accorgo / di non avere più risorse, / senza di te, / e allora / io quasi quasi prendo il treno / e vengo, vengo da te, / ma il treno dei desideri / nei miei pensieri all'incontrario va. / Sembra quand'ero all'oratorio, / con tanto sole, tanti anni fa. / Quelle domeniche da solo / in un cortile, a passeggiar... / ora mi annoio più di allora, / neanche un prete per chiacchierar... / Cerco un po' d'Africa in giardino, / tra l'oleandro e il baobab, / come facevo da bambino, / ma qui c'è gente, non si può più, / stanno innaffiando le tue rose, / non c'è il leone, chissà dov'è..."
E, poichè parliamo di una canzone dell'appuntamento del sabato, non può mancare il video (non originale, perchè non l'ho trovato!)
E' sabato, è estate, è la settimana che dedico all'Italia!
Umore del giorno: con quella punta di amaro in bocca (che poi magari potrebbe non essere niente), ho comunque tanta voglia di svagarmi!
Restate in linea!
sabato 28 maggio 2011
Vienna
Sabato scorso fui rapito da una canzone degli Ultravox. Il primo ascolto non mi colpì più di tanto, ma inconsciamente volevo risentire quella canzone una seconda volta. E quella seconda volta mi fece innamorare della canzone.
Di solito non sono una di quelle persone che se amano una canzona la sentono 5-6 vole al giorno, anche consecutive. Tempo fa sì, poi capii che così facendo finivo per odiare quelle canzoni, e quindi smisi. Ma sabato scorso sentii questa "Vienna" per ben 3 volte.
Partiamo dalla traduzione.
"Camminavo nell’aria fredda / Il mio respiro si ghiacciava sull’oblò / Mentre mi riposavo / Un uomo, nell’oscurità, in un frammento di foto / Così mistico e spirituale / Una voce che cercava con un grido penetrante / Che resta con te finché / Il sentimento se n’è andato, ci siamo solo io e te / Non significa niente per me / Questa non significa niente per me / Oh, Vienna. / La musica si sta diffondendo / Note ossessionanti, corde pizzicate / Il ritmo ti sta chiamando / Da solo nella notte, come la luce del giorno porta / Un silenzio freddo e vuoto / Il calore della tua mano e un cielo freddo e grigio / Scompare in lontananza."
Devo confessare di non aver capito bene il testo. Si riferisce alla città o una persona, cui è legato il ricordo della città di Vienna? Comunque, il bello sta nel video. Consigliatissimo!
Piaciuta? Se avete risposto no, risentitela e sicuramente verrete rapiti anche voi da questa canzone, che fu nominata la canzone più bella del 1981!
Umore del giorno: basso, dato il risultato molto deludente dell'ultimo concorso
Restate in linea!
Di solito non sono una di quelle persone che se amano una canzona la sentono 5-6 vole al giorno, anche consecutive. Tempo fa sì, poi capii che così facendo finivo per odiare quelle canzoni, e quindi smisi. Ma sabato scorso sentii questa "Vienna" per ben 3 volte.
Partiamo dalla traduzione.
"Camminavo nell’aria fredda / Il mio respiro si ghiacciava sull’oblò / Mentre mi riposavo / Un uomo, nell’oscurità, in un frammento di foto / Così mistico e spirituale / Una voce che cercava con un grido penetrante / Che resta con te finché / Il sentimento se n’è andato, ci siamo solo io e te / Non significa niente per me / Questa non significa niente per me / Oh, Vienna. / La musica si sta diffondendo / Note ossessionanti, corde pizzicate / Il ritmo ti sta chiamando / Da solo nella notte, come la luce del giorno porta / Un silenzio freddo e vuoto / Il calore della tua mano e un cielo freddo e grigio / Scompare in lontananza."
Devo confessare di non aver capito bene il testo. Si riferisce alla città o una persona, cui è legato il ricordo della città di Vienna? Comunque, il bello sta nel video. Consigliatissimo!
Piaciuta? Se avete risposto no, risentitela e sicuramente verrete rapiti anche voi da questa canzone, che fu nominata la canzone più bella del 1981!
Umore del giorno: basso, dato il risultato molto deludente dell'ultimo concorso
Restate in linea!
sabato 21 maggio 2011
Qualcuno da amare
Devo ammettere che dopo la canzone di sabato scorso mi sento un po' in colpa. Stavo dando più priorità a farvi conoscere o ricordare canzoni che la Storia aveva riposto nel cassetto dimenticandomi di grandi artisti che hanno fatto la Musica.
Ancora per stasera, quindi, volevo mettere un grande artista degli anni della Grande Musica, e in particolare degli anni '60. Questo gruppo, addirittura, è famoso per aver portato al successo il "rock psichedelico".
Il rock psichedelico è quel rock nato dall'abuso di sostanze stupefacenti, le quali, secondo gli artisti, davano all'artista la possibilità di raggiungere strati più profondi della mente umana e di potersi, quindi, esprimere meglio e con un contatto più diretto col pubblico. Ormai, devo ammettere che il periodo degli anni '60, San Francisco e il consumo di droghe, LSD e peyote è una costante nella cultura che tanto mi appassiona: Kerouac, Ginsberg e ora anche i Jefferson Airplanes!
Una delle loro prime canzoni del rock psichedelico è "Somebody to love", un successo che ho trovato solo di recente nonostante più o meno già conoscessi la canzone. Partiamo dalla traduzione.
"Quando la verità si scopre esser falsa / E tutta la gioia dentro di te muore / Non vorresti qualcuno da amare? / Non avresti bisogno di qualcuno di amare? / Non ameresti amare qualcuno d'amare? / Sarebbe meglio tu trovassi qualcuno da amare. / Quando i fiori del giardino, baby, sono morti, sì e / La tua mente, la tua mente è così piena di rosso / Non vorresti qualcuno da amare? / Non avresti bisogno di qualcuno di amare? / Non ameresti amare qualcuno d'amare? / Sarebbe meglio tu trovassi qualcuno da amare. / I tuoi occhi, direi che i tuoi occhi potrebbero assomigliare ai suoi / Yeah, ma nella tua testa, baby, mi dispiace, non sai dov'è / Non vorresti qualcuno da amare? / Non avresti bisogno di qualcuno di amare? / Non ameresti amare qualcuno d'amare? / Sarebbe meglio tu trovassi qualcuno da amare. / Le lacrime stanno correndo giù e giù lungo il tuo petto / Ed i tuoi amici, baby ti trattano come un ospite / Non vorresti qualcuno da amare? / Non avresti bisogno di qualcuno di amare? / Non ameresti amare qualcuno d'amare? / Sarebbe meglio tu trovassi qualcuno da amare"
Non vi ha messo una particolare energia questa canzone? Io la adoro!!!
Umore del giorno: grigio... Dopo aver studiato stamattina ho avuto un brutto mal di testa per molte ore ma, peggio, ho scoperto che domani che andrò a Roma, in vista di un concorso, il tempo sarà piovigginoso!
Restate in linea!
Ancora per stasera, quindi, volevo mettere un grande artista degli anni della Grande Musica, e in particolare degli anni '60. Questo gruppo, addirittura, è famoso per aver portato al successo il "rock psichedelico".
Il rock psichedelico è quel rock nato dall'abuso di sostanze stupefacenti, le quali, secondo gli artisti, davano all'artista la possibilità di raggiungere strati più profondi della mente umana e di potersi, quindi, esprimere meglio e con un contatto più diretto col pubblico. Ormai, devo ammettere che il periodo degli anni '60, San Francisco e il consumo di droghe, LSD e peyote è una costante nella cultura che tanto mi appassiona: Kerouac, Ginsberg e ora anche i Jefferson Airplanes!
Una delle loro prime canzoni del rock psichedelico è "Somebody to love", un successo che ho trovato solo di recente nonostante più o meno già conoscessi la canzone. Partiamo dalla traduzione.
"Quando la verità si scopre esser falsa / E tutta la gioia dentro di te muore / Non vorresti qualcuno da amare? / Non avresti bisogno di qualcuno di amare? / Non ameresti amare qualcuno d'amare? / Sarebbe meglio tu trovassi qualcuno da amare. / Quando i fiori del giardino, baby, sono morti, sì e / La tua mente, la tua mente è così piena di rosso / Non vorresti qualcuno da amare? / Non avresti bisogno di qualcuno di amare? / Non ameresti amare qualcuno d'amare? / Sarebbe meglio tu trovassi qualcuno da amare. / I tuoi occhi, direi che i tuoi occhi potrebbero assomigliare ai suoi / Yeah, ma nella tua testa, baby, mi dispiace, non sai dov'è / Non vorresti qualcuno da amare? / Non avresti bisogno di qualcuno di amare? / Non ameresti amare qualcuno d'amare? / Sarebbe meglio tu trovassi qualcuno da amare. / Le lacrime stanno correndo giù e giù lungo il tuo petto / Ed i tuoi amici, baby ti trattano come un ospite / Non vorresti qualcuno da amare? / Non avresti bisogno di qualcuno di amare? / Non ameresti amare qualcuno d'amare? / Sarebbe meglio tu trovassi qualcuno da amare"
Non vi ha messo una particolare energia questa canzone? Io la adoro!!!
Umore del giorno: grigio... Dopo aver studiato stamattina ho avuto un brutto mal di testa per molte ore ma, peggio, ho scoperto che domani che andrò a Roma, in vista di un concorso, il tempo sarà piovigginoso!
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