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sabato 18 giugno 2011

No, niente di niente

Se vogliamo considerare “Italia’s got talent” un reality, posso dire che è stato l’unico reality che abbia mai visto. E non me ne pento! Tuttavia, lo considero più un programma di intrattenimento come qualunque altro (badate bene che intendo tipo di “Chi vuol essere milionario” o “Paperissima” o “Zelig” o “Da da da”, non certo come i salotti della D’Urso o della Venier). Anche perché se vogliamo confrontare “Italia’s  got talent” con “Il grande fratello” o “L’isola dei famosi” o l’ultimo “Tamarreide” (al quale occorreva la prima puntata in onda per etichettarlo come programma diseducativo?!) le distanze sono abissali!

In ogni caso, oggi non voglio parlare di reality show e talent show e se siano educativi o consigliati. Parlavo di “Italia’s got talent” perché una signora mi colpito con una bellissima canzone francese degli anni ‘60. La canzone è di Edith Piaff e si chiama “Non, je ne regrette rien”.

La canzone si riferisce alla nuova vita che la cantante vuole iniziare senza l’uso di droghe. La traduzione, dato il testo breve, l’ho fatta io e non dovrebbe essere venuta male perché nel francese me la cavo un po’ meglio che nell’inglese, pieno di quei verbi frasali che tanto odio!

“No, niente di niente / no, non rimpiango niente / nè il bene che mi è stato fatto, / nè il male, tutto questo per me va bene lo stesso. / No, niente di niente / no, non rimpiango niente. È stato pagato tutto, spazzato via, dimenticato, / me ne frego del passato. / Con i miei ricordi / ho acceso il fuoco / le mie delusioni, i miei piaceri, / non ho più bisogno di loro! / Spazzati via gli amori, / e tutti i loro tremolii, / spazzati via per sempre, / riparto da zero. / No, niente di niente, / io non rimpiango niente, / perchè la mia vita, perchè le mie gioie / oggi, / cominciano con te.”

Se avete anche voi conti in sospeso col passato, fate come Edith: cancellateli, passateci sopra, prendete gli errori, fateli vostri e ricominciate da capo con una nuova consapevolezza in più. Non è facile, ma dopo potrete ripartire più forti di prima!







No, "rien de rien": questa canzone e la voce della cantante sono stupende!

Umore del giorno: con un bel mal di testa, cercando di capire cosa sia l'equilibrio di Nash prima che la follia di Nash prenda pure me (e stiamo già sulla buona strada!)

Restate in linea!

mercoledì 2 dicembre 2009

Uno su mille



Non vivo una fase della mia vita particolarmente triste, certamente è un po’ tribolata da “dubbi esistenziali”. Il testo di oggi è una sorta di incitamento per me e per tutti a dare il meglio di sé e non scoraggiarsi mai. È sicuramente un testo famoso, ma soffermiamoci a leggerlo. Parlo di “Uno su mille” di Gianni Morandi.

“Se sei a terra non strisciare mai / se ti diranno sei finito… non ci credere / devi contare solo su di te. / Uno
su mille ce la fa
/ ma quanto è dura la salita / in gioco c'è la vita. / Il passato non potrà / tornare uguale mai / forse meglio perché no, tu che ne sai / non hai mai creduto in me / ma dovrai cambiare idea. / La vita è come la marea / ti porta in secca o in alto mare / com'è la luna va. / Non ho barato né bluffato mai / e questa sera ho messo a nudo la mia anima / ho perso tutto ma ho ritrovato me. / Tu non sai che peso ha /
questa musica leggera / ti ci innamori e vivi ma ci puoi morire quando è sera / io di voce ce ne avrei / ma non per gridare aiuto. / Nemmeno tu mi hai mai sentito / mi son tenuto il mio segreto / tu sorda e io ero muto. / Se sei a terra non strisciare mai / Se ti diranno: sei finito… non ci credere / Finchè non suona la campana vai”

Devo dire che sono del tutto d’accordo su questo testo: bisogna contare sulle proprie forze e le proprie capacità e, se abbiamo bisogno, non dobbiamo affatto vergognarci di chiedere aiuto agli amici. Servono anche a questo giusto?! Ed inutile rimuginare sul passato: noi siamo ciò che è stato, ma non bisogna escludere che quel passato non possa darci occasione di vantaggio. E ancora, dobbiamo tutti imparare di più ad ascoltare: è l’aspetto dell’amicizia, è la base per cui un’amicizia funzioni. Far prevalere il tu e l’aiuto, perché la reciprocità c’è se si dà. 

Da cattolico praticante, il bello dell’avvento è che ci prepariamo per la venuta del Bambino Gesù. La preparazione è un percorso di crescita interiore e di predisposizione verso il prossimo. Per cui perché, magari, non prepararsi impegnandoci di più in questo aspetto di ascolto? Ma confido nel fatto che questo messaggio non è valido solo per i religiosi, ma per tutti.

A presto!