Se vogliamo considerare “Italia’s got talent” un reality, posso dire che è stato l’unico reality che abbia mai visto. E non me ne pento! Tuttavia, lo considero più un programma di intrattenimento come qualunque altro (badate bene che intendo tipo di “Chi vuol essere milionario” o “Paperissima” o “Zelig” o “Da da da”, non certo come i salotti della D’Urso o della Venier). Anche perché se vogliamo confrontare “Italia’s got talent” con “Il grande fratello” o “L’isola dei famosi” o l’ultimo “Tamarreide” (al quale occorreva la prima puntata in onda per etichettarlo come programma diseducativo?!) le distanze sono abissali!
In ogni caso, oggi non voglio parlare di reality show e talent show e se siano educativi o consigliati. Parlavo di “Italia’s got talent” perché una signora mi colpito con una bellissima canzone francese degli anni ‘60. La canzone è di Edith Piaff e si chiama “Non, je ne regrette rien”.
La canzone si riferisce alla nuova vita che la cantante vuole iniziare senza l’uso di droghe. La traduzione, dato il testo breve, l’ho fatta io e non dovrebbe essere venuta male perché nel francese me la cavo un po’ meglio che nell’inglese, pieno di quei verbi frasali che tanto odio!
“No, niente di niente / no, non rimpiango niente / nè il bene che mi è stato fatto, / nè il male, tutto questo per me va bene lo stesso. / No, niente di niente / no, non rimpiango niente. È stato pagato tutto, spazzato via, dimenticato, / me ne frego del passato. / Con i miei ricordi / ho acceso il fuoco / le mie delusioni, i miei piaceri, / non ho più bisogno di loro! / Spazzati via gli amori, / e tutti i loro tremolii, / spazzati via per sempre, / riparto da zero. / No, niente di niente, / io non rimpiango niente, / perchè la mia vita, perchè le mie gioie / oggi, / cominciano con te.”
Se avete anche voi conti in sospeso col passato, fate come Edith: cancellateli, passateci sopra, prendete gli errori, fateli vostri e ricominciate da capo con una nuova consapevolezza in più. Non è facile, ma dopo potrete ripartire più forti di prima!
No, "rien de rien": questa canzone e la voce della cantante sono stupende!
Umore del giorno: con un bel mal di testa, cercando di capire cosa sia l'equilibrio di Nash prima che la follia di Nash prenda pure me (e stiamo già sulla buona strada!)
Restate in linea!
sabato 18 giugno 2011
mercoledì 15 giugno 2011
La canzone pigra
Volevo iniziare dicendo che sono riuscito a ricreare il riquadro con alcuni video di canzoni hip-hop che mi piacciono in questo momento, proprio come lo avevo nel precedente Windows Live Space.
Venendo a oggi, questa mezza giornata la dedico all'ozio. Ieri ho fatto l'esame di diritto amministrativo e per stamattina voglio restare un po' senza far niente, mentre oggi pomeriggio tornerò sui libri per il prossimo esame. La fortuna vuole che una canzone che sta spopolando in questo momento parli di un'altra persona che oggi non ha voglia di fare niente come me. La canzone è "Lazy song" di Bruno Mars.
"Oggi non mi sento di fare niente / Voglio solo stare steso nel letto / Non mi va di rispondere al telefono / Perciò lasciate un messaggio dopo il bip / Perché oggi giuro che non farò niente. / Tirerò su i piedi e fisserò la ventola / Accenderò la TV / Mi metterò la mano nei pantaloni / Nessuno mi dirà che non posso. / Resterò steso sul divano raggomitolato nella mia coperta con le maniche / Metterò su MTV che mi insegnerà come fare l’hip-hop / Perché nel mio castello sono fuori di testa. / Oh Oh / Si, l’ho detto / L’ho detto / L’ho detto perché posso farlo. / Domani mi sveglierò e farò un po’ di P90X [Power 90 Extreme, sistema di esercizi fisici da camera,ndt] Incontrerò una ragazza veramente carina, faremo del bel sesso / E lei urlerà “questo è grandioso” (Oh mio dio, questo è grandioso) / Yeaaah. / Potrei fare casino e prendermi la laurea / Scommetto che il mio vecchio sarebbe così orgoglioso di me / Ma mi dispiace, papà, dovrai aspettare / Oh Oh. / No, non mi pettinerò i capelli / Perché non andrò da nessuna parte / No No No No No No No No No / Oh. / Mi pavoneggerò nell’abito del mio compleanno / E lo lascerò tutto pendere"
Esatto, stamattina non farò niente! Ho fatto solo quello che mi piace: ho letto la Gazzetta, il Sole 24 ore e tra un po' leggerò Il Fatto; ho sentito canzoni e alcune le ho stonate a voce alta; sto scrivendo sul blog perchè non mi pesa; e poi resterò a giocare al pc finchè l'ora di pranzo non sopraggiungerà. Solo verso le 4 mi incontrerò con altri per studiare insieme.
Una frase solo volevo sottolineare perchè me la sento particolarmente vicina. No, non quella dei pantaloni! :p Mi piace quando dice che potrei prendermi la laurea così mio padre potrà essere orgoglioso di me. Ma anch'io rispondo che mi dispiace ma dovrà attendere e se non mi darò una mossa potrebbe attendere anche molto!
Umore del giorno: felice della mia pigrizia! in fondo, staccare la spina per un po' fa bene
Restate in linea!
Venendo a oggi, questa mezza giornata la dedico all'ozio. Ieri ho fatto l'esame di diritto amministrativo e per stamattina voglio restare un po' senza far niente, mentre oggi pomeriggio tornerò sui libri per il prossimo esame. La fortuna vuole che una canzone che sta spopolando in questo momento parli di un'altra persona che oggi non ha voglia di fare niente come me. La canzone è "Lazy song" di Bruno Mars.
"Oggi non mi sento di fare niente / Voglio solo stare steso nel letto / Non mi va di rispondere al telefono / Perciò lasciate un messaggio dopo il bip / Perché oggi giuro che non farò niente. / Tirerò su i piedi e fisserò la ventola / Accenderò la TV / Mi metterò la mano nei pantaloni / Nessuno mi dirà che non posso. / Resterò steso sul divano raggomitolato nella mia coperta con le maniche / Metterò su MTV che mi insegnerà come fare l’hip-hop / Perché nel mio castello sono fuori di testa. / Oh Oh / Si, l’ho detto / L’ho detto / L’ho detto perché posso farlo. / Domani mi sveglierò e farò un po’ di P90X [Power 90 Extreme, sistema di esercizi fisici da camera,ndt] Incontrerò una ragazza veramente carina, faremo del bel sesso / E lei urlerà “questo è grandioso” (Oh mio dio, questo è grandioso) / Yeaaah. / Potrei fare casino e prendermi la laurea / Scommetto che il mio vecchio sarebbe così orgoglioso di me / Ma mi dispiace, papà, dovrai aspettare / Oh Oh. / No, non mi pettinerò i capelli / Perché non andrò da nessuna parte / No No No No No No No No No / Oh. / Mi pavoneggerò nell’abito del mio compleanno / E lo lascerò tutto pendere"
Esatto, stamattina non farò niente! Ho fatto solo quello che mi piace: ho letto la Gazzetta, il Sole 24 ore e tra un po' leggerò Il Fatto; ho sentito canzoni e alcune le ho stonate a voce alta; sto scrivendo sul blog perchè non mi pesa; e poi resterò a giocare al pc finchè l'ora di pranzo non sopraggiungerà. Solo verso le 4 mi incontrerò con altri per studiare insieme.
Una frase solo volevo sottolineare perchè me la sento particolarmente vicina. No, non quella dei pantaloni! :p Mi piace quando dice che potrei prendermi la laurea così mio padre potrà essere orgoglioso di me. Ma anch'io rispondo che mi dispiace ma dovrà attendere e se non mi darò una mossa potrebbe attendere anche molto!
Umore del giorno: felice della mia pigrizia! in fondo, staccare la spina per un po' fa bene
Restate in linea!
sabato 11 giugno 2011
She's lost control again
Stamattina, anche se avrei dovuto studiare (ma lo farò appena finisco di scrivere qui, promesso!) ho visto il film "Control". Esso è liberamente ispirato alla biografia di Ian Curtis. E molto probabilmente la domanda vi sorgerà spontanea: chi è Ian Curtis?
Beh a meno che non abbiate almeno 35 - 40 o non siate appassionati di post-punk, la risposta ve la dò io. Nel 1976, tre ragazzi accomunati dalla passione per la musica e per i Sex Pistols costituiscono una band, ma sono alla ricerca di un cantante, dopo che un loro amico va a lavorare in un industria locale. Un giovane ragazzo, tale Ian Curtis, appassionato di musica e letteratura, accetta di cantare per loro. E' la nascita dei Stiff Kittens.
Ma i Joy Division? Il gruppo cambia definitivamente nome non appena pubblica il primo EP nel 1978. Da allora inizia il successo nel Regno Unito, ma sorgono anche problemi per Ian, che ha problemi di epilessia e depressione e che si sente in colpa per i tradimenti alla moglie. Nel 1980, a 23 anni, dopo un litigio con la moglie e prima di partire per la tournée negli Stati Uniti, Ian si suicida.
Questa è la storia detta molto sinteticamente. Il film è molto curioso e lo consiglierei. Tuttavia, sarebbe interessante leggere il libro biografico di Ian Curtis "Touching from a Distance", scritto dalla moglie e dal quale il film in parte si distacca.
Sentiamo ora qualcosa di questo gruppo. Sono ancora indeciso tra 3 canzoni: Trasmission, Love will tear us apart e She's lost control. Il primo è anche il primo singolo ufficiale del gruppo, la seconda è la canzone che più di tutte ha avuto successo e il cui titolo è inciso sulla tomba del cantante e l'ultima è quella che musicalmente più mi ha colpito ed è un brano registrato nel 1980 ma che fu pubblicato dopo la morte di Ian Curtis.
Dunque... Vada per "She's lost control". Se poi vi piacerà questa, sentite tutte le altre! I testi (scritti di Ian) sono, comunque, tutti interessanti e nient'affatto insulsi. Questo, per esempio, parla di un attacco di epilessia che ha colpito una ragazza sotto gli occhi di Ian Curtis.
"La confusione nei suoi occhi dice tutto. / Ha di nuovo perso il controllo. / E si aggrappa al primo passante, / Ha perso il controllo. / E ha diffuso i segreti del suo passato / E ha detto ho di nuovo perso il controllo, / E una voce che le diceva dove e quando agire, / Ha detto ho di nuovo perso il controllo. / E si è girata verso di me e mi ha preso per mano e mi ha detto, / Ho di nuovo perso il controllo. / E in ostaggio sul pavimento, credevo che sarebbe morta. / Ha detto ho perso il controllo. / Ha di nuovo perso il controllo. / Ha perso il controllo. / Ha di nuovo perso il controllo. / Ha perso il controllo. / Beh, ho dovuto telefonare alla sua amica per esporre le mie ragioni / E dire che aveva di nuovo perso il controllo. / E lei ha mostrato tutti gli errori e gli sbagli, / E ha detto ho perso di nuovo il controllo. / Ma si è espressa in molti modi diversi / Finché non ha di nuovo perso il controllo. / E ha camminato sull’orlo di una strada senza via d’uscita / E ha riso, ho di nuovo perso il controllo. / Ha di nuovo perso il controllo. / Ha perso il controllo. / Ha di nuovo perso il controllo. / Ha perso il controllo."
Ultima curiosità. Dopo la morte di Ian Curtis la band continuò a suonare sotto il nome di New Order, di cui abbiamo già sentito una canzone. Abbandonarono, però, il genere gothic che li aveva caratterizzati nei Joy Division e si lanciarono più nella dance, nella new wave e nel synth pop.
Umore del giorno: finisco di sentire qualche altra canzone e devo assolutamente iniziare a prendere in mano i libri
Restate in linea!
Beh a meno che non abbiate almeno 35 - 40 o non siate appassionati di post-punk, la risposta ve la dò io. Nel 1976, tre ragazzi accomunati dalla passione per la musica e per i Sex Pistols costituiscono una band, ma sono alla ricerca di un cantante, dopo che un loro amico va a lavorare in un industria locale. Un giovane ragazzo, tale Ian Curtis, appassionato di musica e letteratura, accetta di cantare per loro. E' la nascita dei Stiff Kittens.
Ma i Joy Division? Il gruppo cambia definitivamente nome non appena pubblica il primo EP nel 1978. Da allora inizia il successo nel Regno Unito, ma sorgono anche problemi per Ian, che ha problemi di epilessia e depressione e che si sente in colpa per i tradimenti alla moglie. Nel 1980, a 23 anni, dopo un litigio con la moglie e prima di partire per la tournée negli Stati Uniti, Ian si suicida.
Questa è la storia detta molto sinteticamente. Il film è molto curioso e lo consiglierei. Tuttavia, sarebbe interessante leggere il libro biografico di Ian Curtis "Touching from a Distance", scritto dalla moglie e dal quale il film in parte si distacca.
Sentiamo ora qualcosa di questo gruppo. Sono ancora indeciso tra 3 canzoni: Trasmission, Love will tear us apart e She's lost control. Il primo è anche il primo singolo ufficiale del gruppo, la seconda è la canzone che più di tutte ha avuto successo e il cui titolo è inciso sulla tomba del cantante e l'ultima è quella che musicalmente più mi ha colpito ed è un brano registrato nel 1980 ma che fu pubblicato dopo la morte di Ian Curtis.
Dunque... Vada per "She's lost control". Se poi vi piacerà questa, sentite tutte le altre! I testi (scritti di Ian) sono, comunque, tutti interessanti e nient'affatto insulsi. Questo, per esempio, parla di un attacco di epilessia che ha colpito una ragazza sotto gli occhi di Ian Curtis.
"La confusione nei suoi occhi dice tutto. / Ha di nuovo perso il controllo. / E si aggrappa al primo passante, / Ha perso il controllo. / E ha diffuso i segreti del suo passato / E ha detto ho di nuovo perso il controllo, / E una voce che le diceva dove e quando agire, / Ha detto ho di nuovo perso il controllo. / E si è girata verso di me e mi ha preso per mano e mi ha detto, / Ho di nuovo perso il controllo. / E in ostaggio sul pavimento, credevo che sarebbe morta. / Ha detto ho perso il controllo. / Ha di nuovo perso il controllo. / Ha perso il controllo. / Ha di nuovo perso il controllo. / Ha perso il controllo. / Beh, ho dovuto telefonare alla sua amica per esporre le mie ragioni / E dire che aveva di nuovo perso il controllo. / E lei ha mostrato tutti gli errori e gli sbagli, / E ha detto ho perso di nuovo il controllo. / Ma si è espressa in molti modi diversi / Finché non ha di nuovo perso il controllo. / E ha camminato sull’orlo di una strada senza via d’uscita / E ha riso, ho di nuovo perso il controllo. / Ha di nuovo perso il controllo. / Ha perso il controllo. / Ha di nuovo perso il controllo. / Ha perso il controllo."
Ultima curiosità. Dopo la morte di Ian Curtis la band continuò a suonare sotto il nome di New Order, di cui abbiamo già sentito una canzone. Abbandonarono, però, il genere gothic che li aveva caratterizzati nei Joy Division e si lanciarono più nella dance, nella new wave e nel synth pop.
Umore del giorno: finisco di sentire qualche altra canzone e devo assolutamente iniziare a prendere in mano i libri
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giovedì 9 giugno 2011
Odio gli indifferenti
Questi sono gli ultimi di attesa giorni prima che il popolo italiano si esprima su quattro quesiti referendari. Non entrerò in questioni politiche, come da mia "politica" (scusate il gioco di parole, ma volevo farlo!). Mi voglio soffermare solo su un testo di Antonio Gramsci, che invita tutti e sempre a parteggiare e sentirsi dentro la vita democratica.
Ultimamente, ho guardato con occhi sempre più diffidenti verso la politica e i politici e mi sono convinto che in caso di elezioni non avrei votato perchè non sento nessun ideale vicino al mio. O, meglio, gli ideali ci sono, ma i fatti no! Tuttavia, il referendum di domenica e lunedì prossimi prescindono dal un colore politico e rappresentano una delle forme di democrazia dal popolo che abbiamo.
Il testo di seguito, che hanno letto anche Luca e Paolo all'ultimo festival di Sanremo, è preso dal libro "Città futura" di Antonio Gramsci.
"O dio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che “vivere vuol dire essere partigiani”. Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. L'Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. È la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; e ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all’iniziativa dei pochi che operano, quanto all’indifferenza, all’assenteismo dei molti. (...) I più di costoro, invece, ad avvenimenti compiuti, preferiscono parlare di fallimenti ideali, di programmi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze. Ricominciano così la loro assenza da ogni responsabilità. E non già che non vedano chiaro nelle cose, e che qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi più urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti. Ma queste soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla vita collettiva non è animato da alcuna luce morale; è prodotto di curiosità intellettuale, non di pungente senso di una responsabilità storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze di nessun genere.
Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano.
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti."
Se non diamo una scelta non potremo mai lamentarci perchè noi siamo i primi ad aver determinato la vittoria dell'ideale che meno ci rappresenta. Alcuni partiti e alcuni politici invitano all'astensione, ama vogliono il loro gioco, vogliono quello che pensano loro. Volete che le leggi dei quesiti referendari restino così come sono? Bene, recatevi al seggio e barrate la casella col no!
Pensavo che l'indifferenza fosse un segnale alle istituzioni pubbliche per dire che tutto è sbagliato e che la mi fiducia nello Stato è bassa. Be', è sbagliato il mio ragionamento perchè potremmo anche ragionare tutti così, ma finchè ci saranno persone non indifferenti e che vogliono decidere per sè e per i propri figli, questi avranno vinto. E gli indifferenti non potranno fare o dire niente perchè hanno scelto la strada che, per loro, sembrava più comoda e che si è rivelata sbagliata.
Insomma, volete dire la vostra? Iniziate con l'esprimervi domenica e lunedì. Non lasciatevi influenzare da cosa dice un politico o un altro: la decisione è vostra! Il VOTO E' PERSONALE E LIBERO (art. 48 comma 2 della Costituzione)!
Ultimo pensiero: è stato fatto lo schifo (e questa mia opinione concedetemela) di separare il referendum dalle elezioni amministrative, con un'ulteriore impiego di risorse finanziarie (già scarse) di 350 milioni. Ora, questi soldi potevano benissimo essere impiegati in altro, volete, quindi, che questi 350 milioni vengano sprecati??? Riflettete su tutto!
Umore del giorno: non buono: mio padre ha bisogno di aiuto ma non si rende conto che io sto studiando (va beh questo intervento è come una pausa) e il tempo scarseggia!
Restate in linea!
Ultimamente, ho guardato con occhi sempre più diffidenti verso la politica e i politici e mi sono convinto che in caso di elezioni non avrei votato perchè non sento nessun ideale vicino al mio. O, meglio, gli ideali ci sono, ma i fatti no! Tuttavia, il referendum di domenica e lunedì prossimi prescindono dal un colore politico e rappresentano una delle forme di democrazia dal popolo che abbiamo.
Il testo di seguito, che hanno letto anche Luca e Paolo all'ultimo festival di Sanremo, è preso dal libro "Città futura" di Antonio Gramsci.
"O dio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che “vivere vuol dire essere partigiani”. Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. L'Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. È la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; e ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all’iniziativa dei pochi che operano, quanto all’indifferenza, all’assenteismo dei molti. (...) I più di costoro, invece, ad avvenimenti compiuti, preferiscono parlare di fallimenti ideali, di programmi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze. Ricominciano così la loro assenza da ogni responsabilità. E non già che non vedano chiaro nelle cose, e che qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi più urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti. Ma queste soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla vita collettiva non è animato da alcuna luce morale; è prodotto di curiosità intellettuale, non di pungente senso di una responsabilità storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze di nessun genere.
Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano.
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti."
Se non diamo una scelta non potremo mai lamentarci perchè noi siamo i primi ad aver determinato la vittoria dell'ideale che meno ci rappresenta. Alcuni partiti e alcuni politici invitano all'astensione, ama vogliono il loro gioco, vogliono quello che pensano loro. Volete che le leggi dei quesiti referendari restino così come sono? Bene, recatevi al seggio e barrate la casella col no!
Pensavo che l'indifferenza fosse un segnale alle istituzioni pubbliche per dire che tutto è sbagliato e che la mi fiducia nello Stato è bassa. Be', è sbagliato il mio ragionamento perchè potremmo anche ragionare tutti così, ma finchè ci saranno persone non indifferenti e che vogliono decidere per sè e per i propri figli, questi avranno vinto. E gli indifferenti non potranno fare o dire niente perchè hanno scelto la strada che, per loro, sembrava più comoda e che si è rivelata sbagliata.
Insomma, volete dire la vostra? Iniziate con l'esprimervi domenica e lunedì. Non lasciatevi influenzare da cosa dice un politico o un altro: la decisione è vostra! Il VOTO E' PERSONALE E LIBERO (art. 48 comma 2 della Costituzione)!
Ultimo pensiero: è stato fatto lo schifo (e questa mia opinione concedetemela) di separare il referendum dalle elezioni amministrative, con un'ulteriore impiego di risorse finanziarie (già scarse) di 350 milioni. Ora, questi soldi potevano benissimo essere impiegati in altro, volete, quindi, che questi 350 milioni vengano sprecati??? Riflettete su tutto!
Umore del giorno: non buono: mio padre ha bisogno di aiuto ma non si rende conto che io sto studiando (va beh questo intervento è come una pausa) e il tempo scarseggia!
Restate in linea!
sabato 4 giugno 2011
Azzurro
A volte mi sembra che quel "pessimismo cosmico", che credevo di aver abbandonato tempo fa, ritorni. E oggi mi sembra addirittura di essere tornato a 4 anni fa. Ma per fortuna, ciò che non mi ha ucciso mi ha reso più forte e mi ha fatto fronteggiare meglio la situazione.
Andando alla nostra settimana dedicata all'Italia, eccezionalmente per questo sabato ci sarà una canzone italiana. Ma con una caratteristica particolare: è una delle canzoni più apprezzate all'estero, addirittura più di "O sole mio" e "nel blu dipinto di blu". La statistica naturalmente non l'ho fatta io, ma l'ho trovata navigando su internet.
Insomma, rompiamo gli indugi e annunciamo questa interessante canzone: "Azzurro" di Adriano Celentano! Ebbene sì! La cosa che mi ha meravigliato è che oltre i nostri confini piacciono molto Celentano e Albano. E a questo punto non mi meraviglierei se la nostra musica non ha tanto successo! No, suvvia scherzo! A me, Adriano piace molto.
E per non dare tutto scontato, leggiamo il testo, abbastanza estivo tra l'altro.
"Cerco l'estate tutto l'anno / e all'improvviso eccola qua. / Lei è partita per le spiagge / e sono solo quassù in città, / sento fischiare sopra i tetti / un aeroplano che se ne va. / Azzurro, / il pomeriggio è troppo azzurro / e lungo per me. / Mi accorgo / di non avere più risorse, / senza di te, / e allora / io quasi quasi prendo il treno / e vengo, vengo da te, / ma il treno dei desideri / nei miei pensieri all'incontrario va. / Sembra quand'ero all'oratorio, / con tanto sole, tanti anni fa. / Quelle domeniche da solo / in un cortile, a passeggiar... / ora mi annoio più di allora, / neanche un prete per chiacchierar... / Cerco un po' d'Africa in giardino, / tra l'oleandro e il baobab, / come facevo da bambino, / ma qui c'è gente, non si può più, / stanno innaffiando le tue rose, / non c'è il leone, chissà dov'è..."
E, poichè parliamo di una canzone dell'appuntamento del sabato, non può mancare il video (non originale, perchè non l'ho trovato!)
E' sabato, è estate, è la settimana che dedico all'Italia!
Umore del giorno: con quella punta di amaro in bocca (che poi magari potrebbe non essere niente), ho comunque tanta voglia di svagarmi!
Restate in linea!
Andando alla nostra settimana dedicata all'Italia, eccezionalmente per questo sabato ci sarà una canzone italiana. Ma con una caratteristica particolare: è una delle canzoni più apprezzate all'estero, addirittura più di "O sole mio" e "nel blu dipinto di blu". La statistica naturalmente non l'ho fatta io, ma l'ho trovata navigando su internet.
Insomma, rompiamo gli indugi e annunciamo questa interessante canzone: "Azzurro" di Adriano Celentano! Ebbene sì! La cosa che mi ha meravigliato è che oltre i nostri confini piacciono molto Celentano e Albano. E a questo punto non mi meraviglierei se la nostra musica non ha tanto successo! No, suvvia scherzo! A me, Adriano piace molto.
E per non dare tutto scontato, leggiamo il testo, abbastanza estivo tra l'altro.
"Cerco l'estate tutto l'anno / e all'improvviso eccola qua. / Lei è partita per le spiagge / e sono solo quassù in città, / sento fischiare sopra i tetti / un aeroplano che se ne va. / Azzurro, / il pomeriggio è troppo azzurro / e lungo per me. / Mi accorgo / di non avere più risorse, / senza di te, / e allora / io quasi quasi prendo il treno / e vengo, vengo da te, / ma il treno dei desideri / nei miei pensieri all'incontrario va. / Sembra quand'ero all'oratorio, / con tanto sole, tanti anni fa. / Quelle domeniche da solo / in un cortile, a passeggiar... / ora mi annoio più di allora, / neanche un prete per chiacchierar... / Cerco un po' d'Africa in giardino, / tra l'oleandro e il baobab, / come facevo da bambino, / ma qui c'è gente, non si può più, / stanno innaffiando le tue rose, / non c'è il leone, chissà dov'è..."
E, poichè parliamo di una canzone dell'appuntamento del sabato, non può mancare il video (non originale, perchè non l'ho trovato!)
E' sabato, è estate, è la settimana che dedico all'Italia!
Umore del giorno: con quella punta di amaro in bocca (che poi magari potrebbe non essere niente), ho comunque tanta voglia di svagarmi!
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venerdì 3 giugno 2011
Auguri Repubblica!
Ripresi dalla festa di ieri? Ieri, con la famiglia sono andato a pulire in campagna per la consueta gita fuori porta... di casa! -.-" A parte gli scherzi, ieri era una giornata molto importante per la nostra nazione. Si ricordava la scelta che, 65 anni fa, i nostri genitori o nonni e bisnonni hanno fatto tra repubblica o monarchia. E la scelta finale fu per la prima, evidentemente!
Oggi, però, (anche se dovevo farlo ieri ma non ho avuto il tempo nè il computer) non sono qui a ripercorrere le fasi storiche del referendum, anche se sarebbe interessante. Voglio dedicare questa settimana, nonostante siamo pressoché verso la fine, all'Italia! Niente di pesante, promesso.
Il 2 giugno, oltre a essere la festa della Repubblica, è tristemente ricordato per la morte di Rino Gaetano in un incidente automobilistico. A causa delle ferite gravi riportate nell'incidente, fu respinto da 5 ospedali. Sono passati 30 anni oramai, ma fortunatamente il suo ricordo è ancora piuttosto vivo. E io voglio ricordarlo oggi per una delle sue canzoni più famose (e tristemente rifatta da Giusy Ferreri): "Ma il cielo è sempre più blu".
"Che c'azzecca con l'Italia"?! In questa canzone abbiamo uno spaccato ancora tutto attuale della società italiana: leggete un po'.
"Chi vive in baracca, chi suda il salario / chi ama l'amore e i sogni di gloria / chi ruba pensioni, chi ha scarsa memoria / Chi mangia una volta, chi tira al bersaglio / chi vuole l'aumento, chi gioca a Sanremo / chi porta gli occhiali, chi va sotto un treno / Chi ama la zia chi va a Porta Pia / chi trova scontato, chi come ha trovato / na na na na na na na na na / Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, / ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh... / Chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo / chi gioca coi fili chi ha fatto l'indiano / chi fa il contadino, chi spazza i cortili / chi ruba, chi lotta, chi ha fatto la spia / na na na na na na na na na / Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, / ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh... / Chi è assunto alla Zecca, chi ha fatto cilecca / chi ha crisi interiori, chi scava nei cuori / chi legge la mano, chi regna sovrano / chi suda, chi lotta, chi mangia una volta / chi gli manca la casa, chi vive da solo / chi prende assai poco, chi gioca col fuoco / chi vive in Calabria, chi vive d'amore / chi ha fatto la guerra, chi prende i sessanta / chi arriva agli ottanta, chi muore al lavoro / na na na na na na na na na / Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, / ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, / ma il cielo è sempre più blu / Chi è assicurato, chi è stato multato / chi possiede ed è avuto, chi va in farmacia / chi è morto di invidia o di gelosia / chi ha torto o ragione,chi è Napoleone / chi grida "al ladro!", chi ha l'antifurto / chi ha fatto un bel quadro, chi scrive sui muri / chi reagisce d'istinto, chi ha perso, chi ha vinto / chi mangia una volta,chi vuole l'aumento / chi cambia la barca felice e contento / chi come ha trovato,chi tutto sommato / chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo / chi parte per Beirut e ha in tasca un miliardo / chi è stato multato, chi odia i terroni / chi canta Prévert, chi copia Baglioni / chi fa il contadino, chi ha fatto la spia / chi è morto d'invidia o di gelosia / chi legge la mano, chi vende amuleti / chi scrive poesie, chi tira le reti / chi mangia patate, chi beve un bicchiere / chi solo ogni tanto, chi tutte le sere / na na na na na na na na na / Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, / ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh…"
Eh lo so, un po' si fa fatica a leggere il testo senza iniziare a canticchiarla! Ma, in aggiunta al testo che conosciamo noi, volevo aggiungervi due versi che gli furono censurati nella versione originale perchè "di troppo". "Chi tira la bomba/chi nasconde la mano" si riferisce evidentemente al periodo del terrore e delle Brigate Rosse, mentre "chi canta Baglioni/chi rompe i coglioni" sarà stata giudicata volgare, ma secondo me sarebbe stata ugualmente apprezzata.
Non deve essere scomodo ciò che non fa piacere sentire, ma deve essere detto tutto ciò che, a meno che non sia inutilmente volgare, può aiutare a far prendere coscienza a una persona. Magari quel secondo verso della canzone poteva essere ben tolto, ma se è nello stile del cantante essere diretto non si dovrebbe privarlo della libera espressione. A maggior ragione sul primo verso, quello delle bombe, bisognava lasciare i versi perchè mostrava la vigliaccheria di certi fanatici. Tuttavia, come dice Rino "ma il cielo è sempre più blu"!
Ora aggiungerei che questo non è un verso da intendere nel segno negativo, cioè di rassegnazione, ma bisogna intenderlo come, nonostante situazioni particolari e difficili, le persone lottano e cercano di avere il meglio che possano. Ho detto che lo aggiungerei col condizionale e l'ho fatto, ma non approfondisco perchè ho promesso di non essere pesante. Tuttavia, per la prossima settimana potrei tornare su questo argomento (anche perchè ci si avvicina ai referendum e qualche parola vorrei spiaccicarla) ;)
Umore del giorno: dopo questa piccola evasione nel blog si inizia a studiare!
Restate in linea!
Oggi, però, (anche se dovevo farlo ieri ma non ho avuto il tempo nè il computer) non sono qui a ripercorrere le fasi storiche del referendum, anche se sarebbe interessante. Voglio dedicare questa settimana, nonostante siamo pressoché verso la fine, all'Italia! Niente di pesante, promesso.
Il 2 giugno, oltre a essere la festa della Repubblica, è tristemente ricordato per la morte di Rino Gaetano in un incidente automobilistico. A causa delle ferite gravi riportate nell'incidente, fu respinto da 5 ospedali. Sono passati 30 anni oramai, ma fortunatamente il suo ricordo è ancora piuttosto vivo. E io voglio ricordarlo oggi per una delle sue canzoni più famose (e tristemente rifatta da Giusy Ferreri): "Ma il cielo è sempre più blu".
"Che c'azzecca con l'Italia"?! In questa canzone abbiamo uno spaccato ancora tutto attuale della società italiana: leggete un po'.
"Chi vive in baracca, chi suda il salario / chi ama l'amore e i sogni di gloria / chi ruba pensioni, chi ha scarsa memoria / Chi mangia una volta, chi tira al bersaglio / chi vuole l'aumento, chi gioca a Sanremo / chi porta gli occhiali, chi va sotto un treno / Chi ama la zia chi va a Porta Pia / chi trova scontato, chi come ha trovato / na na na na na na na na na / Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, / ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh... / Chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo / chi gioca coi fili chi ha fatto l'indiano / chi fa il contadino, chi spazza i cortili / chi ruba, chi lotta, chi ha fatto la spia / na na na na na na na na na / Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, / ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh... / Chi è assunto alla Zecca, chi ha fatto cilecca / chi ha crisi interiori, chi scava nei cuori / chi legge la mano, chi regna sovrano / chi suda, chi lotta, chi mangia una volta / chi gli manca la casa, chi vive da solo / chi prende assai poco, chi gioca col fuoco / chi vive in Calabria, chi vive d'amore / chi ha fatto la guerra, chi prende i sessanta / chi arriva agli ottanta, chi muore al lavoro / na na na na na na na na na / Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, / ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, / ma il cielo è sempre più blu / Chi è assicurato, chi è stato multato / chi possiede ed è avuto, chi va in farmacia / chi è morto di invidia o di gelosia / chi ha torto o ragione,chi è Napoleone / chi grida "al ladro!", chi ha l'antifurto / chi ha fatto un bel quadro, chi scrive sui muri / chi reagisce d'istinto, chi ha perso, chi ha vinto / chi mangia una volta,chi vuole l'aumento / chi cambia la barca felice e contento / chi come ha trovato,chi tutto sommato / chi sogna i milioni, chi gioca d'azzardo / chi parte per Beirut e ha in tasca un miliardo / chi è stato multato, chi odia i terroni / chi canta Prévert, chi copia Baglioni / chi fa il contadino, chi ha fatto la spia / chi è morto d'invidia o di gelosia / chi legge la mano, chi vende amuleti / chi scrive poesie, chi tira le reti / chi mangia patate, chi beve un bicchiere / chi solo ogni tanto, chi tutte le sere / na na na na na na na na na / Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, / ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh, uh uh…"
Eh lo so, un po' si fa fatica a leggere il testo senza iniziare a canticchiarla! Ma, in aggiunta al testo che conosciamo noi, volevo aggiungervi due versi che gli furono censurati nella versione originale perchè "di troppo". "Chi tira la bomba/chi nasconde la mano" si riferisce evidentemente al periodo del terrore e delle Brigate Rosse, mentre "chi canta Baglioni/chi rompe i coglioni" sarà stata giudicata volgare, ma secondo me sarebbe stata ugualmente apprezzata.
Non deve essere scomodo ciò che non fa piacere sentire, ma deve essere detto tutto ciò che, a meno che non sia inutilmente volgare, può aiutare a far prendere coscienza a una persona. Magari quel secondo verso della canzone poteva essere ben tolto, ma se è nello stile del cantante essere diretto non si dovrebbe privarlo della libera espressione. A maggior ragione sul primo verso, quello delle bombe, bisognava lasciare i versi perchè mostrava la vigliaccheria di certi fanatici. Tuttavia, come dice Rino "ma il cielo è sempre più blu"!
Ora aggiungerei che questo non è un verso da intendere nel segno negativo, cioè di rassegnazione, ma bisogna intenderlo come, nonostante situazioni particolari e difficili, le persone lottano e cercano di avere il meglio che possano. Ho detto che lo aggiungerei col condizionale e l'ho fatto, ma non approfondisco perchè ho promesso di non essere pesante. Tuttavia, per la prossima settimana potrei tornare su questo argomento (anche perchè ci si avvicina ai referendum e qualche parola vorrei spiaccicarla) ;)
Umore del giorno: dopo questa piccola evasione nel blog si inizia a studiare!
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