L'ultima volta che sono andato ad Ancona per il concorso, aspettando di prendere il treno, ho deciso di farmi un giro nella città alla ricerca di monumenti e luoghi di interesse. Mentre percorrevo il lungomare, ho trovato un ragazzo affacciato alla balconata del lungomare che vedeva il porto e ciò che si svolgeva al di sotto della balconata. Erano circa le 2:30 del pomeriggio e, sotto il caldo, mi sono chiesto cosa mai trovasse di interessante questo ragazzo nel restare affacciato a vedere cosa succedeva lì sotto.
Questo episodio mi è rimasto così impresso che oggi pomeriggio, in un momento di noia, mentre mio fratello usava il pc (serviva anche a me per studiare per il prossimo concorso, ma l'ho ceduto altrimenti non mi sarei più staccato io), ho deciso di affacciarmi anche io dal balcone di casa e vedere cosa c'è di così "emozionante" nel rimanere affacciati a guardare il resto del mondo muoversi.
Bene, in una sorta di paradosso, ma anche di continuità in un certo senso, con la giornata di oggi, Giornata Mondiale dei Lavoratori, proverò a lanciarmi in una sorta di "Elogio dell'ozio, affaciandosi dal balcone", un po' come fece Robert Stevenson nell'"Elogio dell'ozio".
Vedete, oziare in fin dei conti non è così pessimo o spregevole. Ho cercato su Wikipedia come potrei definire l'ozio (sì, questa attività va contro ogni principio di ozio) e viene descritto come un'ATTIVITA' (quasi per assurdo!) intellettuale eccetera eccetera. E non posso dare torto a questa definizione perchè stando sul balcone a guardare cosa succedeva giù impegnava comunque la mia mente in pensieri.
Innanzitutto cosa guardavo... C'erano macchine che passavano da un senso e dall'altro. Stasera c'era meno confusione del solito poichè non è una giornata lavorativa. E poi c'erano persone che camminavano, passeggiavano, ragazzi che chiacchieravano e tutti che apparentemente si dirigevano con uno scopo da un punto all'altro. E già questo è un concetto pieno in sé perchè guardandoli ti chiedi "dove vanno tutte queste persone?", "cosa li muove?", "a cosa stanno pensando?" e "qual è il loro umore ora?". Sono cose stupide, magari, perchè sappiamo che tutti pensiamo, tutti facciamo qualcosa per qualche motivo (se avete obiezioni... beh effettivamente le ho anche io) e tutti siamo condizionati dal nostro umore nelle cose che facciamo. Ma ci avete mai fatto caso? Quante volte vedendo una persona vi siete posti tutte queste domande? Poche, al massimo una.
Bene, abbiamo trovato un aspetto dell'ozio. Un'attività ancora più estrema, più pazzesca di quanto fosse già quella precedente, mi porta a immaginare la vita di quelle minuscole persone che vedo dall'alto. Immagino che magari la madre col passeggino appresso stia pensando a dover fare le commissioni al più presto perchè a breve il figlio dovrà fare la sua poppata. Oppure il ragazzino che ride con l'amico sta pensando a quanto stupida sia stata quella battuta...
E poi ti prende immancabile quella punta di esistenzialismo finale e ti chiedi a quale fine ultimo ogni sforzo di ciascuno, ma in questo il pensiero si perde. Allora con la faccia da ebete per il troppo sforzo (forse anche perchè il sole che tramonta di fronte ha fatto il suo corso su quei pochi neuroni che cercavano di funzionare), guardi, con occhi affascinati, il mondo che sotto di te evolve (o si avviluppa).
Adesso o domani provate anche voi. Ne sarete capaci? Che pensieri vi stimola? Solo per concludere, un breve periodo di Stevenson nel suo "Elogio dell'ozio".
"L'attività frenetica, a scuola o in università, in chiesa o al mercato, è sintomo di scarsa voglia di vivere. La capacità di stare in ozio implica una disponibilità e un desiderio universale, e un forte senso d'identità personale. C'è in giro molta gente mediocre, semi-viva, che a malapena è consapevole di vivere, se non nell'esercizio di qualche occupazione convenzionale. Portate queste persone in campagna o a bordo di una nave, vedrete come rimpiangeranno la loro scrivania o il loro studio. Non hanno curiosità; non sanno abbandonarsi alle sollecitazioni del Caso; non provano piacere nell'esercizio delle loro facoltà se non hanno uno scopo. E se la necessità non girovagasse intorno a loro con un bastone, starebbero proprio immobili."
Siete di quest'ultima categoria voi? Commentate la vostra esperienza! ;)
Umore del giorno: devo ammettere che restare a guardare il mondo dal balcone mi ha anche un po' rilassato!
Al prossimo post!
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martedì 1 maggio 2012
venerdì 29 ottobre 2010
Strong
Prima di chiudere la settimana con l’appuntamento di domani, qualcosa prima voglio scriverla. In realtà, mercoledì ero a Roma per un concorso e nel treno, mentre tornavo, vevo iniziato a scrivere qualcosa. Ma mi sono interrotto perché ero così stanco che tutto quello che scrivevo mi sembrava sconnesso.
Oggi scrivo e vi porto un bel testo di Robbie Williams. L’uscita del suo “In and out of consciouness”, che raccoglie tutte le sue canzoni più due inediti, mi ha fatto ricordare di due traduzioni niente male che non necessariamente verranno di seguito.
Per stasera, comunque, “Strong” è certa!
“Il mio fiato puzza di mille sigarette / e quando sono ubriaco ballo come mio papà / Ho iniziato a vestire un po’ come lui / La mattina presto quando mi sveglio / Sembro i Kiss ma senza make-up / ed é un buon modo per portarlo. / E tu sai e tu sai / perché la mia vita é un casino / e sto cercando di crescere prima / di essere vecchio voglio confessarlo. / Tu pensi che sono forte ma ti sbagli / ti sbagli / canterò la mia canzone, la mia canzone. / Il mio letto é pieno di take-aways e fantasie / di facili scopate / il tasto pausa é rotto sul mio video / ed é vero perché mi sento falso. / Oprah Winfrey Ricki Lake / mi insegna cose che non ho bisogno di sapere. / Se rinasco mi faccio suora / La pioggia non é mai stata cosi fredda quando ero giovane / sono ancora giovane, siamo ancora giovani / La vita é troppo corta per aver paura / Un passo nel sole / La vita é troppo breve per aver paura / Allora prendi una pillola per intorpidire la sofferenza / Non devi prenderti la colpa.”
Mi piace questa canzone perché dice una verità: all’esterno possiamo sembrare le persone più sicure del mondo, delle rocce che sanno cosa vogliono e sanno come rispondere a tutte le difficoltà che si presentano. Ma nell’intimo, poi, sappiamo che “la mia vita è un casino”.
E riaffiora sempre quella paura di crescere, velata da un ostentato menefreghismo e celata dalla vita sregolata. E l’inevitabile conclusione che bisogna trarre rimane sempre “la vita è troppo corta per avere paura”.
Umore del giorno: questa canzone per quanto bella musicalmente, mi sta lasciando una certa tristezza per il messaggio di fondo…
E il tempo va…
Oggi scrivo e vi porto un bel testo di Robbie Williams. L’uscita del suo “In and out of consciouness”, che raccoglie tutte le sue canzoni più due inediti, mi ha fatto ricordare di due traduzioni niente male che non necessariamente verranno di seguito.
Per stasera, comunque, “Strong” è certa!
“Il mio fiato puzza di mille sigarette / e quando sono ubriaco ballo come mio papà / Ho iniziato a vestire un po’ come lui / La mattina presto quando mi sveglio / Sembro i Kiss ma senza make-up / ed é un buon modo per portarlo. / E tu sai e tu sai / perché la mia vita é un casino / e sto cercando di crescere prima / di essere vecchio voglio confessarlo. / Tu pensi che sono forte ma ti sbagli / ti sbagli / canterò la mia canzone, la mia canzone. / Il mio letto é pieno di take-aways e fantasie / di facili scopate / il tasto pausa é rotto sul mio video / ed é vero perché mi sento falso. / Oprah Winfrey Ricki Lake / mi insegna cose che non ho bisogno di sapere. / Se rinasco mi faccio suora / La pioggia non é mai stata cosi fredda quando ero giovane / sono ancora giovane, siamo ancora giovani / La vita é troppo corta per aver paura / Un passo nel sole / La vita é troppo breve per aver paura / Allora prendi una pillola per intorpidire la sofferenza / Non devi prenderti la colpa.”
Mi piace questa canzone perché dice una verità: all’esterno possiamo sembrare le persone più sicure del mondo, delle rocce che sanno cosa vogliono e sanno come rispondere a tutte le difficoltà che si presentano. Ma nell’intimo, poi, sappiamo che “la mia vita è un casino”.
E riaffiora sempre quella paura di crescere, velata da un ostentato menefreghismo e celata dalla vita sregolata. E l’inevitabile conclusione che bisogna trarre rimane sempre “la vita è troppo corta per avere paura”.
Umore del giorno: questa canzone per quanto bella musicalmente, mi sta lasciando una certa tristezza per il messaggio di fondo…
E il tempo va…
domenica 25 aprile 2010
Io e Bobby McGee
Vi avevo già accennato al concorso che avrei fatto venerdì. Ebbene, l’ho fatto e il risultato la saprò dal 4 maggio in poi. Orientativamente, non dovrebbe essere andato. E se anche sbagliavo a dare le risposte dicevo tra me e me “tanto anche se sbaglio non mi aspetto certo di fare questo lavoro”. Le ragioni principali sono due: la più importante è che non ho tanta voglia di diventare maresciallo. Certo, è un ottimo posto e stabile, ma non rientrerebbe nelle mie aspirazioni. Potrei anche abbassare queste mie aspirazioni, in secondo luogo, ma se studio e mi piace, perché fermarmi ora, dato anche che
manca (se tutto va bene) un anno e mezzo?
Mio padre è convinto che dovrei farli e io li faccio, ma non mi aspetto davvero molto dagli esiti finali. Né ridurrei il tempo che dedico allo studio (che già è poco) per dedicarmi ai quiz dei concorsi. Può anche essere una mentalità sbagliata la mia, ma per ora sono convinto di voler continuare sulla MIA strada.
Per quanto riguarda la canzone che avrei dovuto postare ieri, voglio dare un tocco un po’ country alla giornata. La canzone si chiama “Me & Bobby McGree” di Janis Joplin.
La prima versione di questa canzone non è molto chiara a chi appartenga, ma il primo ad avere successo con questa fu Roger Miller. Ma nonostante ciò, la versione che più mi è piaciuta è stata quella sul pc. Di Janis Joplin appunto!
Partiamo dalla traduzione, quindi. E per chi non lo sapesse, Bobby McGee è un attore reale!
“Steso sfinito a Baton Rouge / stavo aspettando un treno / quando io mi sentivo sbiadita come i miei jeans /Bobby autostoppava un diesel / appena prima che piovesse / che ci ha portati fino a New Orleans. / Io ho tirato fuori la mia armonica dalla mia bandana rossa sporca / stavo suonando piano mentre Bobby cantava pezzi blues / tenendo il tempo del movimento dei tergicristalli sul parabrezza / Io stavo tenendo la mano di Bobby nella mia / noi cantavamo ogni canzone che conoscono gli automobilisti. / Libertà è giusto un’altra parola / per non lasciar perdere niente / niente non significa niente, oh / se non si è liberi. / Yeah, sentirsi bene era facile, Signore, / quando lui cantava pezzi blues / tu sai che sentirmi bene era abbastanza buono per me / buono abbastanza per me e il mio Bobby McGee. / Dalle miniere di carbone del Kuntucky / al sole della California / yeah, Bobby condivide i segreti della mia anima. / Attraverso ogni tipo di
tempo (atmosferico) / attraverso ogni cosa che facciamo / Yeah, Bobby tesoro, proteggimi dal freddo. / Un giorno vicino Salinas, Signore, / l’ho lasciato scivolare via / lui stava cercando quella casa / e spero che la trovi / io cambierei tutti i
miei domani / per un solo ieri / per tenere il corpo di Bobby stretto al mio. / Libertà è solo un’altra parola / per chi non ha più nient'altro da perdere / niente è tutto ciò che Bobby mi ha lasciato / yeah, sentirsi bene era facile Signore / quando lui cantava pezzi blues / Hey, sentirmi bene era abbastanza buono per me / buono abbastanza per me e il mio Bobby McGee.”
Come si è facilmente capito, l’autore della canzone ha un ammirazione fortissima per Bobby. Ma due frasi mi sono particolarmente piaciute. “Libertà è giusto un’altra parola per non lasciar perdere niente. Niente non significa niente, se non si è liberi.” E poi, “Io cambierei tutti i miei domani per un solo ieri per tenere il corpo di Bobby stretto al mio.” Per quest’ultima frase, se siete fidanzati o innamorati, sostituite il nome di Bobby con il vostro partner. Efficace, no? Rimane, ad ogni modo, una frase molto romantica, secondo me.
Non siete abituati al country, vero? Eppure, alle radio ultimamente stanno dando una canzone proveniente dagli U.S.A. “I need you now” che sta riscontrando molto successo!
Umore del giorno: con sonno, anche se ho dormito un po’
E il tempo va…
sabato 8 agosto 2009
Ogni rosa ha le sue spine
Ho appena letto dell’esito del concorso che ho fatto 3 giorni fa e purtroppo non ce l’ho fatta a superare la prova selettiva. Tristemente, dovrò rassegnarmi a restare anche quest’ano qui a Martina a studiare. Non so, però, se davvero fossi andato a lavorare se avrei continuato a farlo. Ma lì almeno avrei potuto cambiare aria.
Passando alla canzone di oggi, vado su una canzone rock ma dal solo titolo già significativo di per sé. “Every rose has his thorn” dei Poison. Ecco la traduzione.
“Stiamo entrambi stesi in silenzio e immobili / Nel cuore della notte / Sebbene siamo stesi vicini / Dentro ci sentiamo lontani dei miglia. / È stato qualcosa che ho detto o che ho fatto? / Le parole non sono uscite fuori bene? / Sebbene abbia provato a non ferirti / Sebbene abbia provato / Ma penso sia per questo che si dice che / Ogni rosa ha le sue spine / Proprio come ogni notte ha la sua alba / Proprio come ogni cowboy canta la sua triste canzone / Ogni rosa ha le sue spine. / Sì, ce l'ha. / Ascolto la nostra canzone preferita / Che stanno trasmettendo alla radio / Sento il dj dire che l'amore è un gioco che / Facilmente arriva e facilmente finisce / Ma mi chiedo se sa / Se si è mai sentito così / E so che tu saresti qui in qualche modo / Se solo ti avessi fatto sapere in qualche modo / Che penso che / Ogni rosa ha le sue spine / Proprio come ogni notte ha la sua alba / Proprio come ogni cowboy canta la sua triste canzone / Ogni rosa ha le sue spine. / Sebbene ormai sia passato un pò di tempo / Provo ancora tanto dolore / Come un coltello che ti taglia, la ferita guarisce / Ma la cicatrice, quella cicatrice rimane. / So che quella notte avrei potuto salvare un amore / Se avessi saputo cosa dire / Invece di fare l’amore, / Entrambi abbiamo intrapreso strade diverse. / Ma ora sento che hai trovato qualcun altro / E che non sono mai significato così tanto per te / Sentire ciò mi lacera dentro / E vederti mi taglia come un coltello / Penso che / Ogni rosa ha le sue spine / Proprio come ogni notte ha la sua alba / Proprio come ogni cowboy canta la sua triste canzone / Ogni rosa ha le sue spine.”
Ed ecco qui il video ufficiale della canzone:
http://www.youtube.com/watch?v=Eu2DA4I4TGw
La dolcezza del testo arriva alla bellezza della canzone? Me lo auguro, così come vi auguro un buon fine settimana.
A presto!
venerdì 7 agosto 2009
Ritornato da Roma
Sono tornato stamattina alle 7 e 10 dal viaggio a Roma. Il concorso l’ho fatto e spero sia andato bene. Le domande erano piuttosto semplici e spero di riuscire a passare questa prova selettiva, sebbene su 16000 e oltre domande solo i primi 60 potranno passare alla fase successiva del concorso.
Tuttavia, ho sfruttato anche una giornata a Roma, una città bellissima. In parte già la conoscevo, ma ieri l’ho potuta meglio apprezzare con due amiche. Appena arrivati, dopo la colazione, siamo andati in piazza della Repubblica, una grandissima piazza in uno stile bellissimo. Di fronte avevamo la chiesa di Santa Maria degli Angeli, che abbiamo visto solo da fuori, anche se sarebbe stata interessante vederla visto che molti imperatori si sposarono in quella chiesa.
Successivamente siamo andati alla fontana del Tritone, che a dir la verità mia ha lasciata un po’ deluso. Effettivamente mi aspettavo un qualcosa in più…
Non poteva mancare dal nostro viaggio Piazza di Spagna (che secondo me sono solo “inutili” gradini). Era, invece, chiusa la chiesa di Trinità dei monti, in cima alla scalinata.
Sempre con la metropolitana, abbiamo raggiunto Piazza del popolo che mi è piaciuta molto, ma non ho potuto visitare la chiesa di Santa Maria del popolo.
A completamento della mattinata, dalle 9 e mezza alle 12 e mezza, abbiamo trascorso il nostro tempo ai Musei Vaticani. Un aggettivo per descriverli: immensi! Non siamo riusciti ad entrare nella basilica di San Pietro a causa della fila eccessivamente lunga.
In attesa di riprendere il viaggio, intanto, ho visto esteriormente Castel Sant’Angelo e il Palazzo di Giustizia, il cosiddetto Palazzaccio, a causa della sua architettura eccessivamente pesante.
Nel pomeriggio, poi, visitiamo la Piramide Cestia, il Colosseo (immancabile) e il monumento a Vitto Emanuele II. Scatto anche qualche foto alla Colonna Traiana, i fori traianei e i fori imperiali.
Nella sera, quindi, vediamo la Fontana di Trevi e palazzo Madama. Rapida visita al Pantheon, uno dei miei monumenti preferiti a Roma. La ragione è che mi infondono una tale tranquillità e pace interiore che rimarrei ore a guardarli!
Non sono riuscito, invece, a vedere la il paesaggio di Roma dalla cupola di San Pietro o dal Gianicolo, piazza Navona, sede di artisti di strada, e Campo de’ Fiori, la piazza (per me) più commovente di tutte in quanto sede di varie decapitazioni, tra cui la più celebre di tutte: quella di Giordano Bruno. Questi era un filosofo e scrittore, nonché persino frate, ma si dedicò alla studio dell’astrologia e per alcune sue dichiarazioni sull’universo fu dichiarato eretico dalla Santa Sede e arso vivo proprio nella piazza in cui sorge il monumento a lui dedicato.
Risultato di tutto? Dormire in pullman è un’esperienza che non farò più e, quindi, anche se ieri mi è piaciuto un sacco camminare, oggi sono distrutto soprattutto dal sonno.
Stasera massimo le 10 vado a dormire e speriamo di recuperare almeno un po’ di tutto il sonno perso.
A presto!
scritto giovedì 6
sabato 25 luglio 2009
Un cavallo senza nome
Caldo atroce qui in campagna. Ma penso un po’ ovunque. Almeno a Martina! Stanotte ho dormito poco, stasera farò tardi, addio sonno. E tutto colpa di un caldo che non ci dà tregua!
Quanto vorrei che arrivasse (e magari ci fosse sempre) il clima autunnale! Bei colori, magari un po’ malinconici, ma un clima sopportabile.
Questa settimana non ho scritto niente e non è colpa del caldo. Oggi provo a recuperare.
Innanzitutto, c’è una buona notizia per me! Il 5 agosto dovevo andare a Roma per fare un concorso. Poiché sarei dovuto rimanere lì un’intera giornata, sicuramente mi sarei annoiato a passare un’intera giornata in una splendida città, ma da solo. Fortunatamente, e qui c’è la mia buona notizia, non sarò solo! Altre due amiche mi faranno compagnia e so che sarà una giornata indimenticabile. Sto perfino facendo un conto alla rovescia!
Passando, invece, alla canzone di oggi, voglio prima scrivere un pezzetto di attualità della settimana. No, non vi preoccupate, l’esperienza del giornale della scuola è ormai finito, oggi scrivo solo qualcosa che ha a che fare con la canzone anni ’80 che pubblicherò.
La morte di Michael Jackson non smette di far parlare di sé, tra un padre che non è stato incluso nel testamento, un medico che è accusato di aver ucciso il cantante e una ragazza che dice di essere la figlia mai conosciuta, il prossimo colpo di scena vorrà essere un uomo che affermerà di essere discriminato per il colore della pelle?
Ma non sono qui per regalare scoop e dietro le quinte (anche perchè già ci sono quelli che stanno scrivendo autobiografie non autorizzate in cui scrivono di tutto e di più). Io darò una buona notizia, una già sentita varie volte al telegiornale, magari. Michael ci ha lasciato un inedito, che per dirla tutta, in realtà, non è poi così inedito…
Ha infatti inciso, senza mai rilasciarlo, un singolo che riprende una vecchia canzone degli America. Ed ecco qui il collegamento con la canzone di oggi. Il frammento di Michael (dura 25 secondi) si chiama “A place with no name”; la canzone di oggi, invece, è degli America, si chiama “A horse with no name” e fu rilasciata nel 1972. Fu la prima canzone degli America!
Leggete la traduzione perché ha un bel significato.
“Nella prima parte del viaggio / riguardavo tutta la mia vita / C’erano alberi ed uccelli e rocce e cose, / c’era sabbia, colline e catene di montagne. / La prima cosa che incontrai fu una mosca e il suo ronzio / ed un cielo senza nuvole. / Il clima era caldo e il terreno arido, / ma l’aria era piena di suoni. / Ho attraversato il deserto su un cavallo senza nome / Mi sentivo bene lontano dalla pioggia, / nel deserto puoi ricordare il tuo nome / perchè non c’è nessuno che ti causi dolore. / Dopo due giorni sotto il sole del deserto / la mia pelle ha cominciato ad abbronzarsi. / Dopo tre giorni sotto il sole del deserto / guardavo il letto di un fiume / e la storia che raccontava di un fiume che scorreva / mi ha intristito pensando che fosse morto. / Dopo nove giorni, ho liberato il cavallo / perchè il deserto era diventato mare. / C’erano alberi ed uccelli e rocce e cose, / c’era sabbia, colline e catene di montagne. / L’oceano è un deserto con la sua vita sommersa / ed una maschera perfetta sopra / Sotto la città c'è un cuore fatto di terra / ma gli uomini non daranno amore.”
E questa chi la vuol capire, la capisce.
Bella canzone, davvero! E ora, buon week-end!
A presto!
sabato 18 aprile 2009
Quel che ci vuole per me
Stamattina mi sono svegliato particolarmente pensieroso. Tutti i fatti li posso riassumere così. Mercoledì ho fatto un concorso per maresciallo in Marina ad Ancona e non ho superato la fase delle preselezioni. Da martedì notte, quando tornai, mio padre ha iniziato a dirmi che devo cercare di fare sempre concorsi perchè la vita all’università non è per me. Non sono d’accordo, ma non lo accetterà mai, neanche se glielo dirò sempre.
Giovedì sera mi fece vedere un concorso alla Regione Lazio, ma è un posto che non mi interessa e l’ha capito fino alla fine!
E per ora, insomma, sembra che il primo peso, quello di mio padre che secca l’ho tolto.
Il secondo peso è, invece, un po’ più delicato. All’università c’è una ragazza che mi piace tanto, ma non ho il coraggio da andare da lei. Una volta sola ci siamo parlati,scherzando oltretutto, ma poi tutto è continuato come se nulla fosse. In tre (e
forse anche qualcuno di più) mi dicono di farmi sotto, ma io rispondo sempre no.
Questa pressione e pensieri li porto da lunedì mattina. Ciò che mi blocca qui sono tre cose. La prima è che lei mi sembra troppo bella per di re sì a me. Sarà una cosa stupida, ma a me sembra che le ragazze badino a questo punto. La seconda è che lei è di Castellaneta (e non so se addirittura Marina) e raggiungere quel posto da qui, anche ogni sera, non sarebbe affatto uno scherzo. Terzo elemento bloccante è il fatto che forse non mi sento ancora pronto ad affrontare un mondo nuovo fatto di piacere ma anche problemi. Stamattina (alle 5 e 20 circa) mi sono alzato per andare al bagno e ho pensato “io sono un’aquila che vola libera nel cielo”; oggi aggiungo “dopo sarei un canguro in una riserva naturale”.
Bo sarò io che mi complico le cose, ma sembra che non sia ancora maturato del tutto. Anche se gli istinti ce li ho…
Passando, invece alla canzone di oggi, questa è quella che volevo mettere l’altro sabato, ma che non aggiunsi più. Il gruppo è, come si suol dire, “riemerso dalla naftalina (o dalla tomba, a seconda delle usanze)” verso la fine dell’anno scorso, quando hanno inciso una canzone con Ne-Yo e che è balzata alta in classifica solo negli Usa e magari in qualche altro Paese
europeo, che non è l’Italia. La canzone recente è “Single”, mentre quella che voglio farvi sentire oggi è “You got it (The right stuff)”. Loro sono i New Kids on the Block.
La traduzione non l’ho trovata, ma la faccio velocemente io perché sembra meritevole.
“Quel che ci vuole per me. / La prima vola è andata alla grande / la seconda volta è stata una bomba / la terza mi sono innamorato di te / ora spero che duri. / Lo vedo quando tu parli / me lo dici quando tu parli. / Si può notare in ogni cosa che tu fai / anche nei tuoi pensieri./ Hai quel che ci vuol per me baby / mi piace come tu mi accendi / Hai quel che ci vuol per me baby / tu sei la ragione per cui io canto una canzone. / Tutto ciò di cui ho bisogno sei tu / Oh, ragazza, sei così giusta / e tutto quello che ho sempre voluto sei stata tu / tu hai fatto diventare tutti i miei sogni realtà. / Il primo bacio fu molto dolce / il secondo bacio è stato un copo di scena / il terzo e il quarto bacio / non me li voglio scordare.”
Già, ho trovato una canzone d’amore. Per perfetti innamorati (che si conoscono però!).
Ed ecco ora il video:
Il video è da urlo! Mi piace un sacco. E naturalmente la canzone non è da meno. Di regola dovreste aver conosciuto un nuovo gruppo, o sbaglio?
Buon week-end!
A presto!
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