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giovedì 3 febbraio 2011

Benzo(a)pirene sì, benzo(a)pirene no... Tumori sì, tumori no...

Aggiorniamoci. Lunedì vi parlai dell'iniziativa di Peacelink per la modifica di un decreto del 2010 che permetteva di aumentare il limite di emissioni di benzo(a)pirene. Bene, martedì c'è stata la riunione della Commissione incaricata della decisione e, fortunatamente, vengono notizie positive. La Commissione Ambiente della Camera dei Deputati ha approvato in parte la risoluzione Zamparutti - Bratti per il ripristino del limite massimo di 1 nanogrammo per metro cubo di benzo(a)pirene.

Vi state chiedendo se c'è una fregatura? Effettivamente sì. La risoluzione votata non vincola perentoriamente il governo, quindi se il limite voluto dal decreto era di non superare 1 ng/m3 dopo il 2013 (peraltro senza sanzioni se il limite veniva sforato), il decreto di cui parliamo può essere modificato quando "quelli-che-stanno-lassù" vorrano, se vorranno.

E dalla poca fiducia verso un'istituzione, passiamo a un'altra che potrebbe acquisirla. La Commissione Europea, infatti, ha preso visione dell'esposto del partito dei Verdi sul decreto del 2010 e ha notato la contraddizione di quest'ultimo con la legge comunitaria, peraltro già recepita in Italia. E il Governo dovrà rendere conto alla UE di questa modifica (eh sì, a crederci!).

Volevo chiudere l'intervento di oggi con una citazione dal film "L'avvocato del diavolo". Nel pezzo che segue, Al Pacino, nelle vesti del diavolo, spiega al figlio Kevin il suo "mestiere", prendendo come esempio Eddie Barzoon, che rappresenta l'uomo di oggi.

"Il prossimo millennio è qui dietro l'angolo Kevin, Eddie Barzoon guardatelo bene, perché è lui l'uomo immagine del prossimo millennio. Non è un mistero da dove arrivi la gente come lui, è gente che affina l'avidità umana al punto che riesce a spaccare un atomo tanto acuto è il desiderio; si costruiscono un ego grande come una cattedrale e collegano a fibre ottiche il mondo con ogni impulso dell'ego. Lubrificano anche i sogni più ottusi con fantasie a base di oro e di dollari finché ogni essere umano diviene un aspirante imperatore, il suo proprio Dio! E a questo punto dove si va?! E mentre noi ci rabattiamo da un affare all'altro, chi è che tiene d'occhio il pianeta? L'aria si inquina, l'acqua imputridisce, perfino il miele delle api ha il gusto metallico della radioattività e tutto si deteriora sempre più in fretta. Non c'è modo di riflettere né di prepararsi. Si comprano futuri si vendono futuri dove non c'è nessun futuro. Siamo su un treno impazzito figliolo! Abbiamo miliardi di Eddie Barzoon che corrono a passo di jogging verso il futuro, tutti quanti si preparano a ficcare un dito in culo all'ex pianeta di Dio e poi se lo leccano e si mettono a digitare sulle loro immacolate tastiere cibernetiche per calcolare le stramaledette ore da fatturare e finalmente prendono coscienza; il biglietto te lo devi pagare da solo. Il gioco è cominciato, è tardi per ritirarsi adesso, ormai hai la pancia troppo piena... Un uccello malandato! Gli occhi iniettati di sangue e urli per chiedere aiuto, indovina un po'? Non c'è nessuno in giro! Sei tutto solo Eddie, sei un figlioletto rigetto di Dio. Forse è vero, forse Dio ha lanciato i dadi una volta di troppo e cosi ci ha fregati tutti."

Umore del giorno: dubbioso sull'esito dell'orale di matematica finanziaria di domani!

Restate in linea!

lunedì 31 gennaio 2011

Piccola richiesta

Pubblico una mail arrivatami sabato sera tardi e letta ieri, ma che non ebbi il tempo di pubblicare qui. La rivolgo soprattutto ai lettori che abitano a Taranto e nella provincia, ma che si estende a tutti quelli che ci tengono alla tutela dell'ambiante e alla salute delle persone. A scriverla è stato Alessandro Marescotti, tra i responsabili di un'associazione che si occupa, tra le altre cose, della tutela ambientale.

"Nell’agosto scorso con una decisione irresponsabile, la commissione parlamentare ha approvato un decreto legislativo (155/2010) che fa slittare al gennaio 2013 l’applicazione dei limiti di 1 nanogrammo per metro cubo d’aria di emissione del potente cancerogeno benzo(a)pirene facente parte degli Ipa (idrocarburi policiclici aromatici).

A Taranto i limiti di legge per l’emissione della sostanza genotossica, sono stati sforati per tutto il 2009 e il 2010. L’area a caldo dell’acciaieria Ilva è l’indiziata principale per queste pericolosissimi e allarmanti  emissioni.

Dopo l'audizione nella Commissione ambiente della Camera, l’associazione Peacelink sarà nuovamente in Parlamento per un'audizione nella Commissione Bicamerale Infanzia, e lancia questo appello:

La maggioranza di governo vuole approvare una risoluzione che impegna il governo “a valutare se modificare” il decreto 155/2010 e non “a modificarlo”.

Martedì 1 febbraio si vota e si decide quale risoluzione passa: contatta i parlamentari di maggioranza della Commissione Ambiente cliccando su

http://www.camera.it/99?shadow_organo_parlamentare=1501

Questo il testo da scrivere nel messaggio:

“Le chiedo martedì prossimo di votare a favore della risoluzione Zamparutti-Bratti per ripristinare subito l’obiettivo di qualità di 1 ng/mc per un cancerogeno pericoloso come il benzo(a)pirene”.

Altre info su http://www.peacelink.it/editoriale/a/32802.html

FAI CIRCOLARE QUESTO MESSAGGIO. E’ IMPORTANTE!

Alessandro Marescotti

http://www.peacelink.it

Sostieni PEACELINK, versa un contributo sul c.c.p. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto (TA)"

Sinceramente? Io non credo ai politici o alle loro promesse, ma mandare un bel po' di mail (non credevo che una commissione parlamentare fosse costituito da un'"esercito" di onorevoli) non costa niente, tranne qualche minuto di tempo.

In più, cosa che no mi aspettavo, qualcuno mi ha persino risposto! Presto sapremo i risultati, e vi aggiornerò.

Umore del giorno: stressato dallo studio di matematica finanziaria

Restate in linea!

 

martedì 11 gennaio 2011

Noi, pesi morti

Ieri sera nella pubblicità del film (sia mai che veda volontariamente uno spot io) misi il televideo per sapere un po' che era successo nel frattempo. Dai tg non puoi mai sapere tutto e, sebbene anche il televideo sia di parte, ho voluto vedere che si diceva. E leggo una notizia che mi lascia basito e arrabbiato.

Premetto che cercherò di tenermi al di fuori di ogni contestazione politica. Un europarlamentare della Lega Nord ha dichiarato ieri che, per i Padani, l'Abruzzo è un peso morto come tutto il Sud. Sì, avete letto bene! Ok, ora fermate tutti i commenti che avete in testa. Non diamo giudizi affrettati, soprattutto perchè, per (cercare di) correggere il tiro, il leghista ha successivamente aggiunto che non voleva offendere gli abruzzesi, ma voleva solo mostrare il suo disappunto per una popolazione che, dopo il terremoto non si è rimboccata le maniche come hanno fatto, ad esempio, i veneti con l'alluvione.

Ora lasciatemi dire quattro cose e sfogarmi, anche se è "male sangue" per niente. Da pugliese meridionale (e ne vado assolutamente fiero!), ci ho rinunciato a capire l'idiozia di questa Italia a due velocità e in cui quella "più veloce" vuole staccarsi. Oltre al fatto che la Costituzione dice che l'Italia è "una e indivisibile"!

Ma poi vogliamo mettere la tragedia che hanno subìto in Abruzzo? Un terremoto ha distrutto migliaia di case e, prima ancora, ingoiato 300 vittime e lasciato senza un tetto e un lavoro migliaia di persone. Non ci si può certo aspettare una reazione immediata! Perchè, a dispetto di ciò che dice Borghezio, lo Stato centrale non può aiutare queste persone?

Un peso morto? Ma scherziamo? Lo Stato centrale deve aiutare come può una popolazione che ha sofferto così, evitando i facili populismi che si sono fatti e dare un aiuto concreto. Certo, non si può fare carico dell'intera ricostruzione, ma da "peso morto" a "aiuto per al ricostruzione" la differenza non è minima!

E poi, davvero si vuole confrontare un terremoto con un'alluvione? Il terremoto ti distrugge via vite, case, negozi, strade, infrastrutture, ecc. L'alluvione può crearti disagi per un po' di tempo, un mese, ma poi ciò che puoi aver perso sono al massimo i mobili di casa, i prodotti della terra e i prodotti in un negozio. E il confronto sembra equo?

Davvero non avevo parole ieri e non ne ho ancora oggi.

Su "Il fatto quotidiano" è apparsa oggi la lettera di un'abruzzese, Giusi Pitari,  che ha risposto a Borghezio e che riporto su questo blog (FONTE:  http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/11/lettera-a-borghezio/85825/).

"Borghezio,

non so se non riesco a perdonare lei o me stessa, perché sto sprecando tempo a scriverle.
In molti qui si chiedono se lei sia mai stato a L’Aquila e la invitano a visitarci.
Io, invece, la prego, non venga, mai.

Non riuscirebbe a capire come noi, pesi morti, riusciamo a far vivere una città che non c’è, come noi riusciamo persino a pagare le tasse, quelle stesse che le permettono di avere uno stipendio. Non venga Borghezio, è meglio. Potrebbe scoprire che quei pochi che non hanno perduto il lavoro, lavorano il triplo, oppure dedicano il loro tempo a scrivere una legge che li tuteli, o ancora fanno Masterplan e, pensi un po’, anche la raccolta differenziata. Non venga, Borghezio, a sentire i nostri adolescenti che parlano e creano, le potrebbe far male, e non oso immaginare come la sua mente potrebbe essere sconvolta dal vedere che riusciamo persino a riunirci in assemblea, oppure a divertirci, pensi un po’!

Non venga Borghezio, non perché siamo menti labili che potrebbero commettere qualche azione violenta, non venga, non capirebbe mai.

La mia intelligenza mi permette di capire molte cose, ma se anche un centesimo delle mie tasse vanel suo stipendio no, questo non lo capisco.

Le auguro di rimanere nella sua ignoranza, capire potrebbe esserle fatale!"

La lettera si commenta decisamente da sè.

Umore del giorno: fisicamente stanco dall'avanti e dietro casa - Taranto - casa

Restate in linea!

martedì 5 ottobre 2010

Rupe Tarpea per gli ignoranti!

In questi giorni, oltre la casa di Fini (di cui agli italiani non interessa molto), della possibilità crisi di governo (di cui ci si potrebbe interessare se può dare una svolta al Paese) e delle barzellette del premier (deplorevoli e di cui si discute un po’ di più), una notizia più importante è passata in secondo piano.

Tutto parte dalle dichiarazioni di un assessore all’istruzione di Chieri, un comune piemontese, che afferma che i disabili in aula danno solo fastidio e che, per questo, dovrebbero stare in classi speciali e adeguatamente seguiti.

In un forum, un professore del conservatorio di Milano riprende questa affermazione rispondendo “e se avesse ragione?”, sostenendo che la selezione naturale oggi si è persa e che bisognerebbe praticare l’eugenetica, cioè quella seleziona degli individui perfetti e meglio adatti alla vita, sopravvivenza e procreazione. In più, questo professore, tale Joanne Maria Pini, ormai famoso, scrive sul proprio profilo di Facebook: “Alla Rupe Tarpea bisognerebbe tornare, altro che balle. Non c'è più selezione naturale”.

Lo sconcerto è tanto vostro, quanto mio, quanto dei lettori del forum, quanto quello di genitori di professori disabili e di disabili stessi. Questo è razzismo! Il professore ha smentito, ma come si può pensare una cosa talmente assurda?!

Ma ciò che mi ha colpito oggi è stata una lettera di una ragazza, apparsa su “Il fatto quotidiano”, che voglio riportare e che mi ha davvero colpito.

“Mi chiamo Anita Pallara e sono una ragazza di 21 anni affetta da atrofia muscolare spinale, una malattia neurodegenerativa e totalmente invalidante. In parole povere, sono handicappata. Mi rivolgo al professor Joanne Maria Pini che vorrebbe buttare me e quelli come me dalla Rupe Tarpea. La disabilità non è un valore aggiunto, non è proprio un valore. E' solo una condizione. Non voglio parlare di solidarietà e nemmeno di sensibilità. Io parlo di diritti.

Il diritto all'istruzione ce lo garantisce la Costituzione. Le sue parole, professore, sono vergognose, pericolose, razziste e illegali. Ma che valore ha tutto ciò nel nostro Paese? A parte le ovvie reazioni di sdegno e le condanne morali, quale sarà la conseguenza reale?

A voi tanti che parlate di "selezione genetica" io non sono disposta a subire questa ignoranza nel 2010. Se non ci saranno delle forti prese di posizione da parte delle istituzioni e dei media, io mi recherò alla Prefettura di Bari e consegnerò la mia carta di identità e il mio passaporto, rifiutando così la cittadinanza italiana. Non posso essere cittadina di uno Stato di questo tipo”.

Una risposta davvero bella e che contiene un’affermazione che condivido in pieno “Non posso essere cittadina di uno Stato di questo tipo”. Uno Stato che dovrebbe insegnare alle nuove generazioni valori di uguaglianza di razza, sesso, religione, cultura e condizioni fisiche (così come da articolo 3 della Costituzione) e che, invece, sfocia nel razzismo.

A parlare è non solo un genitore, ma addirittura un professore, una persona che comunica valori a più studenti. E che valori possono essere questi?

Già qualche giorno fa pensando al mio futuro avevo pensato di finire gli studi, avviarmi a un mestiere (penso che il revisore dei conti sia una bella professione) e poi cercare lavoro all’estero. L’Italia è solo una realtà geografica e ciò che mi lega a lei è solo il fatto di esserci nato, mentre tutti quei valori che l’hanno ispirata nel Risorgimento, nell’Unità e nella Liberazione e fase costituente si sono irrimediabilmente persi.

Mai titolo più adeguato fu dato a questo blog (oggi mi sono riferito all’Italia, ma si potrebbe parlare delle deportazioni dei rom in Francia e della pena capitale negli USA… Paesi chiamati “democrazie avanzate”)

Umore del giorno: con un forte cerchio alla testa perché sto un po’ studiando per un concorso, ma ancora con la stessa rabbia che provavo stamattina quando mi sono informato sulla vicenda di Pini e della disabile

E il tempo va…

giovedì 1 luglio 2010

L’Italia allo specchio



Ieri sera, in attesa di prendere sonno, mi ricordai che avevo detto che il 29 avrei pubblicato che assumeva particolare importanza in quel giorno. Bene, me ne ero completamente scordato mercoledì! E non voglio posticiparlo a oggi, perché ieri pomeriggio trovai un bellissimo intervento sul blog di Beppe Grillo che voglio riportare qui. La poesia prevista per il 29 la spostiamo alla settimana prossima.

Titolo del brano che riporto è “L’Italia allo specchio”.

“Dell'Utri è stato condannato a 7 anni in appello, è da tempo senatore per non finire in galera (nominato dallo psiconano e non eletto dai cittadini). Il prossimo grado di giudizio (la Cassazione) non deciderà nel merito, ma solo nella forma. Quindi, nel merito, Dell'Utri è colpevole secondo la Giustizia italiana. Se Dell'Utri rimane in libertà e percepisce lo stipendio e i benefit da parlamentare e il popolo italiano non fa una piega, allora ha ragione Marcello, fondatore, allenatore e suggeritore di Forza Italia, a definire eroe il pluriomicida Mangano. E ha ragione anche Berlusconi a definirci coglioni, e Minchiolini a fare telegiornali sull'assoluzione di Dell'Utri. Per una questione di equità, tutti i carcerati che stanno scontando una pena per condanne fino a 7 anni devono essere rilasciati. Pdl e Pdmenoelle potrebbero organizzare un indulto
estivo
ad hoc come nel 2006, un'altra legge bipartisan ad delinquentes. Alle prossime elezioni si potrà organizzare una riffa con tutti i nomi dei farabutti rimessi in libertà. Gli estratti diventeranno deputati e senatori della Repubblica. Un Parlamento di ex galeotti, un partito trasversale Gratta e Vinci delle Libertà. Una ideale continuazione del Parlamento attuale ripieno di condannati in via definitiva, in primo o secondo grado o indagati. Qual è il grado di sopportazione di questo Paese? C'è un Paese? Qualcuno è rimasto in casa? Un Paese in cui i giornali parlano di legge bavaglio da mesi quando si sono imbavagliati da soli da anni con interviste in ginocchio al "bibliofilo" Dell'Utri, all'"onorevole"
Dell'Utri. Vorrei mandare un messaggio di
solidarietà alla Federazione Nazionale Stampa Italiana: "Restituiteci i soldi delle nostre tasse con cui stampate le balle quotidiane e vergognatevi, pentitevi, mettete un cappello a punta con sopra scritto: "Venduti"". Qualche volta ti domandi se ha senso opporsi al degrado di un popolo (Dell'Utri è solo un sintomo, lo è anche Berlusconi) e cosa fare per risvegliarlo. Ti guardi allo specchio, più vecchio, più incazzato, più disilluso. Pensi a lasciare tutto e andare via. In un Paese civile nel quale un condannato per concorso esterno alla mafia sarebbe allontanato da qualunque carica pubblica. Sarebbe in galera, evitato da tutti. Ricordi Borsellino, che sapeva di essere stato condannato a morte, e ti chiedi chi glielo ha fatto fare. Pensieri così, di chi vede crescere l'indifferenza e l'ignavia degli italiani di fronte a qualunque stupro della democrazia. Gli italiani sono i colpevoli, non tutti, ma la maggioranza assoluta certamente sì. Meritano quello che hanno e forse anche di più.”

La parte che più mi piace di questo intervento di Grillo è l’ultimo paragrafo. Si combatte, ma per cosa? E se si combatte, i cambiamenti sono visibili? Noi abbiamo il diritto al voto, ma ci sono davvero politici che ci rappresentano e che meritano la nostra scelta per rappresentarci all’interno del Paese e a livello internazionale? È per questo che ieri dicevo che se fossi milionario andrei a vivere negli U.S.A.. La situazione lì potrebbe non essere migliore per vari fattori (economici, occupazionali, ecc…), ma può essere peggio di qui?

Questi erano piccole riflessioni che volevo condividere.

Umore del giorno: distrutto dal caldo di Taranto, dove sono andato solo per verbalizzare

E il tempo va…

 

venerdì 15 gennaio 2010

Galera in modica quantità



Per oggi avevo programmato una traduzione, ma ho letto una
storia che mi ha un po’ fatto pensare e voglio un po’ commentarla qui. Magari ricevendo
anche confronti.


La notizia è apparsa sul quotidiano “Il manifesto”, giornale
schierato col partito comunista. Questo inciso in realtà non ha molta
rilevanza, ma dice qualcosa sul perché la storia sia stata pubblicata e difesa.
Per avere maggiore efficacia, copio direttamente l’articolo, prendendolo però
da un altro sito, non riuscendo ad avere accesso all’articolo de “Il manifesto”.

GALERA IN MODICA QUANTITà


“Stiamo tornando a casa. Abbiamo
passato una bellissima giornata, tutto procede con fatica ma per il meglio.
Vale e Gianluca sono andati a vedere una casetta e il prezzo accessibile.
Gaietta ha esibito le nuove parole appena imparate, Jaco ha a trovato un appartamentino
da condividere per frequentare l’università a Roma. Un cliente ci ha appena
commissionato alcune vetrate, lo stipendio di novembre. Appena svoltato per una
strada di collegamento per la Cassia, veniamo fermati da una pattuglia dei
carabinieri.
Cintura allacciata, velocità 50 km/h. Lucidi: quando lavoriamo o viaggiamo ci
teniamo. «Buonasera, è un trasloco?» «Buonasera, le scatole che vede sono i
depliant per promuovere il nostro lavoro». «Patente e libretto». È sempre
difficile dare una buona impressione se si ha una treccia, un orecchino.
L’agente prende i documenti, sale sulla vettura dell’arma. Il precedente per
coltivazione di marijuana ad uso personale, che ci ha visto assolti in fase
processuale, è una miccia lenta. «Signora, favorisca i documenti anche lei».
«Trasportate qualcosa di illecito?» «No, non siamo mica spacciatori, come avrà
avuto modo di sapere, siamo solo consumatori di marjuane». «Procediamo con il
test». Spiego all’agente che noi amiamo fumare uno spinello la sera, ci rilassiamo
davanti alla tv. Il test risulterebbe comunque positivo, avendo fumato la sera
prima. «Se rifiuta di fare il test ci deve seguire in caserma». «Io non vorrei
rifiutare, ma se mi dite che il rischio è il ritiro della patente ed il
sequestro della macchina, non vedo altra scelta». E così, io nell’auto dei
carabinieri e Marisa nella nostra condotta dall’altro agente, arriviamo nella
caserma di Barbarano Romano. Domande di rito, finta amichevolezza. «Si spogli…
anche gli slip…si giri e si fletta». Mi sento umiliato. Chiaramente non ho
niente, niente in macchina, ma… dalla borsa di Marisa esce fuori 1 (una)
cannetta. Da lì a decidere di fare 100 chilometri per venire a perquisire la
nostra abitazione è un attimo. «A casa cosa avete?» Non mi sento un criminale.
«Poche piante in coltivazione artificiale». Risultato della perquisizione: 2
piante in fioritura alte 1 metro, altre 4 di 30 centimetri e 12 piantine di 3
centimetri.
Dopo 7 ore di via crucis, ci arrestano. Mari ed io ci abbracciamo. Verbali,
foto segnaletiche, impronte «Ma come potete trattarci come se fossimo
criminali? Non beviamo superalcolici, piantiamo un po’ di marijuana per non
dover mischiare la nostra correttezza con i mercati illeciti»
Mari viene trasferita a Civitavecchia, io a Grosseto. E il lavoro? La casa, i
figli, i cani? «Potevate pensarci prima». Ma prima di cosa? Non eravamo
alterati alla guida e avevamo solo una cannetta dispersa, non siamo né
assassini, né ladri, né trafficanti.
A Grosseto le guardie carcerarie mi accolgono con gentilezza. Arrivo in
isolamento, cella n.7. Non riesco neanche ad essere preoccupato, tanto è
assurda tutta la storia, soffro solo per Marisa. La cella: una branda attaccata
al muro con le lenzuola bicolori e non a causa del naturale ingiallimento del
cotone. Un bugliolo screziato di marrone, un lavabo spartano, un comodino, un
tavolo e una sedia. Sono stremato, ho un freddo cane. Mi butto sulla branda,
penso a Mari, sperando che non subisca inutili umiliazioni. Non si dorme,
sembra di subire in continuazione piccole scosse elettriche. Ce la farà
l’avvocato a tirarci fuori domani? Ma domani è già oggi. Il cielo dalla
finestra a più di due metri di altezza è un triangolino di 10 per 5.
Provo a rimanere sdraiato ancora un po’ per rubare un po’ di tempo. Sento dei
passi, una guardia penitenziaria si affaccia dalle sbarre, mi guarda e poi mi
chiede se ho bisogno del Sert. Mi sento sporco, cerco di rassettarmi come
posso, una pettinata, una lavata sotto le ascelle, non ho dentifricio e di
sapone neanche a parlarne.
Sento rumore di stoviglie e un un ragazzo detenuto si affaccia e mi chiede se
voglio un po’ di caffè. È da ieri che non metto in bocca niente. Dopo un po’
arriva un’altra guardia e mi chiede se tutto va bene. È possibile avere un
libro? «Penso di sì». Incredibile, mi porta è Arcipelago Gulag” di Solzenicyn:
primo capitolo: l’arresto.
Passa lo spesino, ma io non ho ancora disponibilità di spesa, gli chiedo una
sigaretta e mi regala un paio di Marlboro, un secondino me ne regala un altro
paio e i detenuti che non ho ancora conosciuto, quando la guardia chiede se
hanno qualche sigaretta per me, me ne fanno arrivare cinque rollate a mano.
Non so che ore sono, forse le 16, dal triangolino vedo che si fa buio.Devo
prepararmi al momento peggiore, quando l’unica luce sarà quella lassù in alto,
al neon. Mi hanno appena detto che l’interrogatorio del Gip ci sarà domani
mattina. «Mari, amore mio, come stai?» Guardo la cella un’altra volta, le
misure sono 4×2, una parete è piena di scritte. Una elenca 54 modi di chiamare
la vagina. Un’altra dice di evitare il Frignone perché è un infame. Sopra il
letto c’è una scritta molto grossa, è marrone, fatta con un dito sporco di
sangue o …merda e dice: «mi ano arestato – marco 15 eroina. E io che c’entro
con questa gente? Provo a leggere un altro po’, forse un’ora la freghiamo.
Sento da una cella la sigla del Tg1, la giornata è passata.
È strano parlare da cella a cella: «Ehi tu laggiù, ciao, io sono Giordano, te
le ho mandate io le sigarette. Stai tranquillo per tua moglie, Civitavecchia è
un buon carcere. Stasera ti porto io la cena». Gli dico che non ce la faccio a
mangiare, almeno non dovrò usare il bugliolo. Mi bastano due clementine.
Neanche 5 minuti e sul tavolo ne ho un piatto pieno.
La luce è troppo forte e non ho sonno. Mi sdraio comunque. Forse mi assopisco.
Con il chiaro, i rumori dei chiavistelli, e i passi pesanti nel corridoio.
Arriva una guardia: «Cecconi alle 9 in tribunale». Passi nel corridoio, rumori
di chiavi, aprono la cella, andiamo verso il destino. Dopo un breve parcheggio
in una cella all’aperto tipo zoo, vengo perquisito, ammanettato e condotto sul
furgone che mi porterà in tribunale.
Nessuno dei tre agenti penitenziari mi rivolge la parola. Arriviamo, il
tribunale è deserto, è sabato. Ci sono le mie splendide sorelle, i miei
straordinari cognati, i nostri insuperabili figli e il mio simpaticissimo
genero, hanno tutti l’aria preoccupata, d’altronde con la barba incolta e
trasportato come un barboncino al guinzaglio non faccio una buona impressione.
Sorrido a tutti, e strizzo l’occhio «mi dispiace avervi creato questa
preoccupazione per una cosa così idiota, ma credetemi non è colpa mia». Mando
il messaggio telepatico, spero che qualcuno lo riceva, ma già lo sanno, nessuno
di loro fuma, ma sanno chi siamo.
Intravvedo Mari già nell’aula in attesa di essere interrogata, gli sguardi si
incorciano un sorriso mesto. Mi ritrovo di nuovo parcheggiato in una stanzetta,
sento che Marisa viene interrogata. Tocca a me. Portano via Marisa. Io e Marisa
non abbiamo nulla da nascondere e le risposte concordano. Fanno rientrare Mari.
Il nostro avvocato motiva il nostro modo di vivere e la nostra lealtà. Tutti in
piedi, la sentenza: «Il processo si farà, ma gli imputati sono liberi fin da
ora». Gli agenti ci permettono di abbracciarci e per due secondi sembra più una
festa di matrimonio che un processo.


Giancarlo Cecconi”



Il signore in questione punta sul
fatto che si commettono reati gravi e non si passano i guai, mentre se fumi una
canna vai in galera. Il presupposto è sbagliato! Fumare una canna è reato? Sì, perché
droga leggera. E allora. In quanto reato, devi pagare.


È certamente vero che persone come
Marrazzo o Lapo Elkann hanno ugualmente assunto cocaina e non hanno “pagato”. Ok,
purtroppo la legge italiana non è uguale per tutti. Ma tutti partono dal
confronto degli errori della giustizia tra persone comuni e politici o uomini
influenti, quando invece il punto è che si è andati incontro la legge!


Ragioniamo all’inverso: porto il
cane a passeggio e gli lascio fare la cacca ovunque senza raccoglierla. Mi fermano
le persone e mi dicono di raccoglierla. Io che dovrei fare? Rispondere: “Dai,
tanto ci sono ubriachi che uccidono persone e non vengono puniti”?


E mettiamo il caso che non raccogliere
la cacca dei cani non è reato (in effetti, non lo so e non me ne interesso
molto non avendo un cane)… Altro esempio banale: parcheggio la macchina in
doppia fila e i vigili mi mettono la multa. È giusto che io abbia la multa! O non
paghiamo dicendo che tanto i falliti fraudolenti hanno fato perdere migliaia di
risparmi e i risparmiatori non sono stati risarciti?


Ultima “provocazione”: evado le
tasse “per qualche migliaia di euro” tanto chi vuoi che se ne accorga. E poi,
se ci sono mafiosi e magnaccia e riciclatori di denaro sporco a piede libero, che
saranno mai 12-13mila euro all’anno?


Secondo me, mi ripeto, sono i presupposti
ad essere sbagliati. O sbaglio?


Su Internet, su due siti che hanno
mostrato la notizia, solo una persona ha detto quello che penso anche io. E una
su una sessantina non è buon segno. O magari siamo io e quest’altra persona “fuori
posto”.


Umore del giorno: sereno come
sempre.


E il tempo va…



giovedì 15 ottobre 2009

Ecco dove viviamo



 

Oggi sono combattuto dal farvi leggere due cose: una è una notizia di cronaca locale piuttosto tragico, mentre l'altro è un testo di canzone.  Penso di optare per la prima, mentre la canzone posso farvela leggere domani.

 

Questa che leggeremo è una pagina di triste attualità locale. Ecco come riportata dal sito www.peacelink.it

 

"Uova alla diossina a Martina Franca", comunicato di PeaceLink



In provincia di Taranto la Asl ha posto i sigilli ad un allevamento di polli in contrada Guardarello a Martina Franca, a 30 chilometri dall'area industriale.


 

15 ottobre 2009 – Alessandro Marescotti

 

La diossina è arrivata nei pollai di Martina Franca. Dopo la città di Taranto anche la  provincia. Si allarga ulteriormente la contaminazione. Siamo fortemente preoccupati. Il Dipartimento di Prevenzione della Asl di Taranto ha ampliato il raggio di ricerca della diossina negli alimenti e trova nuove sorprese "avvelenate". Dalla diossina nel latte, nel formaggio e nelle carni di pecora e capra, si passa ora alla diossina nelle uova e, come è ipotizzabile, anche nelle galline.

 

Nel marzo 2008 PeaceLink presentò un esposto alla Procura della Repubblica di Taranto dopo aver fatto analizzare un pezzo di formaggio locale. I valori erano sopra i limiti di legge. Adesso quei limiti vengono violati anche per altre categorie alimentari di largo consumo, come le uova e, probabilmente, la carne di pollo.

 

Quello che emerge, come preoccupante novità, è la dimensione provinciale, e non solo più cittadina, del fenomeno: neanche Martina Franca può ritenersi indenne dalla diossina. La diossina è considerata un inquinante transfrontaliero e come tale rientra nella normativa europea. Si tratterà di verificare la dinamica di questa contaminazione. E' una fatto su cui si deve indagare perché il consumo di alimenti cancerogeni e genotossici può causare una modificazione del DNA. Ci può essere, nel caso della diossina, un impatto non solo sulla salute di chi consuma alimenti contaminati ma anche di chi non è ancora nato. Le donne in età fertile o in stato di gravidanza dovrebbero essere massimamente informate e tutelate. Guardia alta, dunque, perché qui ci stiamo giocando non solo il presente ma anche il futuro. Questo è un motivo più che sufficiente per richiedere a Taranto il "Centro Ambiente e Salute", una struttura di alta specializzazione che il prof. Giorgio Assennato, direttore dell'Arpa, da tempo propone di fronte alla rilevanza delle criticità ambientali e sanitarie di Taranto.

 

Ci rivolgiamo alla Magistratura perché faccia piena luce. Occorre andare in fondo alla questione e scoprire le dinamiche e le origini di questa contaminazione, con tutta la  determinazione necessaria.
Sarà necessario un lavoro approfondito e puntiglioso perché la questione è di grande  complessità. I cittadini vogliono verità, la reclamano. Questa storia non può rimanere un mistero, i responsabili vanno individuati e perseguiti.

 

Esprimiamo al contempo la nostra solidarietà agli allevatori, vittime, assieme ai cittadini, di questa assurda vicenda di contaminazione da diossina.

 

Alessandro Marescotti
Presidente di PeaceLink


 

E la diossina fa male!!! Si pensa al ponte sullo Stretto di Messina, la costruzione di nuove autostrade ed altre opere imponenti (e appariscenti), ma per carità magari neanche del tutto inutili, ma non si bada a una realtà, l'intera provincia tarantina, che ha il più alto tasso di inquinamento, gas serra, diossina e tumori in tutta Italia e in Europa. Si può continuare a vivere (e morire così?).

 

A presto.

 




 

venerdì 2 ottobre 2009

Quel che ci nasconodono sulle nostre terre



Oggi porto sfogo e conoscenza, per coloro che non sanno talune
cose. Premetto subito che abito a Martina Franca, ma studio all’università a
Taranto. E anche se non mi piace Taranto, è l’unica destinazione che i miei mi
permettono di fare per studiare. E premetto anche che, sebbene il clima politico
è infuocato in questi giorni, non mi interessa perché non faccio politica.

Il “mostro” più famoso di Taranto è l’Ilva, molto inquinante,
sebbene offra posti di lavoro. A lui (o lei, dipende che forma date) è dovuto
il 60% in più di tumori nella provincia rispetto alla media nazionale. Si dice
si stiano prendendo precauzioni per ridurre l’inquinamento, ma ogni giorno che vedo
la città da lontano, ecco vedere prima una grande nuvola nera sempre alta. Questo
accade perché spesso gli interessi di pochi (solo economici, secondo me), a
prescindere che siano di lavoratori, altre aziende clienti o dello stesso
imprenditore capo, sono maggiori di quelli che riguardano la salute di
centinaia di migliaia di abitanti nella provincia.

Ma possiamo anche abbandonare il primo dei tasti dolenti. Saltiamo
sicuramente il punto sul dissesto finanziario provocato da una giunta comunale precedente
che ha pensato ad arricchire solo se stessa per qualche generazione, e saltiamo
anche l’assenza di “quote rosa” nella giunta provinciale formatasi una
settimana fa.

Arriviamo però a un fatto recente. Andiamo a circa un mese
fa. Tra le varie trovate della Gelmini (ma temo che lei sia giusto una
prestanome), c’è stata l’attribuzione di una parte del totale dei fondi alle
università in base ad alcuni parametri. Idea bella, per carità! Può persino
dare una scossa a molte università, visto che in tanti si iscrivono, ma poi no
trovano lavoro. Ma volete sapere l’impatto sul cosiddetto “polo jonico”, ossia
l’insieme delle facoltà presenti a Taranto, distaccate da Bari? Tragico. Stava per
chiudere tutto. Il presidente della Regione Puglia Vendola, fortunatamente, se
vogliamo, ha sostenuto il polo con 10 milioni di euro. E così, sebbene siano diminuiti
i corsi, le varie facoltà ci sono ancora.

Ritornando sull’argomento salute, ci sono due notizie fresche
fresche che mi hanno disgustato completamente, in quanto cittadino della
provincia di Taranto, ma anche italiano. E, naturalmente, la popolazione di
questo non “deve” essere informato.

Innanzitutto,  è stato
avanzato il progetto per creare una base militare americana nel golfo di Taranto.
Ma non per semplici navi o sommergibili (non ci sarebbe molto scandalo in quel
caso, visto che la Nato
è un’organizzazione internazionale cui tranquillamente l’Italia partecipa), ma
sono sommergibili nucleari! Questo vuol dire che il nostro golfo, oltre ad accogliere
gli scarichi industriali, accoglie anche radiazioni che verranno assorbirti dai
pesci “alla diossina”.

Ma ecco, il colpo di grazia. Sembra che questa è la città
più sfortunata del mondo, ma non c’è peggio al peggio. Il governo, la settimana
scorsa, ha dato il via libera all’Eni per la trivellazione dei fondali del
golfo alla ricerca di metano e petrolio. Il problema? Le belle coste tarantine
e la limpida acqua che le bagnano diventeranno più “oleate”.

Vendola, e non si può dire che tifi per lui perché non nutro
grandi speranze da questa classe politica attuale, sta lottando e opponendosi a
le ultime due sacrileghi progetti. Ma lo ascolteranno? Spero colo, però, che
gli elettori si ricordino di quel qualcosa di buono che ha fatto (perché c’è
abbastanza marcio anche in lui).

A presto

venerdì 20 febbraio 2009

Non è il 27 in Economia Aziendale il tema di oggi

Solo una piccola nota vorrei scrivere stasera. Ricordate quando giovedì 12 febbraio scrissi che tecnicamente ci troviamo una dittatura ma ironizzai sul fatto che mancavano le ronde di squadristi? Bene, è notizia di oggi che il governo ha approvato le ronde, seppur non (ancora?) armate.
Queste saranno formate da carabinieri e polizziotti in congedo (forse rigorosamente appartenenti ad Alleanza Nazionale e vecchi nostalgici) e le loro atività saramnno in coordinazione coi prefetti... Useranno anche l'olio di ricino o passeranno direttamente alle purghe?
Forse sto esagerando, ma la situazione la vedo molto critica. Avanti ieri c'è stata la condanna dell'avvocato inglese David Mills, reo di aver accettatto una bustarella dal nostro caro premier, che ha chiesto al suo legale di mentire in sede di giuramento in un processo su alcune circostanze sfavorevoli a Silvio.
Io penso: ma c'è da prendersela con chi l'ha accettata la bustarella o da chi l'ha data? ...Ah è vero, Berlusconi è la quarta carica dello Stato e non può subire processi!
Siamo una vergogna nel mondo! I giornali spagnoli, inglesi, francesi e americani si domandano cosa sta succedendo all'Italia e un giornale statunitense ha persino detto che lo scandalo Watergate (http://it.wikipedia.org/wiki/Scandalo_Watergate per chi non lo sapesse) non è nulla in confronto.
Bene, bene... Chissà quale sarà la prossima stravaganza che subiremo!
Mi sa che mi convien uscire da questi commenti politici...
A presto!

giovedì 12 febbraio 2009

Tecnicamente in una ditattura!



In questi giorni sono stato molto preso da Facebook, tanto
da passare gli interi pomeriggi su di esso.

Ora ancora non sono le 5 e, quindi, non sono collegato e non
ho alcuna distrazione.

Però è anche vero che oggi sento proprio il bisogno di
parlare. Il tutto nasce dal tg. Mentre lo ascoltavo, sentivo parlare di
cambiare la Costituzione
e leggi personali e poi un’affermazione “non siamo in una dittatura”. Al che ho
iniziato a pensare: effettivamente, il fatto che Berlusconi abbia la
maggioranza in Parlamento (nessun pensiero di cospirazione a riguardo) gli sta
permettendo di fare tante leggi che vadano bene a lui e il fatto che non ci sia
una ferma opposizione solida e compatta non fa che accrescere il suo potere.

Ma proviamo a vederla da un altro punto di vista: se oggi al
potere ci fosse Veltroni del PD al governo le sue scelte sarebbero state
fortemente criticate da quella che oggi è la maggioranza e avrebbero fatto
parlare di incapacità del governo a far fronte alle esigenze degli italiani e
di vera e propria incompetenza.

Bene, torniamo alla realtà. Cosa sta facendo il governo
Berlusconi per far fronte alla crisi economica? Un bonus per la  rottamazione delle auto e per la
ristrutturazione completa della casa. Non un granchè. E, a ben pensarci, chi in
un momento abbastanza grigio decide di cambiarsi la macchina se non riesce a
tirare avanti per sé e la sua famiglia? Come si può vedere neanche il governo
attuale è capace di rispondere alle esigenze del popolo italiano. Ma sapete
quale è la differenza tra la situazione attuale e l’ipotesi che ci sia stato
Veltroni al governo? Nessuna! Si dimostrano entrambi inefficaci a sostenerci.

Ma a favore di Berlusconi gioca il fatto che l’opposizione
non è abbastanza compatta per scendere in piazza e così il nostro “caro”
premier può fare ciò che vuole, nascondendo ciò che fa di utile per lui e di
dannoso per noi e lasciandoci in una situazione tecnica dittatura! Mascherata,
comunque, dalla presenza di tutte le figure istituzionali che “hanno i propri
pieni poteri”.

Ecco in cosa viviamo noi cari lettori: in una dittatura che
ancora non è arrivata alla piena censura e allo spiegamento delle bande di
squadristi… Ma può essere che ci arriveremo presto! Presto, appena un po’ tutti
ci rendiamo conto che il periodo della Repubblica è terminato e il futuro
nostro è… nero!

Non ho quasi mai voluto schierarmi politicamente sul mio
space e non lo farò neanche oggi. Chi mi conosce di persona sa quale è la mia
corrente di pensiero. Ma qui ho solo voluto dire che è arrivata l’ora di
svegliarsi e vedere in faccia la realtà.

Un piccolo pensiero volevo rivolgerlo anche al caso di
Eluana Englaro: che senso ha lasciare una persona con un cuore che batte e dei
polmoni che pompano se il cervello non potrà mia più funzionare? Lei non è cosciente
di niente né lo sarà mai più, perché si ostinano a lasciare che la carne debba
lentamente disintegrarsi giorno dopo giorno perché la tecnologia permette di
far pompare i polmoni e permette al circolo sanguigno di fare il suo giro ? Una
volta non esistevano di tali tecnologie e la gente moriva. Era un grande
dolore, ma il cervello non funzionava più e una volta che lui non dà più
comandi, chi vuoi che gli dica al corpo di funzionare? Dio! Ok, c’è Dio ma se
il cervello non funziona, non funziona e basta.

Per carità, è sempre una vita che scompare e non è facile
decidere e accettarlo, ma se la volontà di quella ragazza fu espressa tempo
addietro e lei stessa disse che se fosse caduta in coma avrebbe voluto che le
staccassero la spina, perché non accettare le cose?! E’ una specie di forma di
suicidio voluto (dal paziente) e omicidio procurato (da chi “stacca la spina”)
e l’omicidio è un reato.

Ma non ha senso una vita di cui non si è coscienti!

Domenica scorsa, durante l’omelia, il sacerdote dice che non
è ammissibile dire “che senso ha una vita così”, ma, secondo me, quella è una
vita non-vita!

Se mi trovo io in quelle situazioni staccate la spina!!!

Eheh (non scherzavo comunque in quella frase di sopra). Sono
cosciente di ciò che dico e voglio davvero che se in futuro non sarò capace di
poter più vivere mi venga tagliato tutto.

Non so fino a che punto varrà una tale dichiarazione se
intanto passerà una legge che non darà valore alla mia scelta personale di come
vivere. Ma, detto tra noi, io voglio che così sia di me.

Mi sto accorgendo di scrivere molto e sono davvero indeciso
se scrivere altro…

No, va bene, per oggi basta. Domani aggiungerò un intervento
con un testo di canzone che ho scoperto pochi giorni prima che si rompesse il
pc.

A presto!

domenica 9 settembre 2007

Camicia di forza Italia

Manca un solo giorno all'inizio della scuola... Uff! Ke cakkio poi viene cosi bassa... Mi fa un po' di rabbia, anke xke domani e anke il giorno del mio compleanno... Vedete voi! Mai successa una cosa cosi. E va be, pazzie italiane.
A proposito di Italia, ho trovato sul blog di Beppe Grillo un bellissimo pezzo sull'Italia: si kiama "Camicie di forza Italia".
Nn e il secondo pezzo ke dovevo mettere... quello e andato a cozze. Leggetelo e anke stavolta nn lascio io il commento. Fatelo voi. E possibilmente lasciatelo qui sotto, non ditemelo a voce o in altri modi, scrivete qui!
Ho il sospetto che l’Italia non esista. Che sia, come disse Metternich, un’espressione geografica. Un vestito di Arlecchino su una penisola di popoli e culture diverse tra loro. Una camicia di forza che
tiene insieme un Paese riconosciuto dall’Onu, ma sconfessato ogni
giorno dai suoi abitanti. Ho il sospetto che da questo sogno, o incubo,
ad occhi aperti nascano tutti i nostri problemi. Il comunismo sovietico scrisse
i libri di storia per gli studenti polacchi, cechi e lettoni, georgiani
e ucraini. Lo stesso fecero il nazismo con i tedeschi, il franchismo
con gli spagnoli, il fascismo con gli italiani. Libro di testo, verità di Stato, anche ora, nelle nostre scuole.
Il Risorgimento è stato un errore storico? Forse no, ma vogliamo cominciare a parlarne dopo quasi 150 anni? I Borbone
erano regnanti legittimi. Napoli una delle più fiorenti capitali
d’Europa. Francesco II amato dai suoi sudditi e la mafia quasi
inesistente. Qualcuno ancora crede che i Savoia
abbiano liberato le plebi meridionali? L’emigrazione verso le Americhe
di milioni di persone dal Veneto e dal sud Italia fu la diretta
conseguenza della politica economica dei Savoia. Due guerre mondiali intervallate da guerre di conquista un po’ ovunque in Africa e nel Mediterraneo. Il fascismo. Le mafie. La partitocrazia.
Nel 1861 la lingua italiana non la parlava quasi nessuno. Fu imposta
per legge. Culture millenarie furono distrutte. Ne valeva la pena?
Forse, ma qualcuno dovrebbe spiegarci delle decine di migliaia di meridionali chiamati briganti per poterli ammazzare con la giustificazione. Dei plebisciti all’annessione fatti con quattro gatti. Dell’occupazione di Stati indipendenti da secoli.
Per stare insieme ci vogliono dei buoni motivi anche tra marito e moglie, tra Stati, perchè l’Italia è una somma di ex Stati,
ancora di più. Le guerre d’indipendenza le hanno vinte le truppe di
Napoleone III, la prima guerra mondiale gli Alleati, l’ultima guerra è
invece finita pari. L’abbiamo vinta e anche persa, dipende a che
partito politico si appartiene. Dal 1945 la nostra politica estera è
fatta dalle truppe americane presenti in Italia.
Siamo un Paese? Su quali basi storiche, sociali, culturali? Abbiamo paura di guardarci allo specchio. Sono bastati quattro mona saliti sul campanile di san Marco a
spaventare lo Stato. Leggete i libri di storia delle elementari e delle
medie dei vostri figli. Troverete la celebrazione del Risorgimento, i
Padri della Patria, ma dell’Italia non troverete traccia.

lunedì 6 agosto 2007

Padre uccide i 4 figli con pane e veleno


Bene, si lo so, avrei dovuto scrivere iol pezzo sull'amore ke sicuramente tutti aspettavate, ma.... dovete continuare ad aspettare.

Si lo rimando xke ieri sn rimasto alquanto schockato (nn credo si scrive cosi) da una notizia uscita alle 11 e mezza di sera.

Avevo appena finito di vedere Il Padrino (e quindi avevo una contentezza.... incredibile), quando metto sul televideo del 5 e leggo l'ultima notizia: viene dalla Colombia. E il Paese, nn per qualcosa, ma nn e ke mi interessava molto... ma ilo titolo... il titolo... Dio ce ne liberi...

Eccolo + o -: PADRE UCCIDE 4 FIGLI, LI AVVELENA CON PANE E VELENO. E una cosa orribile! Guardate ora ancora nn mi sento in grado di commentare questa notizia xke e una cosa davvero... nn so definirla... infima e riprovevole nn rendono lidea.

Cm si puo uccidere i propri figli di poki anni sl xke si e gelosi ke la moglie ci lasci?

C***o poi dici ke il mondo nn va a rotoli! E da veri superficiali fregarsene pienamente di cio.

Guardate, so ke nn dovrei farlo, ma nn ce la faccio + a scrivere, mi e passata la voglia. Mo direte "ke hai fatto a scrivere se poi nn finisci?", ma nn fa niente. Mi e passata la vena... Dentro di me ora si accalcano sentimenti contrastanti: rabbia, dispiacere, senso di vendetta... tutto.

Mi sn scoraggiato. Mi sento un po skifato anke. E davvero un mondo ke fa skifo. Nn e la vita!

Be, basta. Nn ce la faccio +. Alla prossima...

lunedì 7 maggio 2007

Vedete che nn deliro, ma ke anke altri vedono ke il mondo va a rotoli!



Questo è un commento trovato sul blog di Beppe Grillo (uno dei migliori). Vi invito a leggerlo cn cautela. E di una spettacolarità unica. Io gli ho persino lasciato un commento (visibile su  http://www.beppegrillo.it/2007/05/cane_di_paglia.html). Comunque questo è il commento:


Le notizie sono un bollettino di guerra.
Ogni giorno bambini violati, uccisi, pensionati fatti a pezzi nel
loro letto, malati trattati negli ospedali come carne da macello, donne
stuprate, politici (ma cosa vuole ormai dire questa parola?) ignoranti, pregiudicati,
pappagalli da piccolo schermo. Le violazioni della legge (ma
cosa vuole ormai dire questa parola?) sono in ogni strada, in ogni morto sulle
strisce pedonali, in ogni parcheggio abusivo, in ogni accattone violento, in
ogni prescrizione, condono, indulto. Le malattie debellate nel secolo
dei lumi
stanno tornando, lebbra e tbc sono di nuovo tra noi. Sono
ritornati anche gli usurai, i monti dei pegni, i ghetti. E’ un medioevo
moderno
.
Le notizie si possono ignorare, si può spegnere la televisione per sempre, ma quando
ti toccano
non puoi più fare finta di niente. Prima pensi sempre che
le vittime siano gli altri.
Gli italiani potrebbero essere incapaci di controllare le loro
reazioni. Di solito subiscono, stanno in silenzio, come cani
bastonati. Ma se gli ospedali diventano cimiteri, i politici pregiudicati, i
tribunali luoghi di impunità, le scuole riformatori, le tasse retribuzioni per
nullafacenti, le strade terra di nessuno, i prestiti usura, il lavoro
sfruttamento e morte. Anche l’italiano cloroformizzato dai media,
strumenti di rincoglionimento di massa del potere. Anche l’italiano può prendere
fuoco come un cane di paglia
. E’ già successo e, di nuovo, succederà.
Il Cielo e la Terra
non usano carità, tengono le diecimila creature per cani di paglia. Il santo
non usa carità, tiene i cento cognomi per cane di paglia
”. Tao Te Ching


Non è meraviglioso, stupendo!

E io l'avevo già detto nel mio commento sui cinesi a Milano ke qui il mondo va a rotoli.


Per concludere vorrei finire cn una espressione di pessimo gusto, ma ke rende l'idea di cm il mondo si sta rovinando. L'espressione ke mi è capitata di dire (ma in'altra occasione), simile ai cani di paglia è ke "in realtà abbiamo non il prosciutto sugli okki, ma un'intero maiale!"

Ciao alla prossima.





giovedì 3 maggio 2007

Criticatemi, fa bene a tutti!

Qualcuno menomale ha il coraggio di criticarmi. E lo apprezzo! Hai fatto bene!
Mi ha detto (sempre "a buon intenditore poke parole) che ho sbagliato la valutazione sul fascismo (ma nn mi ha dato le ragioni). Io ho oppposto le mie ragioni favorevoli sul periodo. Il discorso si è concluso così: lui mi ha detto che le persone ke più odia sn i fascisti, io gli ho risposto ke nn sn mica fascista, ma dopo il Duce sn stati davvero poki i governi in grado di fare molto x tutti, e specialmente per il Sud.
Alla fine, ke cosa ho aftto a scrivere sto commento, cioè morale della storia è:
1. nn sn fascista
2. ammetto cmq gli errori del fascismo
3. sostengo xo i notevoli cambiamenti fatti dal Duce
4. molto importante, se nn siete d'accordo cn me DITELO!!!!!!!!!!!!!!!!!!! FATEVI SENTIRE! (vi risp se ce ne bisogno)

domenica 15 aprile 2007

A casa i cinesi!

Ma avete visto ke hanno fatto i cinesi a Milano? Ma è una cosa normale secondo voi ke una signora ke ha preso una multa giustamente titi un pugno a un vigile? E ke molti cinesi di Milano poi si arrabbino cn la polizia?
Oh! Svegliamoci!!!!! Qui il mondo va a rotoli, tutto va a rotoli! La situazione sta sfuggendo dalle mani a tutti.
Ma una cosa vi raccomando: se siete buoni cercate di esserlo sempre, anke se gli stimoli esterni non ve lo consentono, resistete a ogni tentazione maligna. Machiavelli (a bon'an'm) scriveva "uno uomo che voglia fare in tutte le parte professione di buono, conviene rovini infra tanti che non sono buoni", ossia "l'uomo che in tutti i suoi comportamenti si vuol dimostrare buono, è inevitabile che vada alla rovina in mezzo a tanti che buoni non sono".
Quindi ragionate sempre cn la vostra testa, nn vi fate consigliare dagli altri maligni se le vostre idee sn buone.