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sabato 18 agosto 2012

Indosso il mio anello intorno al tuo collo

Rileggendo l'ultimo post mi sembra di essere stato un po' "acido". O meglio quasi ingiusto nei confronti di Elvis Presley, mettendo più in risalto l'aspetto più "popolare" da superstar che quello talentuoso. Ma non volevo proprio dare quell'idea. Elvis non sarebbe Elvis se la sua musica non fosse bella.
A dimostrazione, anche stasera ci sarà una canzone di Elvis e sarà rock and roll (ahah non posso proprio essere imparziale e non mettere un genere che non ami!).
Ragazzi e ragazze, in piedi e iniziate ad agitarvi con "Wear my ring around your neck"!  ;)



E' fantastica! E se non ne siete convinti riascoltatela!
Umore del giorno: frizzante, come la canzone. Sì, il rock'n'roll mi gas molto!
Al prossimo post!

giovedì 16 agosto 2012

(Lascia che sia il tuo) Orsacchiotto

35 anni fa moriva una superstar che è poi stata imitata in tutti i modi e ne è quasi nato un culto. 35 anni fa moriva non uno chiunque, ma Elvis Presley!
Io non resto impassibile a questa celebrazione, ma voglio ricordarlo con una canzone che magari non è tra le più famose. La traduzione di stasera è "(Let me be your) Teddy Bear".
"Baby lasciami essere il tuo dolce orsacchiotto / Mettimi una catena intorno al collo / E portami ovunque / 
Oh, lasciami essere / (Oh, che sia) / Il tuo orsacchiotto. / Io non voglio essere una tigre / Perché le tigri giocano in modo troppo aggressivo / Io non voglio essere un leone / Perché i leoni non sono il genere che ti piace abbastanza. / Baby lasciami stare, intorno a te ogni notte / Fai scorrere le tue dita tra i miei capelli/ E coccolarmi stretto stretto / Oh, lasciami essere / (Oh, che sia) / Il tuo orsacchiotto."
E' una canzone perfetta, dolce e smielata abbastanza per entrare nel cuore delle ragazzine, cantata da un belloccio ribelle... Non voglio far passare Elvis per un'opportunista, ma di sicuro è riuscito ad ottenere il successo sia col talento che coll'aspetto piacente
Umore del giorno: in attesa di andare a vedere i fuochi artificiali a Locorotondo
Al prossimo post!

lunedì 25 luglio 2011

La beat generation

Ho finalmente letto (e finito) "Sulla strada" di Jack Kerouac e lasciatemelo dire: "WOW!". E' un libro che si fa leggere tutto d'un fiato e che è molto lontano da ciò che siamo perlopiù abituati a leggere oggi, libri con un inizio, uno svolgimento che implica un problema e un finale con una soluzione al problema. Questa è, invece, la storia di vari viaggi lungo gli Stati Uniti compiuti dal protagonista, Sal Paradiso, e che spesso sono fatti con l'amico Dean Moriarty.

Ma prima di parlare del libro, volevo soffermarmi oggi su un altro aspetto: la Beat generation. Questo romanzo è stato il manifesto del movimento beat. Ma chi sa cosa è il movimento beat? Effettivamente, oggi se ne parla pochissimo eppure se vi dico James Dean, o Elvis Presley, o Bob Dylan o addirittura figli dei fiori qualcosa in mente vi viene sulla ribellione degli anni '60. Bene, tutti questi personaggi furono influenzati dal movimento beat.

Il movimento beat nasce verso il 1947, quando a San Francisco si riuniscono Jack Kerouac, Allen Ginsberg e Neal Cassady. Wikpedia dà una bellissima definizione di questo movimento, perchè "beat" in inglese ha vari significati. Molto immediato è il significato di beat nel senso musicale: il beat è la battuta musicale, e il ritmo del periodo è il "be bop", uno stile di jazz molto movimentato che oggi si è quasi completamente perso. Ma "beat" è anche tradotto come battuto, e gli artisti beat si sentivano battuti e sconfitti dalla società e dalle sue imposizioni. Inoltre, "beat" è la "beatitudine", che scrittori e poeti raggiungevano tramite l'uso di droghe e alcool.

Insomma, la generazione beat è una generazione di ribellione, ma non assume mai connotati politici. E questa generazione prende spunti dagli hipster. Essi sono persone che si distaccano dalla cultura americana predominante nel momento, volta al consumismo e alla massificazione culturale. Gli hipsters vivono sotto la paura della guerra atomica e da loro prenderanno anche origine, più tardi, gli hippie (visto come tutto ritorna?  :) )

Dei grandi artisti beat abbiamo sicuramente Jack Kerouac, che ha dato inizio al movimento, insieme a Allen Ginsberg (di cui ho già pubblicato 2 poesie) e Neal Cassady, ispiratore di Kerouac (vedremo domani il suo ruolo in "Sulla strada") e di Ginsberg (se rileggete Howl, la prima parte è dedicata a lui) e che morì assiderato, tra gli effetti delle droghe, a quasi 42 anni; William Burroughs, di cui famosa è la trasposizione cinematografica di Cronenberg del libro "The naked lunch" (Il pasto nudo"; Lawrence Ferlinghetti, poeta tutt'ora vivente di cui leggeremo in qualche futuro post; Jack Hirschman, altro poeta ancora in vita e di cui ho trovato una poesia interessante; e Gregory Corso, definito il migliore beat insieme a Kerouac e Ginsberg.

Il motivo di tutto questo preambolo è perchè ieri parlavo con tanto entusiasmo del libro che avevo finito, ma mi sono presto ritrovato a dover spiegare cos'è la beat generation. C'era un po' di sconforto, ma sono stato felice di spiegare cosa fosse e spero proprio che sia rimasto qualcosa di tutto quello che dissi.

Umore del giorno: con un forte entusiasmo! Ma domani vedremo perchè!

Restate in linea!

domenica 6 febbraio 2011

Non essere crudele

Devo innanzitutto scusarmi per non aver scritto ieri sera. Ebbi un impegno alle 5 e mezza che mi prese più tempo di quanto immaginassi.

Eppure ieri fu un giorno molto pieno per me. La mattina, poco rilevante, aiutai una mia amica con lo studio; nel pomeriggio, però, vidi due film: "La valle dell'Eden" di Elia Kazan e "Qualunquemente" con Antonio Albanese. E, sebbene fossero due generi completamente diversi, mi sono piaciuti molto entrambi.

Da quando due estati fa vidi per caso il film "James Dean - La vera storia", quell'attore mi ha incuriosito molto e mi ripromisi di voler vedere i suoi film. Trovai solo "Gioventù bruciata", mentre gli altri due film dove lui ebbe la parte di protagonista non li trovai.

Due settimane fa, poi, poichè non c'era niente in tv, rividi "Gioventù bruciata" e mi si riaccese la curiosità. La settimana scorsa rividi "James Dean - La vera storia" (di cui vi parlai quando lo vidi la prima volta) e il giorno dopo cercai disperatamente "La valle dell'Eden" e "Il gigante". E ieri toccò proprio a "La valle dell'Eden"

Il talento di Dean era davvero immenso e il film è un capolavoro. Tuttavia, penso che per poterlo apprezzare dovremmo prima contestualizzare il periodo del film e staccarci dal modello di film attuali.

In più mi sono ripromesso di voler vedere un film "vecchio" ogni sabato pomeriggio. Uno dei classsici, uno di quei capolavori del cinema intramontabili...

Subito dopo il film di Elia Kazan vidi "Qualunquemente". Quando Antonio Albanese fa (o faceva) gli sketch a "Che tempo che fa" non riuscivo ad apprezzare la sua comicità e devo ammettere che anche il film l'ho iniziato a vedere con un po' di scetticismo.

Ma subito mi sono accorto che il film altro non è che la triste realtà e che trae la sua comicità anche dal fatto di essere vero! E' un film che consiglierei di vedere, anche perchè tra i vari film comici che ho visto ultimamente ("La banda dei babbi natale" e i due film di Checco Zalone) quello di Albanese è stato, per me, il migliore.

Lasciando questa prolissità, passiamo alla canzone di oggi. Diciamo che mi faccio perdonare con un bellissimo pezzo di Elvis Presley. In realtà, credevo che la canzone fosse dei Cheap Trick, ma su Wikipedia scopro che l’originale è di Elvis. Tra le due versioni non c’è una differenza notevole, tranne che per il tocco personale dei Cheap Tricks. Ad ogni modo, eccovi “Don’t be cruel” canta da “the Pelvis”.

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=D_XXtuOvKcg]

Sulla traduzione ho lasciato perdere perché era una canzone d’amore, ma spero vi sia comunque piaciuta la canzone!

Umore del giorno: felice per aver passato matematica finanziaria cosicché potrò godermi 3 giorni di "ferie"

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