Mercoledì scorso partecipai a una festa a tema hippy. Nonostante fino a 3 ore prima ancora non sapevo se partecipare, arrivato alla festa mi divertii tantissimo. E' stata un'esperienza bellissima: vedere altri giovani vestiti nello stile fine anni '60 e poi sentire tantissimi capolavori musicali e farsi trascinare dal ritmo... Da giovedì mattina non faccio che pensare agli anni '60 e mi sento quasi in astinenza da essi. In quest'estate, fatta soprattutto di studio e nient'altro, questa festa mi ha dato una carica particolare. E questo sabato non posso che tornare in quegli anni.
Ritorno alla fine degli anni '60, però, proponendovi non un rock'n'roll o una canzone folk, bensì una canzone d'amore pop. Niente a che vedere con la musica americana, dunque, ma sentiremo un noto cantante gallese che ha sfondato ovunque: Tom Jones! Stamattina, quasi in una vena di insensato romanticismo rivolto verso nessuno, ho voluto sentire quali successi ha composto questo noto cantante, di cui conoscevo solo i successi più recenti (come Black Betty e Sex bomb). E ne ho trovato delle carine!
Una su tutte, fino al 1969, mi ha colpito più delle altre ed è "Love me tonight", che vi faccio sentire oggi. La traduzione su internet non l'ho trovata, ma essendo un testo d'amore non ho una grandissima voglia di farla. Se qualcuno vuole, può, poi, aggiungerla nei commenti!
Canzone affascinante, eh? Non si possono non amare gli anni '60! Buon weekend!
Umore del giorno: allegro, ma ancora una volta senza un motivo preciso
Restate in linea!
sabato 20 agosto 2011
martedì 16 agosto 2011
L'uomo e il mare
Più o meno vacanze per tutti, quindi oggi mi mantengo leggero anche io. E' tempo di mare, quindi perchè no una bellissima poesia su di esso. Magari anche di uno dei miei poeti preferiti: Charles Baudelaire. La poesia si chiama "L’uomo e il Mare".
"Sempre il mare, uomo libero, amerai!
perché il mare è il tuo specchio; tu contempli
nell’infinito svolgersi dell’onda
l’anima tua, e un abisso è il tuo spirito
non meno amaro. Godi nel tuffarti
in seno alla tua immagine; l’abbracci
con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore
si distrae dal tuo suono al suon di questo
selvaggio ed indomabile lamento.
Discreti e tenebrosi ambedue siete:
uomo, nessuno ha mai sondato il fondo
dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto,
mare, le tue più intime ricchezze,
tanto gelosi siete d’ogni vostro
segreto. Ma da secoli infiniti
senza rimorso né pietà lottate
fra voi, talmente grande è il vostro amore
per la strage e la morte, o lottatori
eterni, o implacabili fratelli!"
Umore del giorno: stanco (anch'io sono andato a mare oggi!)
Restate in linea!
"Sempre il mare, uomo libero, amerai!
perché il mare è il tuo specchio; tu contempli
nell’infinito svolgersi dell’onda
l’anima tua, e un abisso è il tuo spirito
non meno amaro. Godi nel tuffarti
in seno alla tua immagine; l’abbracci
con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore
si distrae dal tuo suono al suon di questo
selvaggio ed indomabile lamento.
Discreti e tenebrosi ambedue siete:
uomo, nessuno ha mai sondato il fondo
dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto,
mare, le tue più intime ricchezze,
tanto gelosi siete d’ogni vostro
segreto. Ma da secoli infiniti
senza rimorso né pietà lottate
fra voi, talmente grande è il vostro amore
per la strage e la morte, o lottatori
eterni, o implacabili fratelli!"
Umore del giorno: stanco (anch'io sono andato a mare oggi!)
Restate in linea!
sabato 13 agosto 2011
Tu appartieni alla città
In questo periodo, stiamo sentendo delle rivolte a Londra, dove il disagio giovanile si sta manifestando nella maniera più brutale. Su un quotidiano si è accennato ai Clash, che nella loro "London Calling" (già proposta su questo blog), avevano parole quasi profetiche sulla rivolta di questi giorni. E il rock è pieno di altre canzoni che parlano di rivolte.
Mentre oggi pomeriggio ascoltavo canzoni anni '80 che mi hanno dato, ho trovato una canzone bellissima che in parte già conoscevo, grazie a Jay-Z che ha incluso il ritornello di "You belong to the city" nel suo ritornello. La canzone la cantava Glenn Frey (già fondatore degli Eagles) e faceva parte della colona sonora del telefilm Miami Vice del 1985.
La traduzione, purtroppo, non l'ho trovata, ma non mi è dispiaciuto farla. Come leggerete, anche qui si parla del disagio, sebbene questo sia il disagio della grande città.
"Il sole tramonta, la notte avanza / Puoi sentirla iniziare ovunque di nuovo / La luna si leva e la musica chiama / Tu stai ti stai stancando di startene nelle solite quattro mura. / Sei fuori dalla stanza e giù nella strada /Muovendoti nella folla e nel caldo di mezzanotte / Il traffico procede lentamente, le sirene gridano / Guardi le facce, come in un sogno / Nessuno sa dove stai andando /A nessuno importa dove sei stato. / Perchè tu appartieni alla città / Tu appartieni alla notte / Abitando in un fiume di oscurità /Sotto le luci al neon. / Tu sei nato nella città / Di calcestruzzo sotto i tuoi piedi / È nei tuoi movimenti, è nel tuo sangue / Tu sei un uomo della strada. / Quando hai detto addio, eri in fuga / Cercando di scappare dalle cose che hai fatto / Ore sei tornato di nuovo indietro, e ti senti strano / Come se fossero successe molte cose, ma niente è cambiato / Tu non sai ancora dove stai andando / Sei ancora una faccia nella folla. / Puoi sentirlo, puoi provarlo/ Puoi vederlo, puoi guardarlo in faccia / Puoi sentirlo, hey, ci stai andando vicino, hey / Vuoi farlo, perché puoi prenderlo / Tu appartieni alla città."
Ricordo ancora quando qualche anno fa parlavo di lasciare il paese in cui vivo per trasferirmi in una grande città. Alla fine, si può confrontare come può starti stretto un piccolo paesino che non ha più molto da offrirti, mentre può spersonalizzarti una grande città, accettando di viverci.. perchè "sei nato nella città di calcestruzzo sotto i tuoi piedi".
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=j4ueaD22hg8?rel=0&w=425&h=349]
Amo quel sax contralto di base e il video mi piace molto! Sarà anche che la magica ambientazione di New York abbia un fascino non invidiabile...
Beh, stasera scendete nelle strade del vostro paese o della vostra città e respirate l'aria (magari per quelli di Taranto o Brindisi sarebbe meglio indossare una mascherina prima!) e l'atmosfera di un sabato sera che sta arrivando!
Umore del giorno: innamorato di quel sax... Niente da fare!
Restate in linea!
Mentre oggi pomeriggio ascoltavo canzoni anni '80 che mi hanno dato, ho trovato una canzone bellissima che in parte già conoscevo, grazie a Jay-Z che ha incluso il ritornello di "You belong to the city" nel suo ritornello. La canzone la cantava Glenn Frey (già fondatore degli Eagles) e faceva parte della colona sonora del telefilm Miami Vice del 1985.
La traduzione, purtroppo, non l'ho trovata, ma non mi è dispiaciuto farla. Come leggerete, anche qui si parla del disagio, sebbene questo sia il disagio della grande città.
"Il sole tramonta, la notte avanza / Puoi sentirla iniziare ovunque di nuovo / La luna si leva e la musica chiama / Tu stai ti stai stancando di startene nelle solite quattro mura. / Sei fuori dalla stanza e giù nella strada /Muovendoti nella folla e nel caldo di mezzanotte / Il traffico procede lentamente, le sirene gridano / Guardi le facce, come in un sogno / Nessuno sa dove stai andando /A nessuno importa dove sei stato. / Perchè tu appartieni alla città / Tu appartieni alla notte / Abitando in un fiume di oscurità /Sotto le luci al neon. / Tu sei nato nella città / Di calcestruzzo sotto i tuoi piedi / È nei tuoi movimenti, è nel tuo sangue / Tu sei un uomo della strada. / Quando hai detto addio, eri in fuga / Cercando di scappare dalle cose che hai fatto / Ore sei tornato di nuovo indietro, e ti senti strano / Come se fossero successe molte cose, ma niente è cambiato / Tu non sai ancora dove stai andando / Sei ancora una faccia nella folla. / Puoi sentirlo, puoi provarlo/ Puoi vederlo, puoi guardarlo in faccia / Puoi sentirlo, hey, ci stai andando vicino, hey / Vuoi farlo, perché puoi prenderlo / Tu appartieni alla città."
Ricordo ancora quando qualche anno fa parlavo di lasciare il paese in cui vivo per trasferirmi in una grande città. Alla fine, si può confrontare come può starti stretto un piccolo paesino che non ha più molto da offrirti, mentre può spersonalizzarti una grande città, accettando di viverci.. perchè "sei nato nella città di calcestruzzo sotto i tuoi piedi".
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=j4ueaD22hg8?rel=0&w=425&h=349]
Amo quel sax contralto di base e il video mi piace molto! Sarà anche che la magica ambientazione di New York abbia un fascino non invidiabile...
Beh, stasera scendete nelle strade del vostro paese o della vostra città e respirate l'aria (magari per quelli di Taranto o Brindisi sarebbe meglio indossare una mascherina prima!) e l'atmosfera di un sabato sera che sta arrivando!
Umore del giorno: innamorato di quel sax... Niente da fare!
Restate in linea!
mercoledì 10 agosto 2011
Cammino sotto le stelle lontane
Nella famosa notte di San Lorenzo, stasera quasi tutti alzeremo lo sguardo verso il cielo a vedere le "stelle cadenti" e esprimere un desiderio. In realtà, ciò che noi vedremo saranno piccole meteore della costellazione delle Perseidi che entrano nell'atmosfera terrestre. Per chi volesse metterla sul religioso, le "stelle cadenti" rievocano i carboni ardenti su cui fu bruciato vivo l'arcidiacono Lorenzo in seguito dell'editto dell'imperatore romano Valeriano (258).
Ho sempre detto che il cielo stellato sia una delle meraviglie più grandiose della natura. Guardarlo equivale a perdersi con gli occhi e con la mente nell'universo, fino alle origini dell'uomo ed oltre!
Navigando in Internet, ho casualmente letto una bellissima poesia adatta a stasera. Il poeta è John Wieners, poeta beat. Il titolo della poesia è "Cammino sotto le stelle lontane"
"Cammino sotto le stelle lontanecome facevo da piccolo con mio fratello, come facevoin quelle lunghe, freddenotti di S. Francisco, che sembravano non avere limiti -solo vialidi colonne e sempreverdi,senza muri.E guardo in alto e vedo gli spazi tra le stellepenso alle nebbie e alle miglia che le separano,cosa attraverseremmo per essere insieme:Così mi ritrovo a Churchill Streettornando a casa dal negoziogli occhi rivolti ai densi gruppiche crepitano nella notte, E sento di nuovo la domanda che dimoranelle nostre mentisull'idea che è dietro all'uomoil suo posto nell'universoe l'universo,il suo posto nell'uomo. E resto come quando avevo otto annicon lo stupore di cos'è a creare tutto,l'infinità tra ciascuna lucee l'eternità di una.E sono muto con la domanda" Io ritrovo ciò che ho sempre pensato delle stelle in questa poesia. Magari stasera che alzato il naso all'insù ricordatevi di queste parole e rifletteteci meglio. Tutto si colorerà di una meravigliosa magia!
Umore del giorno: del normale studente che deve studiare, ma che per un motivo o un altro divaga!
Restate in linea!
Ho sempre detto che il cielo stellato sia una delle meraviglie più grandiose della natura. Guardarlo equivale a perdersi con gli occhi e con la mente nell'universo, fino alle origini dell'uomo ed oltre!
Navigando in Internet, ho casualmente letto una bellissima poesia adatta a stasera. Il poeta è John Wieners, poeta beat. Il titolo della poesia è "Cammino sotto le stelle lontane"
"Cammino sotto le stelle lontanecome facevo da piccolo con mio fratello, come facevoin quelle lunghe, freddenotti di S. Francisco, che sembravano non avere limiti -solo vialidi colonne e sempreverdi,senza muri.E guardo in alto e vedo gli spazi tra le stellepenso alle nebbie e alle miglia che le separano,cosa attraverseremmo per essere insieme:Così mi ritrovo a Churchill Streettornando a casa dal negoziogli occhi rivolti ai densi gruppiche crepitano nella notte, E sento di nuovo la domanda che dimoranelle nostre mentisull'idea che è dietro all'uomoil suo posto nell'universoe l'universo,il suo posto nell'uomo. E resto come quando avevo otto annicon lo stupore di cos'è a creare tutto,l'infinità tra ciascuna lucee l'eternità di una.E sono muto con la domanda" Io ritrovo ciò che ho sempre pensato delle stelle in questa poesia. Magari stasera che alzato il naso all'insù ricordatevi di queste parole e rifletteteci meglio. Tutto si colorerà di una meravigliosa magia!
Umore del giorno: del normale studente che deve studiare, ma che per un motivo o un altro divaga!
Restate in linea!
martedì 9 agosto 2011
Lo scempio delle baby-modelle
Da un po' di tempo pensavo che mi stavo esprimendo solo attraverso testi di canzone e quasi mai più basandomi su fatti di cronaca. Evitando di parlare di economia o politica, oggi partiamo da un'immagine. Piuttosto inconsueto da parte mia, ma notate l'immagine qui sotto e ditemi se notate qualcosa di strano.

Sconvolgente, eh? Si chiama Thylane Léna-Rose Blondeau, ha 10 anni (solo 10 anni!) ed è una modella ricercatissima.
E' un'assurdità! Non mi son mai interessato al mondo della moda, alle modelle e a tutto ciò che gira lì dietro, ma un piccolo titoletto mentre stamattina sfogliavo un quotidiano mi ha lasciato basito! Informandomi su internet, ho letto che non è affatto inusuale vedere bambini e bambine che prestano i loro corpi per fare i modelli o le sfilate. E potremmo anche permettere che questi posino per i vestiti da bambini (meglio se solo occasionalmente o, meglio, solo una volta o due). Ma che si trucchi una bambina e la si atteggi a persona adulta, secondo me, è inammissibile! Viene mercificata e mortificata non solo una donna, ma la bellezza e l'innocenza di una bambina...
Io non riesco a guardarla quella foto, mi fa rabbrividire. E' uno scempio! Una bambina di 10 anni (potrebbe essere mia cugina!) che invece di giocare come gli altri bambini, gira per la Francia e sfila su tacchi alti e con rossetto. E i genitori insistono che non faranno ritirare la loro figlia dalla moda, nonostante le critiche.
Fortunatamente, persone di buon senso esistono. La prima fotografa ad avere creato una pubblicità del genere con questa bambina si è dimessa (o è stata licenziata). Purtroppo, però, ci sono anche le persone senza scrupoli, oltre ai genitori, come la casa di moda (che non cito perchè non merita tanti onori), che ha ufficialmente ingaggiato questa bambina.
Ancora più sconcertante, infine, è che molte bambine, "affascinate" da Thylane, ora sognano di diventare così. Dopo il sogno di diventare "veline", anche quello di essere baby-modelle, magari incoraggiate da genitori stupidi.
Non riesco a esprimere maggiormente il mio disappunto... Su tutto, ora, mi viene in mente una canzone di Zarrillo, che vi feci leggere molto tempo fa. E con quelle parole chiuderò: "... non sembra cattivo il mondo e dirti sei un regalo della vita ma non andrebbe vissuta questa infanzia negata e persa"
Umore del giorno: dopo questa raccapricciante e disgustosa foto, devo ritrovare le forze per iniziare a studiare
Restate in linea!
Sconvolgente, eh? Si chiama Thylane Léna-Rose Blondeau, ha 10 anni (solo 10 anni!) ed è una modella ricercatissima.
E' un'assurdità! Non mi son mai interessato al mondo della moda, alle modelle e a tutto ciò che gira lì dietro, ma un piccolo titoletto mentre stamattina sfogliavo un quotidiano mi ha lasciato basito! Informandomi su internet, ho letto che non è affatto inusuale vedere bambini e bambine che prestano i loro corpi per fare i modelli o le sfilate. E potremmo anche permettere che questi posino per i vestiti da bambini (meglio se solo occasionalmente o, meglio, solo una volta o due). Ma che si trucchi una bambina e la si atteggi a persona adulta, secondo me, è inammissibile! Viene mercificata e mortificata non solo una donna, ma la bellezza e l'innocenza di una bambina...
Io non riesco a guardarla quella foto, mi fa rabbrividire. E' uno scempio! Una bambina di 10 anni (potrebbe essere mia cugina!) che invece di giocare come gli altri bambini, gira per la Francia e sfila su tacchi alti e con rossetto. E i genitori insistono che non faranno ritirare la loro figlia dalla moda, nonostante le critiche.
Fortunatamente, persone di buon senso esistono. La prima fotografa ad avere creato una pubblicità del genere con questa bambina si è dimessa (o è stata licenziata). Purtroppo, però, ci sono anche le persone senza scrupoli, oltre ai genitori, come la casa di moda (che non cito perchè non merita tanti onori), che ha ufficialmente ingaggiato questa bambina.
Ancora più sconcertante, infine, è che molte bambine, "affascinate" da Thylane, ora sognano di diventare così. Dopo il sogno di diventare "veline", anche quello di essere baby-modelle, magari incoraggiate da genitori stupidi.
Non riesco a esprimere maggiormente il mio disappunto... Su tutto, ora, mi viene in mente una canzone di Zarrillo, che vi feci leggere molto tempo fa. E con quelle parole chiuderò: "... non sembra cattivo il mondo e dirti sei un regalo della vita ma non andrebbe vissuta questa infanzia negata e persa"
Umore del giorno: dopo questa raccapricciante e disgustosa foto, devo ritrovare le forze per iniziare a studiare
Restate in linea!
sabato 6 agosto 2011
Who'll stop the rain?
Deluso dal risultato della finale di Supercoppa italiana, torniamo a parlare di beat generation. Volendo momentaneamente chiudere questa (quasi) lunga parentesi che ho iniziato sulla beat generation, meritano un accenno gli hippie. Come dissi il primo giorno in cui vi parlai della beat generation, il movimento hippy (o hippie) nasce da quello degli hipster.
La musica hippie è ricchissima di grandi autori, i quali credevano nella decadenza della società eccessivamente conformista e consumistica e nella rivoluzione sessuale, facevano largo uso di droghe e acidi e condannavano la guerra (la cultura hippie, tra l'altro si inserisce nel delicato periodo della guerra del Vietnam).
Sicuramente, la manifestazione che più ci fa ricordare gli hippie è il Festival di Woostock, uo dei più grandi concerti della storia. Trai vari artisti che si presentarono, c'erano i Creedence Clearwater Revival, o CCR. In realtà, credevo di avere già messo la celeberrima "Proud Mary", ma mi sono reso conto che non abbiamo mai sentito niente di questo gruppo.
Ecco allora che, ricordando anche che oggi si celebra il 66° anniversario dallo sgancio della prima bomba atomica, vi propongo una canzone contro la guerra, tema di cui trattarono più volte questo gruppo. La canzone è "Who'll stop the rain".
"Da quando ricordo cadere la pioggia / e misteriose nuvole gettare confusione sul terreno / I buoni uomini cercare il sole attraverso il tempo / Mi chiedo, ancora mi domando chi fermerà la pioggia. / Attraversai la Virginia, cercando un riparo dalla tempesta / Catturato nella favola, vidi la torre crescere / i piani di cinque anni e nuovi affari avvolti in catene dorate / e mi chiedo, ancora mi domando chi fermerà la pioggia. / Sentivo i cantanti suonare, e come chiedevamo insistenti per sentirli suonare ancora / La folla si era assembrata assieme, cercando di farsi caldo / e ancora la pioggia scrosciava, colandomi lungo le orecchie / e mi chiedo, ancora mi domando chi fermerà la pioggia."
Chi fermerà la pioggia in Libia? E chi fermerà la pioggia in Siria? E chi fermerà la pioggia negli Stati africani, di cui orma non sentiamo più nemmeno parlare? Quando queste guerre finiranno? Quando la Guerra finirà? Chi fermerà i business delle armi e quando si capirà che occorre mettere da parte i propri egoismi e i propri interessi per farla finita con inutili stragi? La gente ha paura perchè la violenza non si termina con la violenza, anzi ne genera altra ancora. E genera odio, che si tramanda. Tutto ciò di cui il mondo ha bisogno è calore, è amore, è dialogo! Le parole dei cantanti e di tutti gli operatori di pace in generale che cercano di promuovere il dialogo per realizzare la pace non sono parole al vento: sono parole che cercano di entrare nei cuori di chi li ascolta e "riscaldano" quelli delle persone che hanno paura.
Un'altro po' di folk, misto a rock. Se non vi è piaciuto, da sabato prossimo provo a fare un balzo più verso gli anni '80!
Umore del giorno: con un brutto mal di testa :(
Restate in linea!
La musica hippie è ricchissima di grandi autori, i quali credevano nella decadenza della società eccessivamente conformista e consumistica e nella rivoluzione sessuale, facevano largo uso di droghe e acidi e condannavano la guerra (la cultura hippie, tra l'altro si inserisce nel delicato periodo della guerra del Vietnam).
Sicuramente, la manifestazione che più ci fa ricordare gli hippie è il Festival di Woostock, uo dei più grandi concerti della storia. Trai vari artisti che si presentarono, c'erano i Creedence Clearwater Revival, o CCR. In realtà, credevo di avere già messo la celeberrima "Proud Mary", ma mi sono reso conto che non abbiamo mai sentito niente di questo gruppo.
Ecco allora che, ricordando anche che oggi si celebra il 66° anniversario dallo sgancio della prima bomba atomica, vi propongo una canzone contro la guerra, tema di cui trattarono più volte questo gruppo. La canzone è "Who'll stop the rain".
"Da quando ricordo cadere la pioggia / e misteriose nuvole gettare confusione sul terreno / I buoni uomini cercare il sole attraverso il tempo / Mi chiedo, ancora mi domando chi fermerà la pioggia. / Attraversai la Virginia, cercando un riparo dalla tempesta / Catturato nella favola, vidi la torre crescere / i piani di cinque anni e nuovi affari avvolti in catene dorate / e mi chiedo, ancora mi domando chi fermerà la pioggia. / Sentivo i cantanti suonare, e come chiedevamo insistenti per sentirli suonare ancora / La folla si era assembrata assieme, cercando di farsi caldo / e ancora la pioggia scrosciava, colandomi lungo le orecchie / e mi chiedo, ancora mi domando chi fermerà la pioggia."
Chi fermerà la pioggia in Libia? E chi fermerà la pioggia in Siria? E chi fermerà la pioggia negli Stati africani, di cui orma non sentiamo più nemmeno parlare? Quando queste guerre finiranno? Quando la Guerra finirà? Chi fermerà i business delle armi e quando si capirà che occorre mettere da parte i propri egoismi e i propri interessi per farla finita con inutili stragi? La gente ha paura perchè la violenza non si termina con la violenza, anzi ne genera altra ancora. E genera odio, che si tramanda. Tutto ciò di cui il mondo ha bisogno è calore, è amore, è dialogo! Le parole dei cantanti e di tutti gli operatori di pace in generale che cercano di promuovere il dialogo per realizzare la pace non sono parole al vento: sono parole che cercano di entrare nei cuori di chi li ascolta e "riscaldano" quelli delle persone che hanno paura.
Un'altro po' di folk, misto a rock. Se non vi è piaciuto, da sabato prossimo provo a fare un balzo più verso gli anni '80!
Umore del giorno: con un brutto mal di testa :(
Restate in linea!
venerdì 5 agosto 2011
Il mondo è un gran bel posto...
Con il riesplodere del caldo la mia voglia di studiare si è più che proporzionalmente e drasticamente ridotta. E' così che, aspettando che i libri mi implorino di tornare da loro e magari mi assaltino pure, scrivo sul blog. E per oggi vi porto un po' di sorriso. Cavalcando ancora l'onda (non del mare perchè quest'anno mi sembra un lontanissimo miraggio) della beat generation, su cui mi sto concentrando ultimamente, voglio favi leggere una poesia di Lawrence Ferlinghetti, di cui vi ho parlato a proposito dei poeti beat.
Ho cercato su internet poesie di Ferlinghetti, ma con grande rammarico ne ho trovate ben poche. Questa, tuttavia, mi ha subito colpito, anche se non è l'unica. Forse è è il finale.
Vi consiglio, comunque, di non sottovalutare il significato della poesia, perchè nella semplicità delle cose scritte, è facile vederla come una "poesiola". In realtà, dietro queste parole comuni, c'è un grande messaggio di denuncia verso una società che ha perso il senso critico e che dà per scontate le cose che sembrano più banali, mentre hanno più significato di quanto si creda. Tant'è vero che al terzo verso delle prime tre strofe c'è sempre un "se non v'importa che...", a sottolineare l'importanza di valori che si stanno lentamente dimenticando. Ieri come ancora oggi.
A voi la l'ultima parola!
"Il mondo è un gran bel postoin cui nascerese non v'importa che la felicitànon sia sempre così divertentese non v'importa un po' d’infernoqua e làproprio quando tutto va beneperché anche in paradiso non è che si canti tutto il tempo
Il mondo è un gran bel postoin cui nascerese non v'importa che qualcuno muoiacontinuamenteo magari solo di fameper un po’ di tempoil che non è poi tanto male se non si tratta di voi
Oh il mondo è un gran bel postoin cui nascerese non v'importa moltodi qualche cervello persosu ai posti di comandoo di una bomba o duedi tanto in tantosui vostri visi alzatio di simili contrattempicui va soggetta la nostrasocietà di Gran Marcacon i suoi uomini distintie con quelli estintie i suoi pretie altri poliziottie le sue svariate segregazionie indagini parlamentarie altre costipazioniche la nostra sciocca carne eredita Sì il mondo è il posto più bello del mondoper un sacco di cose comefare buffonatee fare l'amoreessere tristie cantare canzoni sottovoce e avere ispirazionie andare in giroguardando ogni cosaodorando fiorie dare pizzicotti alle statuee persino pensaree baciare la gente efare bambini e portare i pantalonie agitare cappelli eballaree andare a nuotare nei fiumie fare picnic nel pieno dell'estate e insomma“godendosi la vita” Sì ma poi proprio sul più bello di tutto questoarriva sorridendo l'impresario di pompe funebri." Umore del giorno: studiare sì, studiare no... Suvvia, devo iniziare!Restate in linea!
Ho cercato su internet poesie di Ferlinghetti, ma con grande rammarico ne ho trovate ben poche. Questa, tuttavia, mi ha subito colpito, anche se non è l'unica. Forse è è il finale.
Vi consiglio, comunque, di non sottovalutare il significato della poesia, perchè nella semplicità delle cose scritte, è facile vederla come una "poesiola". In realtà, dietro queste parole comuni, c'è un grande messaggio di denuncia verso una società che ha perso il senso critico e che dà per scontate le cose che sembrano più banali, mentre hanno più significato di quanto si creda. Tant'è vero che al terzo verso delle prime tre strofe c'è sempre un "se non v'importa che...", a sottolineare l'importanza di valori che si stanno lentamente dimenticando. Ieri come ancora oggi.
A voi la l'ultima parola!
"Il mondo è un gran bel postoin cui nascerese non v'importa che la felicitànon sia sempre così divertentese non v'importa un po' d’infernoqua e làproprio quando tutto va beneperché anche in paradiso non è che si canti tutto il tempo
Il mondo è un gran bel postoin cui nascerese non v'importa che qualcuno muoiacontinuamenteo magari solo di fameper un po’ di tempoil che non è poi tanto male se non si tratta di voi
Oh il mondo è un gran bel postoin cui nascerese non v'importa moltodi qualche cervello persosu ai posti di comandoo di una bomba o duedi tanto in tantosui vostri visi alzatio di simili contrattempicui va soggetta la nostrasocietà di Gran Marcacon i suoi uomini distintie con quelli estintie i suoi pretie altri poliziottie le sue svariate segregazionie indagini parlamentarie altre costipazioniche la nostra sciocca carne eredita Sì il mondo è il posto più bello del mondoper un sacco di cose comefare buffonatee fare l'amoreessere tristie cantare canzoni sottovoce e avere ispirazionie andare in giroguardando ogni cosaodorando fiorie dare pizzicotti alle statuee persino pensaree baciare la gente efare bambini e portare i pantalonie agitare cappelli eballaree andare a nuotare nei fiumie fare picnic nel pieno dell'estate e insomma“godendosi la vita” Sì ma poi proprio sul più bello di tutto questoarriva sorridendo l'impresario di pompe funebri." Umore del giorno: studiare sì, studiare no... Suvvia, devo iniziare!Restate in linea!
Iscriviti a:
Post (Atom)