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martedì 9 agosto 2011

Lo scempio delle baby-modelle

Da un po' di tempo pensavo che mi stavo esprimendo solo attraverso testi di canzone e quasi mai più basandomi su fatti di cronaca. Evitando di parlare di economia o politica, oggi partiamo da un'immagine. Piuttosto inconsueto da parte mia, ma notate l'immagine qui sotto e ditemi se notate qualcosa di strano.



Sconvolgente, eh? Si chiama Thylane Léna-Rose Blondeau, ha 10 anni (solo 10 anni!) ed è una modella ricercatissima.

E' un'assurdità! Non mi son mai interessato al mondo della moda, alle modelle e  a tutto ciò che gira lì dietro, ma un piccolo titoletto mentre stamattina sfogliavo un quotidiano mi ha lasciato basito! Informandomi su internet, ho letto che non è affatto inusuale vedere bambini e bambine che prestano i loro corpi per fare i modelli o le sfilate. E potremmo anche permettere che questi posino per i vestiti da bambini (meglio se solo occasionalmente o, meglio, solo una volta o due).  Ma che si trucchi una bambina e la si atteggi a persona adulta, secondo me, è inammissibile! Viene mercificata e mortificata non solo una donna, ma la bellezza e l'innocenza di una bambina...

Io non riesco a guardarla quella foto, mi fa rabbrividire. E' uno scempio! Una bambina di 10 anni (potrebbe essere mia cugina!) che invece di giocare come gli altri bambini, gira per la Francia e sfila su tacchi alti e con rossetto. E i genitori insistono che non faranno ritirare la loro figlia dalla moda, nonostante le critiche.

Fortunatamente, persone di buon senso esistono. La prima fotografa ad avere creato una pubblicità del genere con questa bambina si è dimessa (o è stata licenziata). Purtroppo, però, ci sono anche le persone senza scrupoli, oltre ai genitori, come la casa di moda (che non cito perchè non merita tanti onori), che ha ufficialmente ingaggiato questa bambina.

Ancora più sconcertante, infine, è che molte bambine, "affascinate" da Thylane, ora sognano di diventare così. Dopo il sogno di diventare "veline", anche quello di essere baby-modelle, magari incoraggiate da genitori stupidi.

Non riesco a esprimere maggiormente il mio disappunto... Su tutto, ora, mi viene in mente una canzone di Zarrillo, che vi feci leggere molto tempo fa. E con quelle parole chiuderò: "... non sembra cattivo il mondo e dirti sei un regalo della vita ma non andrebbe vissuta questa infanzia negata e persa"

Umore del giorno: dopo questa raccapricciante e disgustosa foto, devo ritrovare le forze per iniziare a studiare

Restate in linea!

giovedì 27 agosto 2009

L'infanzia negata



Abbastanza tempo fa pubblicai un toccante testo su una “donna persa”, storia dello stupro di una bimba cantata da Le orme in “Gioco di bimba”. Oggi ritornerei sul tema dei bambini (ancora in tema dal post dell’altra settimana) e vi faccio leggere un testo di Michele Zarrillo, piuttosto forte e che andrebbe bene anche letto e sentito contemporaneamente. Trovo bella la rappresentazione vocale della canzone, ma prima di tutto ecco “L’infanzia negata”.
“Qui muore Dio / Formicai di case e sedia da impagliare / E i ritorni ubriachi lungo le ringhiere / Di quei padri senza stima e umanità / Nessuno qui denuncerà. / Bambini eroi / Unghie sporche e compitini da finire / Impauriti con l'orecchio sulle scale / Quella porta non dovrebbe aprirsi mai / Nessuno qui denuncerà. / Vivono gli amori a primavera / Come noi questa sera / Che non sembra cattivo il mondo / E dirti sei un regalo della vita / Ma non andrebbe vissuta / Questa infanzia negata e persa / Qui va così. / Ed intanto cresce l'odio verso gli altri / Loro sempre più da soli e più cattivi / Da evitare come brutte malattie / Nessuno qui denuncerà. / Vivono gli amori a primavera / Come noi questa sera / Che non sembra cattivo il mondo / E dirti sei un regalo della vita / Ma chi può averla umiliata / Questa infanzia negata e persa / Qui c'ero anch'io. / Frettolosi accordi presi lungo i muri / Nelle macchine truccate dei più duri / E gli amici persi con rassegnazione / Fortuna che / Stasera ho te.”

Il testo si comprende facilmente. Si parla di bambini sfruttati (tema attualissimo, magari forse non più in Italia, ma sicuramente altrove nel mondo) cui non è possibile far vivere un’infanzia fatta di giochi. Tutti viviamo “gli amori a primavera”, ma chi si ricorda di questi maltrattamenti? “Non sembra cattivo il mondo”, ma noi viviamo ormai in una realtà annebbiata dal protagonismo e dalla voglia di svettare su chiunque, dimenticando che alla base di tutto c’è l’umiltà. Viviamo la politica, i capitali che si perdono in Borsa, la stratosferica cifra dell’enalotto e la moda che cambia, ma oltre l’apparire c’è una parte di popolazione che soffre, che perde davvero e che noi evitiamo “come brutte malattie”. Poi, l’autore scrive che anche lui ha passato quell’inferno, ma ne è uscito a testa alta trovando l’amore.

Ma tornando alla realtà, può riuscire una persona adulta a superare un’”infanzia negata”? Lo spero per coloro che adesso
se la perdono perché “intanto cresce l’odio versoi gli altri”!

A presto