sabato 5 aprile 2008

La canzone logica dei Supertramp

Siamo arrivati a un altro sabato! E' passata davvero lentamente questa settimana per me. E anche se penso che ogni giorno che passa, è un giorno di inferno in meno che mi allontana da questa brutta scuola, mi vengono alcune preoccupazioni a pensare a cosa farò dopo questa brutta scuola.
Un po' a riguardo, ho trovato per caso questa canzone dei Supertramp che sicuramente pochi conoscono, ma se chiedete ai vostri genitori sicuramente vi cantichieranno qualcosa di questo grandissimo gruppo, che si posiziona coronologicamente tra il 1970 e la fine degli anni '80.
La canzone si chiama "The logical song" ed è del 1979. Ecco cosa dice: "Quand'ero giovane, la vita mi
sembrava così meravigliosa, / un miracolo, oh era così bella, magica / e tutti gli uccelli sugli alberi, ebbene cantavano così / felicemente, gioiosamente, scherzosamente mi guardavano /Poi loro mi mandarono via per insegnarmi come essere / sensibile, logico, responsabile, pratico /E mi mostrarono un mondo in cui potevo essere così / affidabile, obiettivo, intellettuale, cinico. / Ci sono volte in cui tutto il mondo è addormentato / le domande corrono troppo in profondità / per un uomo così semplice / Vi dispiacerebbe, per favore, / dirmi cosa abbiamo imparato? / So che può sembrare strano / Ma per favore ditemi chi sono. / Ora sta' attento a quello che dici o ti chiameranno / radicale, liberale, fanatico, criminale /Potresti scrivere il tuo nome? ci piacerebbe sapere se sei /accettabile, rispettabile, presentabile, un vegetale! / Di notte, quando tutto il mondo è addormentato / le domande corrono in profondità / per un uomo così semplice / Vi dispiacerebbe, per favore, dirmi cosa abbiamo imparato? / So che può sembrare assurdo / ma per favore ditemi chi sono."
Credo che alla fine della scuola noi usciremo così: inesperti e con il mondo che è totalmente diverso da ciò che abbiamo visto noi sui libri e stropicceremo gli occhi per l'incredulità nei confronti del mondo uscendo dal caldo nido familiare in cui si abita.
Mi rendo conto che questa canzone parla, in effetti, di un'altra cosa, ma ci sono punti che si adattano a questo discorso. Nella canzone, gli uccelli allontanano l'autore dalla giovinezza per farlo entrrare nella maturità piena degli adulti. Noi, ancora per poco, stiamo con questi uccelli che lentamente, però, iniziano ad allantonarsi. E qui sorgono tutti i problemi... A voi non angoscia pensare che presto la vostra vita cambierà e le vostre abitudini dovranno cambiare e bisognaerà adattarsi ad un nuovo "mondo"?
Non volevo angosciarvi... Mi rendo conto che è sabato. Andiamo al video (che non so se è l'originale, ma si sa quanto sia difficile trovare un video di quegli anni):





Non c'è tanto da dire, è proprio bella questa canzone.
A risentirci.


venerdì 4 aprile 2008

Poesia nelle parole di Jovanotti

Neanche tempo di nascere, ed ecco che la mia idea di lanciare il blog è tramontato.
Non so cosa mi sia successo, ma era come se non ci credessi... Eppure all'inizio ci ho creduto tanto in questo progetto... E c'è naturalmente un po' di rammarico.
Ma va bene così...
Piuttosto oggi vorrei concentrarmi su un testo che ho letto ieri e mi è subito piaciuto.
Quando ieri ho sentito la canzone senza leggere il testo, sembrava che questa canzone la potessi dedicare ad una mia cara amica. E leggendo il testo, mi sono accorto che ci va a pennello! La canzone è l'ultima di Jovanotti: "A te". Ecco cosa dice il testo."A te che sei l’unica al mondo
/ L’unica ragione per arrivare fino in fondo /Ad ogni mio respiro / Quando ti guardo / Dopo un giorno pieno di parole / Senza che tu mi dica niente / Tutto si fa chiaro. / A te che mi hai trovato / All’angolo coi pugni chiusi / Con le mie spalle contro il muro / Pronto a difendermi / Con gli occhi bassi / Stavo in fila / Con i disillusi / Tu mi hai raccolto come un gatto /E mi hai portato con te. / A te io canto una canzone / Perché non ho altro /Niente di meglio da offrirti / Di tutto quello che ho / Prendi il mio tempo / E la magia / Che con un solo salto / Ci fa volare dentro all’aria / Come bollicine. /
A te che sei / Semplicemente sei / Sostanza dei giorni miei / Sostanza dei giorni miei. / A te che sei il mio grande
amore / Ed il mio amore grande / A te che hai preso la mia vita / E ne hai fatto molto di più / A te che hai dato senso al tempo / Senza misurarlo / A te che sei il mio amore grande / Ed il mio grande amore. /
A te che io /Ti ho visto piangere nella mia mano /Fragile che potevo ucciderti / Stringendoti un po’ / E poi ti ho visto / Con la forza di un aeroplano / Prendere in mano la tua vita / E trascinarla in salvo. / A te che mi hai insegnato i
sogni / E l’arte dell’avventura / A te che credi nel coraggio / E anche nella paura / A te che sei la miglior cosa / Che mi sia successa / A te che cambi tutti i giorni / E resti sempre la stessa. / A te che sei / Semplicemente sei / Sostanza dei giorni miei / Sostanza dei sogni miei / A te che sei / Essenzialmente sei / Sostanza dei sogni miei / Sostanza dei giorni miei. /
A te che non ti piaci mai / E sei una meraviglia / Le forze della natura si concentrano in te / Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano / Sei l’orizzonte che mi accoglie quando mi allontano / A te che sei l’unica amica / Che io posso avere / L’unico amore che vorrei / Se io non ti avessi con me /
A te che hai reso la mia vita
bella da morire, che riesci a render la fatica un immenso piacere, / a te che sei il mio grande amore ed il mio amore grande, / a te che hai preso la mia vita e ne hai fatto molto di più, / a te che hai dato senso al tempo senza misurarlo, / a te che sei il mio amore grande ed il mio grande amore."
Per me, questa è pura poesia! E anche qui, sul mio space, non posso che continuare a dedicare questa canzone che a una persona... ****** ti voglio troppissimo bene. Tu sei stata il raggio di sole nella mia vita buia!
A risentierci.
P.S. Ho aggiornato i video nella home: gettateci un'occhiata!

lunedì 31 marzo 2008

Ho lanciato un nuovo vero blog!

Ho lanciato stasera un nuovo blog, leggibile da ovunque su Internet! Il link è http://ilmondochevaarotoli.blogspot.com e il nome non si discosta tanto da  quello che ha questo space.
Come potrete leggere, questo nuovo blog sarà un luogo di discussioni aperto a chiunque avrà voglia di sfogarsi o avrà bisogno di qualche consiglio.
Un po' un'idea di ciò che voglio scrivere ce l'ho e spero che riuscirò a mantenere distanti le due attività, perchè questo space continua ad essere il mio "diario" di impressioni e sfoghi e di "propaganda" della musica, mentre il blog sarà un grande (spero) luogo di raccolta di suggerimenti, aiuti, sfoghi e quantaltro di tutti quelli che vi vorranno contribuire.
La mia nuova sfida l'ho lanciata. Una sola cosa mi sta un attimo facendo pensare, ed è la mail di accesso a questo blog. Ha un qualcosa di equivoco... la storia è stranissima e non voglio raccontarla e non voglio manco che se ne parli... Non è che me ne vergogni... ma appartiene al passato.
Lasciando ora tutti questi dubbi, non posso che invitarvi a contribuire al blog e a rimandarvi alle mie prossime pubblicazioni ovunque.
A risentirci!

domenica 30 marzo 2008

Se il futuro che ci aspetta è questo...

Si vede che cis to proprio prendendo la mano a scrivere qui sopra, visto che sto scrivendo quasi ogni giorno. Quello di oggi (intervento) è saltato su per caso ascoltando "Vaffanculo" di Masini. Questa canzone parla di sè e non è voglia mia quella di oggi analizare qualche altro testo.
La frase che ho trovato io, però, si ricollega ancora alla questione delle apparenze, che ho lanciato 3 settimane fa. In un verso della sua canzone, lui dice "siamo tutti conformisti / travestiti da ribelli".
Appena l'ho sentita questa frase, ho subito controllato se il testo dicesse davvero così! Ed è così! E mi piace che ci sia anche qualche cantante che si interessa di "attualità" e non solo d'amore.
Se oggi camminiamo per le vie di qualunque città italiana, ci saranno tanti fighetti che escono con il cappelino, le cuffie all'orecchio, gli occhiali da sole anche di sera, i vestiti alla moda e possibilmente costosi, la camminata tipica del fighetto e il carattere tipico del buffone. Per le ragazze, invece, il modello è: capelli super alla moda,
trucco da 15 cm sulla faccia, vestiti costosi (e ci tengono di più dei ragazzi), gonna corta, e il solo scopo di cercare divertimenti, sprezzanti di tutto ciò che è davvero importante...
Crediamo di essere speciali, che gli altri siano meno intelligenti di noi, meno furbi di noi, meno tutto di noi. La realtà è che, alla fine, siamo tutti "omologati", siamo, cioè, tutti uguali, schiavi della moda e di ciò che pensano gli altri e se tu non fai così, sei fuori dal gioco, fuori dal gruppo, fuori da una possbile illusione che tutto ci sta andando bene, quando, invece, ciò che sta succedendo è  che abbiamo smesso di pensare con la  NOSTRA TESTA!
A risentirci.

sabato 29 marzo 2008

The chain

Vengo da una settimana in cui mi sono sentito complessivamente sempre sotto torchio... Perciò, come voglio leggerezza per un po' di tempo e staccare un po' la spina, così voglio oggi proporre una canzone anni '70 senza che vada manco a vedere la traduzione del testo...  Mi fido dell'autore: Fleetwood Mac con la sua "The chain".
Come probabilmente si può anche capire, non ho neanche tanta voglia di scrivere... Perciò eccovi il video (vi do il minimo):





Saltando anche i convenevoli sulla domanda se vi è piaciuta, non mi resta che rimandarvi a un altro momento...
A risentirci.

martedì 25 marzo 2008

E le vacanze stanno per finire!



E tra un po' si iparte di nuovo... 14 ore circa mi separano da un nuovo viaggio... Stavolta ad Ancona, e speriamo che almeno qui il risultato ci sia.

Riprendo velocemente quell'idea che mi è passata per la testa sabato e poi subito alla canzone che vi avevo accennato sempre sabato.

Riguardo la storia del Brutto anatroccolo, io non l'ho messa lì per caso, ma perchè io mi identifico nel brutto anatroccolo: sotto le mie spoglie esteriori, c'è molto: saggezza, comicità, voglia di parlare con tutti di tutto, ma anche riserbo, tranquillità, romanticismo, evasione... insomma, un potenziale vasto, che ancora nessuno è riuscito a scoprire perchè nessuno si è interessato e ormai tutti cercano, come la madre del brutto anatroccolo, la bella mostra esteriore di una persona!


A questo, inoltre si collega il testo di oggi: Io voglio amore, ossia "I want love", così come diceva Elton John. E' questa la canzone che vi dicevo sabato che sentendola e non conoscendo le parole è come se mi comunicasse e mi dicesse: "eccoti qui".

"Voglio
amore, ma è impossibile

/
Un
uomo
come me, così irresponsabile

/
Un
uomo
come me è morto nei luoghi dove

/
Altri
uomini si sentono liberati
. / E
non posso
amare, congettura piene di buchi

/
Non
sento nulla,
sento solo freddo

/
Non
sento
nulla, solo vecchie ferite

/
Che
si
induriscono attorno al mio cuore
. / Ma
voglio
amare,

/
Solo
di un
genere diverso

/
Voglio
amore,

/
Non
mi
stroncherà

/
Non
mi
murerà vivo,

/
Non
mi
rinchiuderà
. / Voglio
un
amore,

/
Che
non
significhi nulla

/
Questo
è
l’amore che voglio

/
Voglio
amore
. / Voglio
amore a modo mio

/
Dopo
tutto
quello che ho imparato

/
Io,
porto troppo
bagaglio

/
Oh
cielo ho
visto così tanto traffico.

/
Allora
provocalo, sono stato ferito

/
Non
darmi
amore che sia pulito e tranquillo

/
Sono
pronto
per le cose più dure

/
Nessuna
dolce
storia d’amore, ne ho avute abbastanza

/
Un
uomo
come me è morto in luoghi dove

/
Altri
uomini si sentono liberati
."




Questo è tutto. Certo, in questa canzone
si parla di una storia d'amore che passi come l'acqua... Eppure
lasciando il terzultimo rigo del ritornello e della canzone, io provo
quelle che anche Elton comunicava nel 2001. Si sa che le ragazze non piovono dal cielo... ma, oggi come oggi, le ragazze vogliono solo i vestiti con i prezzi al cielo (è alle stelle, ma volevo fare... tipo... Ok scusate non lo farò più)!







Non sono riuscito a trovare il video ufficiale, ma se vi piace potete scaricarla voi...
A risentirci


domenica 23 marzo 2008

AUGURI DI BUONA PASQUA A TUTTI!

Auguri di buona Pasqua a
tutti!
Avrei voluto scrivere una
cosa che mi è capitata di pensare... Ma è Pasqua, giorno di gioia e rinascita
della vita!
Una poesia volevo comunque
riportare, pienamente pasquale, scritta da Gianni Rodari e sicuramente molto
famosa: "Dall'uovo di Pasqua"

Dall'uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: "Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio".
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
"Viva la pace,
abbasso la guerra".
La mia passione per Ungaretti, infine, mi spinge
a riportare un altro componimento non pienamente pasquale, ma che fu scritto da
Ungaretti il giorno di Pasqua durante la guerra a Roma. Non è semplice da
capire, come da stile suo, ma a me piace e risponde un po' all'interrogativo
che molti oggi si pongono: "Ma Dio dov'è?"
“MIO FIUME ANCHE TU”
Mio
fiume anche tu, Tevere fatale,
Ora
che notte già turbata scorre;
Ora
che persistente
E
come a stento erotto dalla pietra
Un
gemito d'agnelli si propaga
Smarrito
per le strade esterrefatte;
Che
di male l'attesa senza requie,
Il
peggiore dei mali,
Che
l'attesa di male imprevedibile
Intralcia
animo e passi;
Che
singhiozzi infiniti, a lungo rantoli
Agghiacciano
le case tane incerte;
Ora
che scorre notte già straziata,
Che
ogni attimo spariscono di schianto
O
temono l'offesa tanti segni
Giunti,
quasi divine forme, a splendere
Per
ascensione di millenni umani;
Ora
che già sconvolta scorre notte,
E
quanto un uomo può patire imparo;
Ora
ora, mentre schiavo
Il
mondo d'abissale pena soffoca;
Ora
che insopportabile il tormento
Si
sfrena tra i fratelli in ira a morte;
Ora
che osano dire
Le
mie blasfeme labbra:
"Cristo,
pensoso palpito,
Perchè
la Tua bontà
S'è
tanto allontanata?"
Ora
che pecorelle cogli agnelli
Si
sbandano stupite e, per le strade
Che
già furono urbane, si desolano;
Ora
che prova un popolo
Dopo
gli strappi dell'emigrazione,
La
stolta iniquità
Delle
deportazioni;
Ora
che nelle fosse
Con
fantasia ritorta
E
mani spudorate
Dalle
fattezze umane l'uomo lacera
L'immagine
divina
E
pietà in grido si contrae di pietra;
Ora
che l'innocenza
Reclama
almeno un eco,
E
geme anche nel cuore più indurito;
Ora
che sono vani gli altri gridi;
Vedo
ora chiaro nella notte triste.
Vedo
ora nella notte triste, imparo,
So
che l'inferno s'apre sulla terra
Su
misura di quanto
L'uomo
si sottrae, folle,
Alla
purezza della Tua passione.
Fa
piaga nel Tuo cuore
La
somma del dolore
Che
va spargendo sulla terra l'uomo;
Il
Tuo cuore è la sede appassionata
Dell'amore
non vano.
Cristo,
pensoso palpito,
Astro
incarnato nell'umane tenebre,
Fratello
che t'immoli
Perennemente
per riedificare
Uamnamente
l'uomo,
Santo,
Santo che soffri,
Maestro
e fratello e Dio che ci sai deboli,
Santo,
Santo che soffri
Per
liberare dalla morte i morti
E
sorreggere noi infelici vivi,
D'un
pianto solo mio non piango più,
Ecco,
Ti chiamo, Santo,
Santo,
Santo che soffri.