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venerdì 9 dicembre 2011

Giardino vuoto

Ieri era la festa dell'Immacolata Concezione di Maria, ma anche l'anniversario della morte di John Lennon. E, sì, è vero che ormai è morto da 31 anni e la vita continua e probabilmente pochissimi ci pensano più, ma è stata un'icona del rock'n roll mondiale.
Proprio l'8 dicembre 1980, John Lennon fu sparato sotto casa sua da Mark Chapman. Inutile ripercorrere la vita e i "miracoli" dell'ex Beatle. Piuttosto voglio ricordarlo come fece Elton John, grandissimo amico di Lennon, padrino di uno dei suoi figli, con la canzone: "Empty garden (Hey Hey Johnny)".
"Cos'è successo qui / Mentre calava il tramonto su New York / Ho trovato un giardino vuoto / Fra le lastre di pietra laggiù / Chi ha vissuto qua / Deve esser stato un giardiniere / Che ci teneva molto / Che sradicava le lacrime / E coltivava un buon raccolto / Ed ora tutto sembra strano / E' buffo come un insetto / Possa danneggiare così tanto grano. / Che senso ha / Questo piccolo giardino vuoto / Dalla porta in arenaria / E nelle crepe lungo il marciapiede / Non cresce più niente / Chi ha vissuto qui / Deve esser stato un giardiniere / Che amava molto / Che sradicava le lacrime / E coltivava un buon raccolto / E siamo così sbalorditi / Paralizzati e storditi / Un giardiniere come quello / Non lo può rimpiazzare nessuno. / Ed ho bussato / Ma nessuno risponde / Ed ho bussato quasi tutto il giorno / Oh e ho chiamato / Oh hey hey Johnny / Non riesci ad uscire a giocare. / E attraverso le lacrime / Qualcuno dice che abbia coltivato al meglio / Quando era giovane / Ma avrebbe detto che quelle radici / Crescono più forti se solo avesse sentito  / Chi ha vissuto qui  / Deve esser stato un giardiniere / Che amava molto / Che sradicava le lacrime / E coltivava un buon raccolto / Ora noi preghiamo per la pioggia / Ed in ogni goccia che cade / Sentiamo, sentiamo il tuo nome. /   Ed ho bussato / Ma nessuno risponde / Ed ho bussato quasi tutto il giorno / Oh e ho chiamato / Oh hey hey Johnny / Non riesci ad uscire a giocare. / Johnny non riesci ad uscire a giocare / Nel tuo giardino vuoto."
La figura di John Lennon - giardiniere è originale, stupenda! Lui che "sradicava le lacrime e coltivava un buon raccolto". Personalmente, non mi piacciono tutte le canzoni di John Lennon e dei Beatles, ma è innegabile che abbiano fatto la storia della Musica e che hanno fatto emozionare varie generazioni e ancora lo faranno. E, probabilmente, davvero "un giardiniere come quello non lo può rimpiazzare nessuno" perchè le sue canzoni spesso erano anche poesie!
Umore del giorno: seccato di dover andare fino a Taranto per chiedere alla professoressa un'informazione che richiede solo pochissimi minuti
Restate in linea!

sabato 29 ottobre 2011

Levon

Stasera mi sento abbastanza triste, ma sinceramente non ho voglia di ripercorrere la storia. Anche perchè le canzoni di Elton John stanno avendo il loro magnifico effetto benefico sul mio umore e non voglio perdere questo effetto benefico!
E giacchè sto sentendo Elton John, mio salvatore in queste occasioni, la canzone che sentiremo stasera è una del suo repertorio e una delle mie preferite. E, in effetti, anche lui la propone a ogni suo concerto. Parlo di Levon, canzone che parla di un ragazzo che, stanco della sua vita, vorrebbe lasciare la città, ma non riesce.
"Levon porta la sua ferita di guerra come una corona / Chiama suo figlio Gesù / Perché gli piace il nome / E lo manda alla scuola più rinomata della città. / A Levon, a Levon piacciono i suoi soldi  / Ne fa molti dicono / Passa i suoi giorni contandoli  / Dentro una stazione di servizio presso l’autostrada. / Nacque povero come pegno al giorno di Natale / Quando il New York Times diceva che Dio era morto / E la guerra iniziò / Alvin Tostig ebbe un figlio quel giorno. / E deve trattarsi di Levon / E deve essere una persona per bene / Deve trattarsi di Levon / Secondo la tradizione del progetto di famiglia / E deve trattarsi di Levon / E deve essere una persona per bene / Deve trattarsi di Levon. / Levon vende palloncini in città / Lavoro da cui la famiglia trae profitto / Gesù gonfia palloncini tutto il giorno / Siede in veranda e li osserva volare. / E Gesù, vuole andare su Venere / Lasciandosi Levon alle spalle / Prende un palloncino e va a salpare / Mentre Levon, Levon moriva lentamente. /   E deve trattarsi di Levon / E deve essere una persona per bene / Deve trattarsi di Levon."
Le parole potrebbero non dirvi niente, ma la musica vi piacerà. Non è triste, come potete immaginarla, ma un rock allegro e senza il solo pianoforte.


L'avete sentita? Non potevate darmi torto, vero?  :) 
Umore del giorno: triste, in "via di guarigione"
Restate in linea!

venerdì 10 settembre 2010

Il cerchio della vita



Non mi piace parlare di consuetudine, ma si può dire che un intervento il giorno del mio compleanno ci sta anche quest’anno.  È un po’ come il messaggio di fine anno del Presedente della Repubblica.. Tanto per dire una boiata! :) Cercherò di renderlo, però non così pesante, né pieno di cavolate.

In fondo, cosa si potrebbe dire in un discorso sul compiere gli anni? Non si fanno certo promesse… Oddio, forse su questa mi potrei fermare a pensare. La mia vita è un continuo andare “di bene in meglio” (si auspica!), quindi potrei pensare a qualcosa da promettere e mantenere per essere una persona, un cristiano, un figlio e un amico migliore... Ma non mi viene molto per la testa, nonostante le cose da fare ci sarebbero eccome!

Non posso neanche vantarmi o enumerare le innumerevoli cose buone fatte in questo anno. Cosa ho fatto? Studiato, uscito con gli amici, litigato coi miei genitori… Ordinaria (follia?)  vita! Certamente, se
fossi meno superficiale, potrei dire che ho ottenuto buoni voti quest’anno accademico e che il gruppo di amici con cui esco ora me lo sento più vicino e più unito (salvo qualche episodio un po’ più recente che mi ricorda che nulla è mai “per sempre”). Il rapporto coi miei genitori, invece, è sempre quello…


E poi, perché trarre una immaginaria linea per iniziarne un anno nuovo?! Tutto non è altro che una somma di giorni in cui costruiamo un mattoncino di esperienza che costituisce la vita! Oggi ho aggiunto un mattoncino. Un mattoncino che per ora non indica e insegna niente di particolare. Ma non è neanche speciale solo perché oggi è il 10 settembre, quello stesso dieci settembre che nel 1989 mi vide
nascere.


Insomma, non demolisco il giorno del compleanno, ma non gli do neanche tanta importanza. Da piccolo ero felice quando arrivava questo giorno per via dei regali. In realtà, era solo una mia zia a regalarmi giochi. Ma ne ero felice comunque. Poi cresci, e capisci che il tempo dei giochi è finito e che ciò di cui hai bisogno non è facile da conquistare. Devi lottare perché devi studiare; perché le persone ti calpestano; perché un’amicizia è come un ponte di legna, che se non curi cede; e perché la storia del principe azzurro (per intendere l’assunto che la vita è facile e sempre gioiosa, non è certo il principe che aspetto io!) non è quella delle favole, ma se vuoi qualcosa devi guadagnartela con i denti e con la fatica.

Uno dei miei tanti cantanti preferiti scrisse una canzone che si riferiva a “Il cerchio della vita”. Leggiamo che scrisse Elton John.

“Dal giorno in cui arriviamo sul pianeta / e, sbattendo le palpebre, camminiamo verso la luce / C’è da vedere più / di quanto si sia mai potuto vedere, / da fare più di quanto si sia mai potuto fare. / Alcuni dicono «mangia o vieni mangiato» / Altri dicono «vivi e lascia vivere» / Ma sono tutti d’accordo mentre / si uniscono al fuggi fuggi generale / che non dovresti mai prendere / più di quello che dai. / Nel cerchio della vita / C’è la ruota della fortuna / C’è il mutamento improvviso di fede / C’è la compagnia della speranza / Finché non troveremo il nostro posto / nel sentiero che si snoda / nel cerchio, nel cerchio della vita. / Alcuni di noi si perdono lungo il cammino / ed altri volano in alto verso le stelle / alcuni di noi superano facilmente le difficoltà / ed altri devono vivere con le cicatrici. / C’è veramente troppo da prendere qui / più da scoprire di quanto / si sia mai potuto scoprire / Ma il sole che gira alto / nel cielo color zaffiro / sostenta grandi e piccoli in un ciclo infinito.”

Il ciclo della vita è anche quello che io chiamo “cicli e ri-cicli della storia”, dalla famosa definizione di Giambattista Vico. Insomma, la canzone illustra bene com’è la vita. Il “cos’è” tocca a noi trovarlo.

E il compleanno in questo cerchio dove lo mettiamo? Ovunque, in base al momento che viviamo. È un periodo positivo, e lo segniamo come un grande giorno positivo. Altrimenti il contrario. Dato che è il compleanno, non ci aspettiamo certo che il mondo cambierà perché è un giorno per noi diverso e importante.

Al massimo possono cambiare atteggiamento i nostri nemici per qualche tregua.. E potremmo definire conquista anche quella, ma i miracoli difficilmente si avverano in un batter di ciglio!

Umore del giorno: buono, anche perchè ho dedicato questo giorno a tutta le canzoni del 2010. E mi rallegrano molto!

E il tempo va…

lunedì 2 giugno 2008

Parlate ora o tacete per sempre!

Argh! Sono arrabbiato, ma più che altro deluso da tutto. Innanzitutto vorrei andare in Usa a trovare quei 4 imbecilli di Stevie Wonder, Dionne Warwick, Gladys Knight e Elton John per tirare un forte tuzzo (capocciata) e un calcio nello stomaco per aver cantato quella canzone che dice "Ecco a che servono gli amici". A un "ca...ppio" dico io!
Mi complimento poi per tutti quelli che mi paragonano a Giacomo Leopardi: bravi, sono la sua reincarnazione: anch'io penso che la vita fa schifo e sto pensando al suicidio. A differenza, però, che forse lui qualcuna l'avrà pure amata, io invece ho il cuore inaridito.
Sto pensando anche a limitare definitivamente ogni autorizzazione a questo space, in modo che ci possa accedere solo io. A questo punto sarebbe meglio un diario segreto? Probabile, ma mi romperei a scrivere a penna.
Non capisco qual è la ragione di questa vita se alla fine siamo tutti condannati a vivere come individui dove "fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio"... Infinite volte meglio!
Che futuro abbiamo se persino all'interno di una coppia o di un gruppo di intimi ci guardiamo con sospetto? Forse pensiamo di vivere in una Repubblica fondata su una società, ma io credo che viviamo in una grande anarchia: al potere ci sono i soliti co*****i, a livello sociale c'è la gara alla sopravvivenza a discapito di tutti....
Ecco quindi la grande domanda: a che serve, alla fine, vivere? Per soffrire, per vedere stupidi che si affossanno su posizioni infondate, per illudersi che tutto vada bene, quando, in fondo, nulla è come dovrebbe?
IO non ci sto!
Trovatemi buone ragioni per contrastare ciò che dico, o rassegnatevi perchè questo mondo FA SCHIFO!
A risentirci..